Artisti: Guano Padano
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Master
Data di pubblicazione: 10 gennaio 2013
  • EAN: 8012622840522
pagabile con 18App

Articolo acquistabile con 18App

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 10,50

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
Descrizione
Tra americana e spaghetti western la nuova ventura discografica dei Guano Padano abita il nostrotempo, pur sfuggendo la nomenclatura dei luoghi e costumi urbani. Il trio dopo aver conquistato lacritica internazionale con il debutto omonimo – originariamente edito nel 2009 da Important, unadelle più qualificate indipendenti del nostro tempo – torna con un secondo album che ne amplificaulteriormente la componente cinematica. Sono la chitarra di Alessandro Stefana, la batteria e lepercussioni di Zeno De Rossi, il contrabasso e il basso elettrico (occasionalmente anche l’organo)di Danilo Gallo a dettare i tempi di questa immaginifica pellicola. E’ uno scenario polveroso epropiziatorio quello di “2”, cornice ad una sintomatica sfida all’ultimo respiro. Un disco chepadroneggia con disinvoltura ipotesi attorno alle musiche di confine, andando a rovistarenell’oceano della world music, scomodando miti e leggende del pre-war folk, stuzzicando unarivalità con personaggi in vista del jazz creativo (Bill Frisell, Eugene Chadbourne) e solcando a piùriprese i mercati d’Oriente. E’ un disco incredibilmente ricco, quasi un album fotografico dasfogliare con ardore, in attesa di nuove e mai scontate epifanie. La chitarra del sodale Marc Ribotsi fa largo tra le maglie dell’intro made in China di “Miss Chan” e risale il guado grazie ad unamemorabilia surf da brividi. I fuochi d’artificio sono inaugurati da Mike Patton – Stefana è uno deimusicisti scelti nell’itinerante progetto Mondo Cane – in “Prairie Fire”, come un thriller ambientatonelle luci sfocate della prateria. Tra sirene e rumori sinistri, le chitarre preparano il campo ad unaperformance che farebbe saltare sulla sedia anche un tipo smaliziato come JimJarmusch. Quando è la viola del polistrumentista Paolo Botti (vi prego, cercate il suo tributo adAlbert Ayler) a segnare il passo in “Bellavista” sembra di sprofondare in una balera affollata daredneck, mentre nell’ossequiosa “Lynch” il gioco è ancor più peccaminoso, con fitte di cool jazzche sembrano rimandare alle provocazioni dei primissimi Lounge Lizards. Il theremin di un’altrastella della nostrana avanguardia come Vincenzo Vasi rende il gioco più prossimo ad un cineforum d’antan. Si flirta con il jazz e si vanno a scomodare personalità della downtown newyorkesecome Chris Speed – suo il clarinetto nell’atipico stomp surf di “Gran Bazaar” – e Ted Reichman(numerose uscite con il Claudia Quintet per Cuneiform ed un memorabile disco in solo per laTzadik di John Zorn) – che accarezza il piano in “Gumbo” (ancora una volta il cinema…) e suonala fisarmonica nell’esplicita “Nashville”, che guarda caso si avvale anche dei field recordingsdell’eroe di casa Paul Niehaus, uno dei membri fondatori dei Lambchop. L’epilogo spetta alcalligrafico tributo a Santo & Johnny con “Sleep Walk”, numero che chiude regolarmente iconcerti del gruppo. Guano Padano ha infranto ogni legge occidentale ed il sospetto è che la tagliasulla sua testa sia lievitata a dismisura. Banditi di classe.
Disco 1
  • 1 Last night
  • 2 Zebulon
  • 3 One Man Bank
  • 4 Gran Bazaar
  • 5 Gumbo
  • 6 Bellavista
  • 7 Lynch
  • 8 Miss Chan
  • 9 El Cayote
  • 10 Prairie Fire
  • 11 Nashville
  • 12 Un occhio verso Tokyo
  • 13 Sleep walk