Editore: Edizioni Effedì
Anno edizione: 2015
Pagine: 106 p.
  • EAN: 9788898913381
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    Fabio Ponzana

    03/12/2015 14:46:06

    Roberta Invernizzi anche questa volta si dimostra scrittrice di razza. Non c'è nulla da fare, la classe letteraria non si compra...semplicemente si vive, si sente, si respira. In questo magnifico libro riposa il lavoro di chi scrive anche se pensa, se osserva, se respira senza luoghi comuni. Il risultato è un affresco mirabile della metafora dell'esistenza o, meglio, di un 'esistenza pronta a moltiplicarsi all'infinito serrando, stretto fra i denti, il biglietto di andata e ritorno fra un fantasma di terra promessa e la disillusione. L'universo diventa scatola di metallo, acciaio, fermate di pullman e tipi psicologici che Roberta Invernizzi dipinge, come sempre, con perfetta valentia. C'è molto Steinbeck in questo libro, parecchio lamento di Youngstown, ma non siamo negli Stati Uniti, tutt'altro. Il 55 non è solo il numero di una corsa, è la sigla di un senso unico in cui, continuamente, a dibattersi è la vita : dalla giovinezza alla pensione...per chi la potrà percepire. Su quel pullman non c'è posto per l'altrove...solo per l'immanente, per l'hic et nunc. Il Capitano, l'io narrante, ci fa da guida fra coloro che, con gli occhi pesti e gravidi di sonno arretrato, affrontano la loro guerra quotidiana sperando di sparire, in un modo o nell'altro, anche solo per sei mesi. Tanto nessuno se ne accorgerebbe. Pendolari? Forse. Donne e uomini di pietra che, in una sorta di Metropolis itinerante, cercano qualcosa cui non sanno dare nemmeno più un nome. Forse quel qualcosa si chiama Verità. Ma anche quella, come l'autrice sa bene, si vive...non s'insegna. Che bel libro!

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