Youth. La giovinezza

Youth

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Titolo originale: Youth
Paese: Svizzera; Francia; Gran Bretagna; Italia
Anno: 2015
Supporto: DVD
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In un elegante albergo ai piedi delle Alpi Fred e Mick, due vecchi amici alla soglia degli ottant'anni, trascorrono insieme una vacanza primaverile. Fred è un compositore e direttore d'orchestra in pensione, Mick un regista ancora in attività. Guardano con curiosità e tenerezza alla vita confusa dei propri figli, agli altri ospiti dell'albergo, a quanti sembrano poter disporre di un tempo che a loro non è dato. E mentre Mick si affanna nel tentativo di concludere la sceneggiatura di quello che pensa sarà il suo ultimo e più significativo film, Fred, che da tempo ha rinunciato alla musica, non intende assolutamente tornare sui propri passi. Ma c'è chi vuole a tutti i costi vederlo dirigere ancora una volta e ascoltare le sue composizioni.
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    max

    13/05/2020 09:16:35

    Un film che mi ha lasciato perplesso, d’acchito non l’ho amato, ma poi certe immagini non mi lasciavano, mi sono rimaste impresse, insomma ne do un giudizio in chiaroscuro.

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    vito

    13/05/2020 08:26:09

    Sorrentino nel film da valore alle emozioni delle persone anziane spesso dimenticate e qui messe in risalto. In un albergo di montagna i protagonisti Caige e Keitel discutono dei loro ricordi con una parentesi al presente. Un film emozionante con musiche perfettamente abbinate che ne esaltano le scene.

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    ciri

    11/05/2020 13:12:16

    Fare un film dopo aver vinto l'Oscar è impresa non da poco.cast di attori internazionali di primo piano e location bellissima.la vecchiaia borghese in un resort lussuoso frequentato da vip e persone facoltose.incontreremo un tenero Maradona e una Jane Fonda sempre brava.meraviglioso il nudo della modella che s'immerge in vasca.da vedere

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    Roberto

    20/08/2019 10:09:35

    Una delusione assoluta

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    ILSanto

    12/04/2017 15:20:14

    La sceneggiatura del film è molto debole e noiosa. Paolo Sorrentino è un pessimo regista. Senza provare alcuna vergona, copia in maniera irritante dal grande maestro Federico Fellini.

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    Mr Gaglia

    18/03/2016 13:21:25

    Paolo Sorrentino era atteso al varco dopo l'Oscar de La grande bellezza. Il rischio maggiore però, che era più che lecito paventare da parte di chi amava il suo cinema ma non era impazzito di gioia dinanzi al suo ultimo lavoro, era quello di ritrovare un Sorrentino ormai divenuto manierista di se stesso. Il trailer del film seminava più di un indizio in tal senso ma, fortunatamente, i trailer non sono i film. Perché il Sorrentino regista è tornato a confrontarsi con il Sorrentino sceneggiatore. Se entrambi avevano deciso di convivere senza intralciare il lavoro dell'altro dando così luogo a ridondanze e compiacimenti oltremisura, in questa occasione l'uno non ha concesso all'altro (e viceversa) più di quanto fosse giusto concedergli. Ne è nato così un film compatto a cui non nocciono neppure le molteplici sottolineature del finale. Perché questa volta il modello del regista di Naples, torna ad essere se stesso, senza più o meno consci confronti con i maestri che, anche quando citati, vengono metabolizzati nel suo universo creativo. Non mancano anche qui personaggi più o meno misteriosi che appaiono e scompaiono e a poter assegnare la valenza simbolica che (si) preferisce. Perché Fred e Mick sono persone che sono state personaggi nella loro vita ma che su questo schermo tornano a presentarsi come persone. Con le loro angosce, con le loro attese, con i loro segreti e, soprattutto, con la consapevolezza di una memoria destinata a perdersi nel tempo come le lacrime del Roy Batty. In tutto ciò, ci si può chiedere, che ruolo viene assegnato alla giovinezza del titolo? Quello di specchio riflettente (e deformante al contempo) di passioni, desideri, fragilità. Su tutto questo e su molto altro ancora Sorrentino torna a trovare la profondità, la leggerezza ma anche la concentrazione che permettono al film di levitare.

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    Giuliano P.

    08/01/2016 15:05:56

    A un (piccolo) passo dal Capolavoro. Chapeau.

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    Sergio27

    23/11/2015 15:18:05

    Il grande Sorrentino colpisce ancora. E in questo caso con un colpo basso, un film sulla vecchiaia, sulle speranze e le prospettive disilluse, sulla visione del futuro mediata dal passato che perde lucidità ed entusiasmo anche guardando la gioventù. Insomma, per animi forti.

Vedi tutte le 8 recensioni cliente

2015 - EFA - European Film Awards Miglior Attore Caine Michael

  • Produzione: Medusa Home Entertainment, 2015
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 118 min
  • Lingua audio: Italiano (DTS 5.1 HD);Inglese (DTS 5.1 HD)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,40:1
  • Area2
  • Contenuti: dietro le quinte (making of); interviste: intervista a Paolo Sorrentino; trailers; foto; scene inedite in lingua originale
  • Paolo Sorrentino Cover

    Paolo Sorrentino è regista, sceneggiatore e scrittore.Nel 2001 il suo primo lungometraggio, L'uomo in più, con Toni Servillo e Andrea Renzi, viene presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2004 con Le conseguenze dell'amore è in concorso al Festival di Cannes. Il film ottiene numerosi riconoscimenti tra cui cinque David di Donatello: miglior film; miglior regista; miglior sceneggiatura; miglior attore protagonista; miglior fotografia. La sua presenza a Cannes si rinnova nel 2006 grazie a L'amico di famiglia. Con Il divo torna in concorso a Cannes per la terza volta. Anche La grande bellezza (2013) con protagonista ancora una volta Toni Servillo, si presenta in gara a Cannes. Il 2 marzo 2014 il film si aggiudica l'Oscar come... Approfondisci
  • Michael Caine Cover

    "Nome d'arte di Maurice Joseph Micklewhite, attore inglese. Dopo aver abbandonato gli studi a sedici anni, non avendo i mezzi per pagarsi una scuola di rango, frequenta il corso di arte drammatica del circolo ricreativo Clubland. Si mantiene con i mestieri più disparati, quali fattorino o impiegato ai mercati di Londra, lavora in un teatrino del Sussex e passa al Workshop Theatre di Londra, dove recita in piccole parti fino ad approdare al cinema con I fucilieri dei mari della Cina (1956) di J. Amyes. Dopo il suo primo film di una certa importanza, Zulù (1964) di C. Endfield, il produttore H. Saltzman gli affida il ruolo di protagonista in Ipcress (1965), in cui dà vita alla figura di Harry Palmer, un agente segreto ombroso, silenzioso e un po’ indolente, esatta antitesi del coevo James Bond.... Approfondisci
  • Harvey Keitel Cover

    Attore statunitense. Ex marine con il naso da pugile, orgoglioso ed emblematico esempio di brooklyniano, studia all'Actor's Studio e lavora per dieci anni in teatro prima imporsi al cinema in Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno (1972) di M. Scorsese. Per lo stesso regista interpreta anche Taxi Driver (1976), conquistando la fama di attore adatto a ruoli drammatici, dolenti e incisivi. Dopo l'ossessivo I duellanti (1977) di R. Scott, nonostante l'efficace prestazione nei panni di un commissario-psicoanalista in Il lenzuolo viola (1980) di N. Roeg, la sua stella sembra offuscarsi, ma con l'inizio degli anni '90 ritorna prepotentemente alla ribalta con gli ormai proverbiali Le iene (1992) e Pulp Fiction (1994) di Q. Tarantino e con il furibondo Il cattivo tenente (1992) di A.... Approfondisci
  • Rachel Weisz Cover

    "Propr. R. Hannah W. Attrice inglese. Lineamenti regolari e sguardo intenso, avvia giovanissima la carriera da modella. Dopo diverse partecipazioni a film per la tv e il debutto nel cinema con il poco noto Death Machine (1995) di S. Norrington, viene diretta da B. Bertolucci in Io ballo da sola (1996). Protagonista di Reazione a catena (1996) di A. Davis e di Lo straniero che venne dal mare (1998) di B. Kidron, raggiunge la fama presso il grande pubblico con La mummia (1999) di S. Sommers, blockbuster d’avventura di cui interpreta anche il sequel nel 2001. Soldatessa intrepida in Il nemico alle porte (2001) di J.-J. Annaud, diventa una giovane madre single nella commedia About a Boy - Un ragazzo (2002) di P. e C. Weitz e una donna misteriosa e spregiudicata in La giuria (2003) di G. Fledler.... Approfondisci
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