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A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull'arte di scrivere racconti
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A pesca nelle pozze più profonde. Meditazioni sull'arte di scrivere racconti - Paolo Cognetti - copertina
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Descrizione



Un libro sull’arte di raccontare storie che solo uno scrittore poteva regalarci.

«A un certo punto del mio apprendistato mi misi in testa che, se volevo diventare un bravo scrittore di racconti, dovevo imparare a pescare». Un’educazione letteraria e sentimentale. Paolo Cognetti, probabilmente il più apprezzato scrittore italiano di racconti della sua generazione, si confronta con i grandi maestri di questo genere. Come si fa a scrivere un grande racconto? Cosa c’è dietro il lavoro quotidiano sulla pagina? Qual è il prezzo da pagare per riuscire a racchiudere il mondo in venti cartelle? Da Raymond Carver a Ernest Hemingway, da J.D. Salinger a Alice Munro, da John Cheever a Flannery O’Connor, Cognetti ci prende per mano trascinandoci nelle vite interiori e nelle botteghe di questi autori. A un certo punto ci sembrerà di sentire di cosa è fatto il lungo e duro tirocinio che può portare a capolavori come I quarantanove racconti di Hemingway o Nemico, amico, amante... della Munro. Non solo la tecnica, ma la disposizione d’animo, l’ostinazione, la vita.
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Dettagli

2014
23 ottobre 2014
130 p., Brossura
9788875215941

Valutazioni e recensioni

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roberto
Recensioni: 3/5

Le osservazioni in forma di saggio e non sugli autori americane di short stories da parte di Cognetti sono veramente molto interessanti e piacevoli. I racconti presenti invece nella seconda parte(per fortuna minoritaria)del volume ad opera di Cognetti stesso sono imbarazzanti. Peccato: si fosse fermato prima(magari ampliando l'orizzonte ad altri scrittori di racconti) sarebbe stato molto ma molto meglio.

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Giorgio
Recensioni: 4/5

Avevo ascoltato Cognetti parlare alla presentazione de "le Otto Montagne" di come lui vivesse l'esperienza di scrittura - soprattutto in relazione al tema dell'isolamento e della ricerca di se stessi - ma questo breve saggio mi ha coinvolto pienamente mostrando un lato autoriale che non spesso viene messo in mostra , il timore della messa a nudo verso ciò che si sta creando , l'impotenza provata faccia a faccia coi propri personaggi, è uno di quegli autori di cui vorresti fare indigestione.

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Stefano
Recensioni: 5/5

Ero abituato a pensare al racconto come ad una storia breve, se non addirittura condensata, possibilmente con un finale a sorpresa, per gratificare l'aspettativa. Questo libro ha spazzato via le mie convinzioni banali per immergermi nelle profondità del racconto, della sua genesi, dei suoi autori, E nella sua multiformità. Mi sono convinto di essere molto più racconto che romanzo. Mi è venuta voglia di scrivere racconti. Ed un'ammirazione sbalordita per l'autore di questo libro.

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Paolo Cognetti

1978, Milano

Nella sua prima vita è stato alpinista e matematico, e a volte pensa di non avere mai smesso di essere nessuno dei due.Nella seconda, lavora nel cinema indipendente milanese come autore di documentari, sceneggiatore e montatore di cortometraggi, cuoco. Insieme a Giorgio Carella è fondatore della casa di produzione cameracar.Ha deciso di fare lo scrittore in un cinema parrocchiale, dopo la proiezione del film L'attimo fuggente, nel 1992.Ha passato gli anni successivi alla ricerca del suo capitano, fino al giorno in cui, nel 1997, ha scoperto Raymond Carver. Da allora ama la letteratura americana e scrive racconti.Autore di alcuni documentari – Vietato scappare, Isbam, Box, La notte del leone, Rumore di fondo – che raccontano il rapporto tra i ragazzi,...

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