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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: 656 p. , Brossura

87 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

  • EAN: 9788806208066

Il libro di Vitaliano Trevisan non è soltanto un memoriale di oltre 650 pagine dedicato alle esperienze lavorative del narr?atore, ma è soprattutto una sorta di compendio del progetto di scrittura perseguito dall’autore nel corso di almeno due decenni tra letteratura, teatro e cinema.(…) Works si presenta come un resoconto autobiografico che racconta le esperienze lavorative affrontate dal narratore, per lo più nella provincia di Vicenza, tra i quindici e i quarant’anni circa(…). È il 1976 quando il giovane autore che desidera una bici nuova viene costretto dal padre ad accettare un lavoro estivo da saldatore in una fabbrica di gabbie per uccelli; un lavoro non in nero, quindi, mentre saranno irregolari molti dei successivi, quasi nessuno dei quali aveva avuto finora una rappresentazione efficace nella letteratura italiana recente: manovale nell’edilizia, cameriere, venditore di mobili che non gli piacciono, gelataio in Germania, manutentore, aiuto orefice, portiere di notte... e anche, per un periodo, ladro e spacciatore di sostanze stupefacenti. Pertanto, se la mappa non è il territorio, come Trevisan ama ripetere, neanche il suo libretto di lavoro corrisponde alla lunga serie di carriere mancate e “false partenze”. Ciò è paradigmatico dei percorsi discontinui e frammentari di tanti lavoratori di ieri e di oggi. (…) Lo scrittore vicentino smaschera qui il mito del curriculum lineare e rassicurante in una società in cui l’istituto del lavoro fisso è imploso come non mai. Tuttavia, non è possibile leggere Works come un pamphlet di uno di quei “professionisti della realtà” che hanno fatto della denuncia un mercato. Per Trevisan il lavoro è e rimane una maledizione.  Eppure, l’accumulo di occupazioni apparentemente insensate l’una rispetto all’altra rivela anche “come il lavoro altro non sia se non un’invenzione dell’uomo per contrastare l’insensatezza dell’esistenza, per rendere più leggero il peso di quell’insensatezza” senza ignorarla. E tra le pagine più belle di Works ve ne sono parecchie in cui l’autore non si vergogna di raccontare quanta soddisfazione può esserci in un lavoro manuale ben fatto. Inoltre, il volume s’intitola significativamente Works per riferirsi sia ai “lavori” sia alle “opere” di Trevisan e racconta anche la genesi e l’ispirazione delle sue scritture con la consueta sapienza ritmica e con dovizia di note rimandi interni e intertestuali. (…) Works è dunque l’opera di un autore che non vuol lasciare nulla in sospeso nella propria esistenza, cercando di dare a essa una parvenza di senso proprio attraverso la scrittura.

Recensione di Claudio Panella

Recensioni dei clienti

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    Michele

    08/11/2016 18.31.29

    Molto bello

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    Ciro Andreotti

    16/09/2016 18.00.50

    La vita dello scrittore e ancor prima geometra, manovale, gelataio, magazziniere, lattoniere; Vitaliano Trevisan, una storia lavorativa che prende il via all'alba dei suoi sedici anni e che s' intreccerà con la vita privata dell'autore, il tutto unito alla scelta di inseguire il sogno di diventare scrittore e di sbarcare il lunario alla ricerca di un lavoro, qualunque esso sia. Cosa ci spinge a lavorare e a svolgere una certa professione ? Vitaliano Trevisan di Cavazzale, profondo nord-est o quasi, trova nell'acquisto di una bicicletta da uomo la sua prima risposta. A sedici anni viene invitato nella fabbrica di un amico di famiglia per guadagnarsi il denaro sufficiente per acquistare l'agognato mezzo, nel frattempo cullando il sogno di diventare scrittore alternando il tutto agli anni scolastici che si succedono tutti uguali e tutti inutilmente difficili, con un diploma da geometra arrivato contro ogni genere di voglia e contro le proprie naturali inclinazioni ma che potrebbe consentirgli, nell'operoso nord - est di cui sopra, di diventare 'qualcuno': costruttore, progettista in proprio o al massimo alle dipendenze di qualche architetto privo di scrupoli. Alla fine l'analisi lavorativa risulta fredda ma non certo distaccata, a ogni momento di desiderio di essere parte della macchina produttiva si alternano disillusioni nei confronti di colleghi, dei capi reparto e dei capi ufficio. Alla fine alla risposta di perché si lavora ? Trevisan trova una sola risposta plausibile, ovvero per vivere decorosamente e nel suo caso anche per raccontare e raccontarsi. Al termine delle 515 pagine non c'è di certo una risposta univoca ma una serie di domande alle quali l'autore di volta in volta, in oltre trent'anni di carriera, trova le proprie risposte offrendo un bell'affresco della nostra società dei consumi, piena di ipocrisia, di desideri inappagati e spesso inappagabili, desideri indotti e ai quali volendo ci si può anche sottrarre, come per primo ha fatto lui.

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    Manzini

    22/08/2016 16.40.34

    Libro tosto. Meritava forse titolo e cover più impattanti. Comunque molto bello.

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    Anna

    06/06/2016 09.28.23

    Trevisan si è fatto aspettare per un bel po' di tempo ma con questa ultima uscita ne è valsa la pena.Libro corposo che come scrittura si lascia leggere e anche come argomenti trattati. Condivisibili le opinioni che escono sul rovescio della medaglia del (fu) "miracolo Nord-Est".

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    Sananas

    18/05/2016 18.13.27

    Ho letto tutti i libri di Trevisan e questo mi sembra il più riuscito, il più cattivo, il più autentico. Lo consiglio assolutamente, le 650 pagine sono poche, si vorrebbe continuasse per altre 650, tanta è la felicità della scrittura. Gli auguro ogni successo possibile. Se fossi stato dell'Einaudi l'avrei pubblicato nella collana Supercoralli, a questo punto della carriera se lo meritava.

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