Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 6 febbraio 2013
Pagine: 247 p., Brossura
  • EAN: 9788845927645
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Descrizione
Pubblicato nel 1958 nei "Gettoni" di Vittorini, poi di nuovo nel 1960 con l'aggiunta di un importante racconto, L'antimonio, che è un po' un romanzo interrotto, "Gli zii di Sicilia" è la prima apparizione di Sciascia come narratore puro, fabulatore di storie che qui sono della Sicilia e della Spagna. Con voce sommessa e ferma, con una sorta di energia compressa, raccolta in sé, lo Sciascia narratore disegna il suo primo territorio. E subito si riconoscono certi suoi tratti essenziali: l'attenzione alle cose e al dettaglio, il confronto perenne fra la Sicilia e il mondo (il libro si avvia con quell'evento subito favoleggiato che fu lo sbarco degli Alleati), la lucidità nel cogliere i paradossi, gli inganni e le beffe della Storia.

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    Alessandro

    19/09/2018 14:07:00

    Gli zii di Sicilia è una raccolta di racconti di Leonardo Sciascia, i racconti sono quattro: "La zia d’America", "La morte di Stalin", "Il quarantotto" e "L'antimonio". Filo conduttore la Sicilia rurale degli anni '30- '40 ad eccezione del terzo racconto ambientato invece nel 1848. Nel libro si parla molto di guerra e Sciascia riesce a farlo con una semplicità sconvolgente. Riesce a farti vivere le emozioni della trincea, la paura delle bombe e le speranze della liberazione. Gli zii di Sicilia è un libro che merita assolutamente di essere letto, trasmette delle forti emozioni attraverso le descrizioni degli eventi e dei meravigliosi paesaggi.

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    ANTONELLA TURRIN

    12/06/2018 12:25:06

    Molto bello, spesso divertente ma quel dolore che si indovina dietro a tutto quello che viene raccontato..

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    Cristiano Cant

    24/04/2017 11:40:29

    "A me Hitler pareva una di quelle teste di legno cui si tiravano le palle a cinque tiri una lira nei baracconi". Volutamente sferzante, una penna la cui cartuccia è carica di strali elegantissimi, ecco quattro racconti perfetti nel loro tenere insieme nostalgia e dramma sociale, ruralità sanissima e svolta inevitabile, in un impasto di prosa e confessione che scende meravigliosamente nelle vertebre della più lucida esperienza umana e che traduce in una sola parola i tanti tragitti dei suoi righi: Conoscenza. Fra pagine di accenti e dissapori maneggiati anche con commossa sapienza vernacola si aprono poi riflessioni sul vivere, il soffrire, la pena dell'amarsi, del dividersi dolore e piacere "che ci lasciano col nostro cuore nudo ad intenderci meglio nel cuore". E ancora la perfezione di un destino di donna negli anni sofferti della guerra, assai più bello e profondo di quello di ogni altra non toccata da quel fuoco vivo: "Una donna da soldati, una donna che aveva dentro il male di quella guerra". Fra divertiti echi di antiche reminiscenze, fra ricordi personali scanditi con bacchetta di poeta e un'anima siciliana centellinata con maestria sovrana (basta ricopiare le parole di Nievo nel bellissimo Il quarantotto per averne un ritratto incarnato), non tarda mai a sollevarsi lo sguardo di questo grandissimo scrittore, nella bazzecola divertita e nel rovescio più serio. Ammonimento e ferocia, contraddizione e disincanto, una parabola di sconfitti e di illusi si snoda nel mistero e nella necessità dell'impegno, della sfida, del reale insomma in ogni sua imprendibile folle e scorticata pregnanza. Straordinarie le pagine sulla guerra civile spagnola, un manifesto assoluto spalancato sotto le nostre pupille di lettori: "E so perché il fascismo non muore, e son sicuro di conoscere tutte le cose che nella sua morte dovrebbero morire, e quel che in me e in tutti gli altri uomini dovrebbe morire per sempre perché il fascismo muoia". Sciascia avrà sempre ragione.

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    Claudio

    04/02/2017 18:30:57

    Quattro racconti riguardanti periodi diversi, ma con protagonisti personaggi tutto d'un pezzo, contrari al facile voltagabbanismo tipico del nostro paese, e in particolare delle zone raccontate da Sciascia.

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    ANDREA GIOSTRA

    22/07/2016 15:23:07

    Leonardo Sciascia nel 1958, incoraggiato dal grande Elio Vittorini che negli anni '50 lavorava per Giulio Einaudi, all'età di trentasette anni pubblicò all'interno della Collana «Gettoni», la sua prima raccolta di Racconti Brevi, dal titolo "Gli zii di Sicilia". La Collana, ideata da Elio Vittorini, scrittore e traduttore siciliano di successo, trapiantato da Siracusa a Torino, venne utilizzata brillantemente, dal 1951 al 1958, per pubblicare a bassissimo costo opere contemporanee di giovani scrittori, italiani e stranieri. "Gli zii di Sicilia" del 1958 è composto da tre racconti; dopo tre anni, nel 1961, Giulio Einaudi decide di ri-pubblicare l'Opera di Sciascia aggiungendo un quarto interessantissimo scritto, "L'antimonio", che di fatto rappresenta un Romanzo interrotto. Il libro è bellissimo, e racconta di Guerre militari e civili, di tradimenti e di vigliaccherie, di volta-gabbana e di volta-faccia, di gente umile ed onesta e di millantatori egocentrici affamati di potere e di danaro che saltano senza pudore sul carro instabile del vincitore. Già allora Sciascia fa capire al suo lettore le straordinarie capacità narrative, neo-realiste, coinvolgenti, emozionanti, trascinatrici, colmi di dettagli e di particolari che empatizzano il lettore appassionato di conoscenza e di sapere. Nel 1958 Sciascia è un narratore molto al di sopra dei migliori narratori italiani di allora. Nel 1992 "Gli zii di Sicilia" viene ri-pubblicato da Adelphi Editore, che nel 2013 lo rilancia in formato E-Book.

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    Pino Chisari

    16/07/2015 13:49:20

    Sempre un bel leggere quello di Sciascia. Narratore di lusso, racconta storie e Storia.

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    nino nucita

    18/02/2015 13:43:43

    Ogni scritto di Sciascia mi rende orgoglioso di essere un conterraneo di questo genio della letteratura (e della cultura) del Novecento italiano. Quattro racconti, tutti stupendi. "La zia d'America" è una brillante demistificazione del mito dell'America liberatrice; "La morte di Stalin" anticipa con straordinaria preveggenza la disillusione che investì il mondo intero all'indomani del crollo del muro di Berlino e del tramonto degli ideali che seguì la fine della Guerra Fredda e l'avvento della Globalizzazione; "Il Quarantotto" ripropone lo stesso tema de "Il Gattopardo" in maniera più ironica e dissacrante; "L'antimonio", infine, è una critica spietata dell'ideologia fascista condotta attraverso il racconto di un minatore siciliano che finisce con l'arruolarsi nelle truppe franchiste, nella Guerra Civile in Spagna, scoprendo così le nefandezze e gli orrori del Regime.

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    Renzo Montagnoli

    17/12/2010 10:14:55

    Quattro racconti gradevolissimi da leggere in cui Sciascia conferma ancora una volta le seue eccellenti qualità di scrittore.

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