1177 a. C. il collasso della civiltà - Cristina Spinoglio,Eric H. Cline - ebook

1177 a. C. il collasso della civiltà

Eric H. Cline

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Traduttore: Cristina Spinoglio
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 1,88 MB
Pagine della versione a stampa: 271 p.
  • EAN: 9788833973722
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Gaia la libraia

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Vennero dal mare. Sappiamo il loro nome e poco altro: li chamiamo «Popoli del Mare» e al loro arrivo caddero regni millenari e l’intera Civiltà del Bronzo collassò repentinamente. Dopo, seguirono solo lunghi secoli bui. L’Età del Bronzo era stata un’epoca di fiorenti commerci, di evoluzione tecnica e culturale, di rapporti diplomatici internazionali, di sottili equilibri politici. A lungo si è pensato che il mondo di tremila anni fa fosse un luogo primitivo, con un’economia ridotta su breve scala, ma gli ultimi decenni di scavi archeologici hanno invece portato alla luce un mondo incredibilmente organizzato e vasto, sorprendentemente simile al nostro, tanto da poterlo definire «globalizzato». Il quadro archeologico ci restituisce un’organizzazione solida e funzionale, che sembrava intramontabile, come la nostra, ma che cadde di schianto. Lo stagno, necessario per ottenere il bronzo delle armi e degli utensili, proveniva dall’Afghanistan, il rame da Cipro: come il petrolio di oggi, erano le merci più ambite, e sul loro commercio era fiorita un’intesa internazionale che coinvolgeva tutti i grandi imperi del Mediterraneo e della Mezzaluna fertile. I nomi dei regni antichi evocano avvenimenti lontani – Egizi, Ittiti, Assiri, Babilonesi, Mitanni, Minoici, Micenei, Amorrei, Ugariti, Cretesi, Ciprioti, Cananei –, ma le loro vicende sono così «moderne» che la loro storia suona ormai come un monito rivolto al nostro mondo. Caduto il primo anello, caddero tutti gli altri, in pochi anni, e le fiere civiltà che avevano governato su porzioni enormi del mondo conosciuto si sciolsero come neve al sole, lasciando poco o niente della loro millenaria esistenza, se non echi lontane nelle narrazioni della guerra di Troia e dell’esodo ebraico. Fu solo a causa dei misteriosi Popoli del Mare? No, solo in parte. Una congiuntura climatica sfavorevole, il collasso del mercato internazionale, rivolte interne, sciami sismici continui e altro ancora hanno creato la «tempesta perfetta» e estinto la più complessa e organizzata civiltà del mondo antico, così simile alla nostra. A raccontarci questa storia è Eric Cline, uno dei protagonisti degli scavi archeologici dell’Età del Bronzo. Il suo racconto ha una trama narrativa irresistibile, come un giallo dell’antichità, con racconti in presa diretta e flashback che rendono viva e palpabile una vicenda così antica, eppure terribilmente vicina alla nostra.
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    Anna Lisa

    31/10/2018 11:31:01

    Un saggio interessante sull'età del Bronzo nel Mediterraneo, accompagnato da una imponente mole di dati e di bibliografia per ciascuno degli argomenti trattati. Interessante il capitolo sul commercio e l'analisi relativa alle concause che hanno portato alla crisi e al collasso di alcune delle grandi civiltà mediterranee antiche.

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    Salvatore

    10/02/2018 09:48:33

    Il libro che si fa leggere con facilità, offre un quadro delle civiltà del mediterraneo orientale alla fine dell' età del bronzo con altre ipotesi finali sulla loro caduta nel XII secolo rispetto ai popoli del mare, per i quali sembra nn ci siano prove a sufficienza.

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    Teddy

    26/10/2017 14:34:26

    Nella tarda Età del Bronzo esisteva un vero e proprio mondo globalizzato. Gli Assiri e gli Ittiti comunicavano e commerciavano con gli Egizi, e anche Micenei e Minoici erano inclusi in questa realtà, così come i Cananei e tutte le varie città-stato sparse per il Vicino Oriente e il Mediterraneo Orientale. Eppure tutto crollò, restando in vita solo il regno d’Egitto, ma molto più debole di prima. Le cronache egizie ci narrano dei cosiddetti “Popoli del Mare”, che sconfissero appunto nel 1177, ma che restano misteriosi. Forse popolazioni migratorie e aggressive. Eppure non può essere solo questa ‘invasione’ a spiegare la scomparsa di una civiltà globalizzata, con evolutissimi stili di vita ai quali l’umanità non tornerà per almeno mezzo millennio. Come tutti i libri di storia, non c’è una risposta, ma una ridda di ipotesi, le quali solo messe insieme possono fornire una sorta di spiegazione. Città completamente rase al suolo e mai più ripresesi; altre dove la parte distrutta è solo quella dei ricchi e degli edifici pubblici; altre ancora danneggiate da probabili terremoti e mai tornate agli antichi splendori; altre infine semplicemente abbandonate. Davvero interessante.

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    sandro landonio

    26/02/2017 09:04:57

    Non é stata una lettura superlativa. Come tutti i libri onesti che si occupano di archeologia lascia molte domande senza risposte certe, ma il metodo usato con l'analisi in tanti piccoli capitoletti delle singole civiltà e delle singole città distrutte mi ha disorientato e annoiato. Un conto é la complessità delle civiltà che interagiscono fra di loro, un altro é rendere confusa tale complessità. Complimenti per l'imponente apparato di riferimenti e di note, avrei però ritenuto più opportuno delle annotazioni localizzate a pié di pagina, piuttosto che una raccolta a fine testo.

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    Piero Giombi

    18/10/2016 22:34:29

    Visto che i libri sulle cause della fine delle civiltà dell' Eta' del Bronzo non abbondano di sicuro, ben venga questo saggio. E' una vasta ricapitolazione di cose gia' conosciute, con delle aggiunte più recenti. Solo da pochi anni si sa che Ramesse III fu assassinato. Non mi convince piu' di tanto la tesi che l' assassinio non era legato alle sconfitte subite dai Popoli del Mare: l' insediamento di Filistei e di Israele in Palestina, antico possesso egizio, doveva aver scosso non poco il prestigio del Faraone. Ma ufficialmente i Popoli del Mare erano stati sconfitti (come Israele nel 1967, mi viene da dire) e quindi le fonti tacciono. L' Egitto si avviava pomposamente verso la decadenza. Cominciava l' Eta' del Ferro, minerale sconosciuto o quasi in Egitto.

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    Antonio

    27/04/2016 16:08:48

    Interessantissimo, per chi vuole conoscere il mondo globalizzato dell'età del bronzo. Qualche refuso cronologico.

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    fabio de ponte

    01/10/2015 02:08:31

    Io l'ho trovato ottimo. Restituisce un affresco di un mondo sconosciuto, passando in rassegna molti documenti estremamente interessanti e tracciando le linee di un universo che non era affatto diverso dal nostro per molti aspetti. Molto documentato e molto metodico nel modo di procedere. Forse per questo non raggiunge una conclusione definitiva - cosa che vedo gli contestano altre recensioni -. Non la raggiunge perché non ci sono verità assolute. Questo libro è una ricerca, che prende in considerazione anche tutto ciò che sull'argomento hanno detto quelli che prima di lui se ne sono occupati, e come tale è un processo senza una conclusione definitva assoluta. Rigorso e allo stesso tempo ben scritto e affascinante. Assolutamente consigliato per chi vuole guardare l'antichità in faccia, come se ci dovesse trasferire, non per chi è interessato solo a nomi e date.

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    Tukulti Ninurta

    07/07/2015 23:09:46

    Un libro che mi ha molto deluso. È vero che il titolo non richiama direttamente i famigerati popoli del mare, ma il 1177 a.C. è pur sempre la significativa data simbolica in cui l'Egitto li sconfisse, e dall'impostazione dei primi capitoli appare che sia effettivamente questo l'argomento principale. Invece, anziché un approfondimento o un'indagine storica, l'autore si perde e si dilunga in un quadro molto ampio e soprattutto molto superficiale delle maggiori civiltà dell'epoca: egizi, assiri, ittiti, cananei, ecc. Lo fa sostanzialmente con un lunghissimo elenco di dettagli riguardo alle relazioni diplomatiche e commerciali fra i vari regni, senza mai aggiungere nulla di nuovo alla discussione dei fatti storici. Irritanti i continui riferimenti alla "globalizzazione" e al mondo politico odierni. È un continuo susseguirsi di nomi di accademici e relative citazioni, mai unite in un quadro coerente, semmai solo ripetitivo, e l'autore non fa altro che riportarle quasi senza commenti. Il citazionismo può funzionare in un articolo di settore, ma non in un libro divulgativo. L'apice dell'involuzione viene raggiunto nell'ultimo capitolo, introducendo la "teoria della complessità", che vuol dire tutto e niente, per arrivare alla conclusione che... non ci siamo mossi di una virgola dalle incertezze delle prime righe del libro. Patetico l'ultimo paragrafo di "cosa sarebbe successo se...". Niente. Non è successo e basta. In definitiva: un libro presentato in pompa magna, ma che in realtà gira a vuoto e non comunica nulla di nulla. Scritto in maniera sciatta. Lontano anni luce da pilastri del genere quali "Civiltà sepolte" e "Il libro delle rupi" di W. Ceram, o anche "L'invenzione della scrittura" o "Il disco di Festo" di L. Godart, dove fra l'altro si parla meglio è più diffusamente dei popoli del mare.

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    Gaio Ateio Capitone

    02/03/2015 18:25:36

    Il saggio prende in considerazione tutte le interpretazioni che storici ed archeologici hanno dato del crollo della Civiltà del Tardo Bronzo. Ogni causa viene analizzata e valutata sulla base delle testimonianze dirette, scritte e mute. Alla fine l'autore dichiara che nessuna delle cause prese in esame, da sola, spiega i fatti e che il crollo fu dovuto all'azione di tutte. La scoperta dell'acqua calda! Ben altro si pretende! Almeno un tentativo di mettere ordine fra le varie cause; ma per fare ciò sarebbe stato necessario descrivere bene il funzionamento dell'economia "palaziale", cosa che l'autore non fa.

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    max

    08/01/2015 19:26:21

    Deludente e ingannevole. Che cosa c'entri la data del titolo, proposta in modo così sicuro, con il contenuto lo sa solo l'autore. La data non può essere precisa, l'evento non è una battaglia o un eclisse solare. L'autore la prende alla lontana - modello americano - anche di diverse centinaia di anni prima, parla di tutto e di più, soprattutto di quello che non c'entra. Ci si aspetta il colpo di coda, la spiegazione, il fatto, ma questo non arriva. Si resta con l'amaro in bocca, anche se il libro è ben documentato.

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  • Eric H. Cline Cover

    Eric H. Cline è docente nel Dipartimento di Lingue e civiltà classiche del Vicino Oriente e Direttore del Capitol Archaeological Institute presso la George Washington University. Ha al suo attivo 30 campagne di scavo in Israele, Egitto, Giordania, Cipro, Grecia, Creta e negli Stati Uniti, tra le quali nove campagne presso Megiddo (l’Armageddon della Bibbia), in Israele, di cui codirige il sito archeologico, così come codirige il sito di Tel Kabri, nello stesso Paese. Ha vinto per ben tre volte il premio «Best Popular Book on Archaeology» della Biblical Archaeological Society, è spesso apparso in televisione e in radio ed è prolifico autore di articoli scientifici e di libri divulgativi, tra i quali From Eden to Exile. Unraveling Mysteries... Approfondisci
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