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Leonardo Sciascia

Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 247 p. , Brossura
  • EAN: 9788845927645

Recensioni dei clienti

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    Claudio

    04/02/2017 18.30.57

    Quattro racconti riguardanti periodi diversi, ma con protagonisti personaggi tutto d'un pezzo, contrari al facile voltagabbanismo tipico del nostro paese, e in particolare delle zone raccontate da Sciascia.

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    ANDREA GIOSTRA

    22/07/2016 15.23.07

    Leonardo Sciascia nel 1958, incoraggiato dal grande Elio Vittorini che negli anni '50 lavorava per Giulio Einaudi, all'età di trentasette anni pubblicò all'interno della Collana «Gettoni», la sua prima raccolta di Racconti Brevi, dal titolo "Gli zii di Sicilia". La Collana, ideata da Elio Vittorini, scrittore e traduttore siciliano di successo, trapiantato da Siracusa a Torino, venne utilizzata brillantemente, dal 1951 al 1958, per pubblicare a bassissimo costo opere contemporanee di giovani scrittori, italiani e stranieri. "Gli zii di Sicilia" del 1958 è composto da tre racconti; dopo tre anni, nel 1961, Giulio Einaudi decide di ri-pubblicare l'Opera di Sciascia aggiungendo un quarto interessantissimo scritto, "L'antimonio", che di fatto rappresenta un Romanzo interrotto. Il libro è bellissimo, e racconta di Guerre militari e civili, di tradimenti e di vigliaccherie, di volta-gabbana e di volta-faccia, di gente umile ed onesta e di millantatori egocentrici affamati di potere e di danaro che saltano senza pudore sul carro instabile del vincitore. Già allora Sciascia fa capire al suo lettore le straordinarie capacità narrative, neo-realiste, coinvolgenti, emozionanti, trascinatrici, colmi di dettagli e di particolari che empatizzano il lettore appassionato di conoscenza e di sapere. Nel 1958 Sciascia è un narratore molto al di sopra dei migliori narratori italiani di allora. Nel 1992 "Gli zii di Sicilia" viene ri-pubblicato da Adelphi Editore, che nel 2013 lo rilancia in formato E-Book.

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    nino nucita

    18/02/2015 13.43.43

    Ogni scritto di Sciascia mi rende orgoglioso di essere un conterraneo di questo genio della letteratura (e della cultura) del Novecento italiano. Quattro racconti, tutti stupendi. "La zia d'America" è una brillante demistificazione del mito dell'America liberatrice; "La morte di Stalin" anticipa con straordinaria preveggenza la disillusione che investì il mondo intero all'indomani del crollo del muro di Berlino e del tramonto degli ideali che seguì la fine della Guerra Fredda e l'avvento della Globalizzazione; "Il Quarantotto" ripropone lo stesso tema de "Il Gattopardo" in maniera più ironica e dissacrante; "L'antimonio", infine, è una critica spietata dell'ideologia fascista condotta attraverso il racconto di un minatore siciliano che finisce con l'arruolarsi nelle truppe franchiste, nella Guerra Civile in Spagna, scoprendo così le nefandezze e gli orrori del Regime.

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