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Margaret Mazzantini

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 66 p. , Brossura
  • EAN: 9788804535164
Usato su Libraccio.it € 5,40

Quest'ultimo agile libretto di Margaret Mazzantini è nato come partitura teatrale, scritta per Sergio Castellitto, ma si è subito animato di vita propria, traendo spunto dall'esperienza quotidiana dell'autrice. "Sono uscita e ho incontrato un tipo che incontro spesso nel mio quartiere, - scrive l'autrice nell'introduzione - un barbone con cui ho una certa confidenza, uno che viaggia a vino e cipolle accanto a un canetto sfibrato tenuto da uno spago. Ci vuole cautela, ce l'ha con le donne… Cercavo una buona idea per Sergio Castellitto… qualcosa che desse vita alla sua parte muta. Così ho pensato: scrivo di uno che sta in strada, senza sociologia, solo un'anima che vaga, che strepita." Nasce così un'originale monologo in cui Zorro, un senzatetto, racconta la sua storia di uomo qualunque ma anche speciale, un uomo a cui il destino con una mano ha dato ma ha anche tolto, uno "naturalmente incazzato", che affronta con il suo cane le durezze della vita. "Un anatraccio curioso che risale il fiume e scruta i regolari, i 'Cormorani', quelli che stanno nel recinto della società organizzata", così lo definisce la Mazzantini, che con il suo racconto indaga una paura presente in fondo a ognuno di noi: la paura del rifiuto da parte del mondo "regolare", l'isolamento tra i diversi. Zorro non è nato barbone: un tempo era un bambino come tanti, aveva un famiglia e una casa. Ora ricorda quei tempi, rivivendoli nel suo racconto, tra sprazzi di lucidità e visioni della memoria. Rievoca anche il fantasma della donna amata e di una vita dai rassicuranti toni familiari; una dimensione svanita per sempre, ora che gli unici moti di affetto può carpirli solo alle sensibili volontarie della mensa dei poveri. Con stile diretto e linguaggio colorito che sembra uscire al momento dalla bocca del protagonista, l'autrice ci apre il cuore e la mente di un uomo piegato dal destino ma non sconfitto, che con la sua vita al di fuori di ogni schema ci è più vicino di quanto immaginiamo: perché ci ricorda l'altra faccia della nostra esistenza, "quella faccia affamata e sparuta che avresti potuto avere se il tuo spicchio di mondo non ti avesse accolto".

Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    03/03/2015 23.41.18

    Un racconto che descrive,senza soffermarsi troppo,la vita vissuta di un senza tetto.....e

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    luana

    10/04/2014 17.48.45

    mi dispiace x chi nn ha capito il messaggio, davvero intrigante e commovere.. un capolavoro, consigliato anche a chi nn piace molto la lettura, come me, di poche pagine i valore autentico

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    RAMONA

    07/02/2013 14.53.58

    la mazzantini come sempre è in grado di colpirti..lasciarti un senso di confisione, la sua scrittura inconfondibile è un pugno allo stomaco! ho letto non ti muovere, ho letto vunuto al mondo..mi hanno stordito entrambi e ho deciso di leggere anche questo. poche pagine, ma intense! vere, commoventi e divertenti! leggerò anche gli altri.. e intanto aspetto un altro mattone di 500 pagine piene di parole "ampollose", immagini scabrose,penose,personaggi bizzarri,poveracci,ma indimenticabili come solo lei sa fare!chi ha letto venito al mondo non può dimenticare DIEGO, come chi ha letto non ti muovere non può dimeticare ITALIA. qui sarà difficile dimenticare ZORRO. coraggioso e ironico!

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    Francesca

    28/01/2013 15.08.56

    È il quarto della Mazzantini che ho letto, dopo Non ti muovere, Venuto al mondo e Mare al mattino. Geniale! Storia coinvolgente. Lettura veramente piacevole, mi ci sono immersa completamente e l'ho finito nel giro di nemmeno un'ora. E poi adoro anche la copertina e il complessivo design del libro... insomma, consigliato!

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    Maria Vittoria

    23/05/2011 10.54.52

    E' il primo libro della Mazzantini che leggo e anche se corto mi ha regalato molte emozioni. Sicuramente fa pensare a quanto la vita può cambiare in un solo giorno. Davvero da leggere.

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    roberto

    10/01/2010 19.04.37

    vi posso solo dire che appena cominciai a leggere, sentivo gli odori e i rumori della strada. sottolineavo delle frasi, perchè di una poesia straordinariamente musicale. ho imbracciato la chitarra ed è venuta fuori una canzone.... che spedii a margaret, ma sicuramente per problemi postali non ottenni risposta. il mio giudizio conta poco ... ma il libro è fantastico se volete ascoltarla ( facebook roberto camilli

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    Maurizio Ciarlatani

    29/11/2009 15.50.32

    Il fatto che sia trasparente lo scopo di un testo confezionato su misuira per Castellito, non toglie nulla a questa triste poesia metropolitana. Struggente l'addio al cane. La brevità del testo mi ha aiutato a rileggere il libro più volte ed ogni volta mi ha dato nuove emozioni.Grazie Margaret.

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    riccardo

    28/10/2009 17.43.50

    piacevolissimo libro,non sono tanti gli scrittori che riescono a comunicare con il cuore sensazioni vivifiche.Complimenti!

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    Claudia

    26/07/2007 19.51.05

    Lettura veloce. Libro commovente che tocca il cuore. Da leggere.

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    mato

    12/06/2007 15.32.27

    Concordo pienamente con Benedetta. La Mazzantini avrebbe dovuto sfruttare meglio questo argomento. A me che capita di notte di soccorrerli o aiutarli a trascorrere meglio una notte gelida, mi sarebbe piaciuto se veramente l'argomento fosse stato sfruttato meglio. Si salva un pochino per il fatto che è un testo per il teatro che dunque mal si adatta ad un testo romanzato.

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    Tommaso

    18/12/2006 10.00.43

    Interessante che un piccolo monologo come questo abbia suscitato tante critiche positive e negative..personalmente l'ho trovato carino e semplice,non sono un fan della mazzantini e, dopo aver visto non ti muovere al cinema, non ho avuto il coraggio di leggere il libro: diciamo che è un monologo scritto molto a buon mercato, senza troppe pretese.

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    Ilaria

    11/11/2006 10.51.28

    Il mio voto alto e' soprattutto per rialzare una media voto che non rispecchia la realta' delle cose. Concordo pienamente con la critica sul rapporto prezzo/numero delle pagine ma addirittura dire che e' un'opera scarsa!?! Sicuramente posso dire che a teatro il monologo rende di piu' soprattutto la straordinaria e come sempre magistrale interpretazione di Sergio Castellitto. Nel suo insieme comunque il libretto risulta gradevole pur nel suo intento di fotografare la realta' degli emarginati in modo simpatetico. In risposta a coloro che ritengono l'accoppiata Mazzantini/Castellitto puro buisiness, dico che non sono gli unici (vedi Dario Fo e Franca Rame o, cinematograficamente, Benigni/Braschi) ma per lo meno dietro c'e' del talento, cosa che non sempre si puo' dire in riferimento agli altri.

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    Mario

    01/11/2006 21.46.18

    E' proprio il contrario di quello che voleva dire la Mazzantini.Questo è un gran bel libro perchè deve scuotere le coscienze dei grandi papponi che vivono nel lusso,che hanno sempre quello che vogliono.Per il protagonista (Zorro),il destino è stato diverso dal tuo.Il destino l'ha reso privilegiato. Perchè,essendo fuori dal nostro normale sistema,può rendersi conto di qunto possiamo essere ridicoli. E' un omaggio e un inno alla vita semplice

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    Angelantonio Biasella

    24/10/2006 10.31.05

    Ma quanto si amano quei due? L’azienda Mazzantini-Castellitto ha sfornato un altro prodotto e, a giudicare dai precedenti, i proventi saranno quanto meno sostanziosi. Tutto inizia nel 2002 quando, con “Non ti muovere”, Margaret vince il premio Strega e vende, fino ad oggi, circa un milione di copie del romanzo. L’omonimo film, diretto dal marito Sergio Castellitto, è un successo annunciato tanto che l’azienda familiare si permette il lusso d’ingaggiare Penelope Cruz per interpretare il ruolo di Italia, la derelitta di cui Timoteo, il protagonista, s’innamora follemente. Qualche tempo fa esce Zorro, ultima fatica della Mazzantini, creato su misura e dedicato al marito Sergio (ritratto in copertina) cui, facilmente pronosticabile, seguirà un lavoro teatrale o cinematografico diretto ed interpretato dallo stesso Castellitto. Odor di ridondanza. Ma veniamo al dunque. Il monologo è scorrevole. Scevro di fronzoli. Votato ad una secchezza ponderata. Si uniforma, l’autrice, all’odierna consuetudine di sostituire, sovente, il congiuntivo con l’indicativo in modo da rendere digeribile il testo al più alto numero di lettori possibile ed in modo da far delle parole scritte uno strumento interpretativo immediato che rimandi alla familiarità delle parole parlate. Non importa che questo porti a svilire la lingua italiana (Zorro, appunto, è un senzatetto che, rispondendo ad un consumato luogo comune, deve necessariamente aver poca dimestichezza con l’idioma nazionale); l’essenziale era dare un seguito rapido al risultato commerciale di “Non ti muovere” in modo da sfruttarne lo strascico e garantirsi entrate sicure. La scrittura è passione, tutto il resto è business!

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    Simona

    13/06/2006 16.53.14

    è divertente vedere il mondo dagli occhi di un barbone,un eremita sul marciapiede, allontanato dal mondo,spiazzato dalla reltà, legato al destino ma consapevole delle della sua scelta di vita.è divertente osservare il mondo dal suo punto di vista,osservare noi stessi e nostri comportamenti.Un libro che, a dire la verità ,mi ha lascito un pò perplessa e mi ha fatto riflettere sulla vita, sulla libertà e sul desiderio di evasione e di anticonformismo che alberga un pò in tutti noi.Troppo breve, interessante ma non stupendo.

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    gianni

    29/05/2006 15.37.10

    Al di là delle possibili (probabili?) strategie commerciali dell'editore, resta comunque un'intensa descrizione del mondo degli homeless. Colpisce anche la visuale del protagonista sulle persone che vivono "dentro" la società, con i loro piccoli e grandi tic. Un buon libro.

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    Dila

    26/04/2006 01.16.34

    nella sua sacra e carnale semplicità Margaret Mazzantini riesce perfettamente a disegnare lo stile di un barbone qualsiasi. Splendida l'introduzione, di cuore, una poesia capace di soffocare. Un altro capolavoro di una donna che è capace di immedesimarsi nei personaggi che le stanno più distanti. Per riflettere.

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    pam

    24/04/2006 12.53.22

    ....veramente un bel libro! commovente e poetico. tocca il cuore. complimenti all'autrice!!!

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    Livio

    01/04/2006 11.38.29

    E' bello leggere molti commenti negativi su 'Zorro' è bello perchè è ancora più bello far risuonare un No, una via diversa di lettura. Splendido capolavoro della mazzantini, mi ha coinvolto sin dall'introduzione e ha tenuto la mia attenzione desta fino alla fine. ho trovato finalmente qualcuno che esprimesse con belle parole i miei pensieri

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    Fernanda

    16/03/2006 15.36.29

    Orribile. Le caratteristiche tecniche dell'edizione lo fanno preasagire subito: 60 pagine di carta spessa come una lastra di piombo, caratteri giganti, pagine finali riempite coi titoli del catalogo della Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, prefazione dell'autrice con tanto di riproduzione dell'autografo della Mazzantini in calce... Insomma, un contentino confezionato appositamente per tenere buono quel milione e mezzo di persone che aspettano una replica di "Non ti muovere".

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