A Milano nasce l'Italia. Le Cinque Giornate che hanno cambiato la nostra storia

Alfio Caruso

Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 15 marzo 2018
Pagine: 256 p., Rilegato
  • EAN: 9788830450493
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Descrizione

In occasione dei 170 anni dalla rivolta di Milano contro il dominio austriaco, Alfio Caruso ci guida alla riscoperta delle Cinque Giornate che cambiarono l’Italia.

Gennaio 1848. Per protestare contro l’amministrazione austriaca, i milanesi presero un’iniziativa a dir poco sorprendente: decisero di non fumare più. L’obiettivo era chiaro: colpire le entrate erariali provenienti dalla tassa sul tabacco. Nel mese di febbraio, il dissenso raggiunse il palco della Scala: la popolarissima ballerina austriaca Fanny Elssler venne subissata di fischi appena entrata in scena e abbandonò il teatro. Furono queste le prime avvisaglie dei movimenti che si trasformarono di lì a poche settimane nelle Cinque giornate di Milano. Fra il 18 e il 22 marzo per la prima volta il popolo, la borghesia e la nobiltà combatterono insieme, e furono il massimo esempio di rivoluzione nel segno dell’egalitarismo: non ci furono capi preordinati, ogni strada, ogni quartiere decideva al proprio interno qual era la risoluzione migliore da prendere per scrollarsi di dosso quella che veniva considerata da tutti un’occupazione nemica. Tra amori extraconiugali, intrighi e voltafaccia, divampa l’epopea delle lotte, delle barricate, dei professori che guidavano l’assalto dei propri studenti, delle alabarde della Scala trasformate in armi, mentre l’odiatissimo feldmaresciallo Radetzky era asserragliato nel Castello Sforzesco. Fino alla ritirata austriaca, che diede spinta alle speranze di tutta la penisola. In un racconto emozionante e ricco di aneddoti inediti, seguiamo le gesta di uomini e donne che dando vita alla rivolta meneghina segnarono l’inizio del Risorgimento italiano.

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    Francesco

    22/09/2018 12:38:39

    Questo libro mi è piaciuto anche di più di quello di Caporetto. Tutti abbiamo sentito a scuola parlare delle cinque giornate di Milano, ma almeno io, ne sapevo poco degli eventi e delle storie che hanno condotto a questa ribellione cittadina. Si legge molto velocemente, e si viene a conoscere i profili di alcuni personaggi storici importanti, come Pio IX e Radetzki. Leggendo questo libro ci si sente orgogliosi di essere italiani, orgogliosi di come l'unità ed il sacrificio di persone di diversa estrazione sociale ma unite da un'ideale comune, abbia permesso lo scoccare di una scintilla che successivamente avrebbe portato alla nascita di una Nazione.

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    Stefano

    19/09/2018 06:40:31

    L'autore con la sua peculiarità letteraria che lo contraddistingue narra il contesto socio politico che ha portato alle mitiche Cinque Giornate di Milano. Descritto bene l'ambiente, i personaggi e le varie circostanze che hanno determinato una delle pagine gloriose del Nostro Risorgimento.

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    Carlo Brin

    16/06/2018 04:01:37

    Un bel testo, patriottico, storico e pieno di notizie.

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    Carlo

    22/05/2018 20:35:46

    Ho letto in un solo giorno questo bellissimo e interessante libro di Alfio Caruso. La lettura scorre veloce e l'esposizione incalzante dei fatti rende questo libro avvincente come un film. Mi ha dato solo un poco fastidio il continuo cambiare dei tempi, dal presente all'imperfetto,al passato remoto. Ma si puo' perdonare.

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«Chiediamo offrendo pace e fratellanza, ma non temendo la guerra».

Con questa offerta di risoluzione, che è al contempo dichiarazione di intenti, i milanesi mettono per iscritto le loro richieste al governo asburgico. È il 18 marzo 1848, data di inizio degli scontri noti come le “Cinque giornate di Milano”.

Un evento storico che Alfio Caruso, giornalista e scrittore, racconta esaminandolo nei particolari e mettendo in luce una vicenda che ha cambiato le sorti della penisola intera. Da Maria Luisa d’Austria al feldmaresciallo Radetzky, lo storico offre una panoramica completa non soltanto dei fatti, ma anche e soprattutto dei protagonisti, servendosi di aneddoti non solo utili a risvegliare la curiosità, ma anche a fornire un quadro più dettagliato della vicenda.

Con uno stile capace di mantenere sempre viva l’attenzione, senza che la concretezza e l’accuratezza storiche passino in secondo piano, Alfio Caruso racconta i fatti servendosi del linguaggio e usando la toponomastica tipica del tempo, comprese alcune forme dialettali. Oltre alle figure celebri, il focus dell’autore è posto su quei protagonisti dimenticati, o mai menzionati, che hanno fatto la storia tanto quanto i loro contemporanei più noti, comprese le donne e i bambini: le prime, che ben prima dello scoppio della rivolta avevano iniziato a fabbricare cartucce; i secondi, che si muovevano agilmente tra le barricate, per portare messaggi e rifornimenti.

La prima parte del libro si concentra sul crescente malcontento della popolazione. Prima di giungere allo scontro aperto, i cittadini fecero ricorso a molti espedienti, come le spillette che riportavano il provocatorio grido “Viva l’Italia”, o la diffusione della moda tra le signore di accostare bianco e giallo, in omaggio allo Stato della Chiesa e a Pio IX. Per non citare la rinuncia al tabacco dei patrioti, messa in atto sulla scorta dell’esempio degli indipendentisti americani che non volevano pagare caro il loro tè. Gli sberleffi nei confronti dei soldati asburgici fecero aumentare non poco la tensione e spesso sfociarono in attacchi e risse.

Difficili da ignorare furono anche le rimostranze provenienti dal mondo dello spettacolo e della cultura, le quali fomentarono un desiderio di rinnovamento che trovava la sua forza proprio nella diffusione capillare in tutti gli strati sociali. Gli insorti non avevano divise, ognuno si presentò a combattere con gli abiti che gli sembrarono più consoni, unici segni tangibili dell’appartenenza allo stesso schieramento erano coccarde e fasce tricolori. Scrive lo stesso Radetzky, messo di fronte alla tenacia e alla compattezza dei rivoltosi: “Il carattere di questo popolo mi sembra cambiato come per il tocco d’una bacchetta magica: il fanatismo ha pervaso ogni età, ogni ceto, ogni sesso…”.

Proseguendo tra aneddoti ed esempi, si arriva al termine di questo interessante saggio con una idea ben chiara: i moti di Milano diventarono per tutta l’Italia l’esempio per una rivoluzione all’insegna dell’egualitarismo tra tutte le classi: il popolo, la borghesia e la nobiltà. Una sollevazione eroica, contro un nemico più forte, numeroso e meglio equipaggiato, che farà da sprone a molte altre città d’Italia.

Ciò che in questo libro viene messo in luce è il fattore che si è rivelato maggiormente determinante per l’esito della vicenda: ossia quella rara ed esemplare capacità di mettere da parte gli odi e le differenze che spesso intaccano la coesione sociale in tempo di pace, nel tentativo collettivo di raggiungere un risultato di vitale importanza per il bene comune.

Recensione di Elisa Valcamonica