Uno a testa - Michela Volante - copertina

Uno a testa

Michela Volante

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Editore: Frassinelli
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2006
Pagine: 230 p., Brossura
  • EAN: 9788876848933
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Ogni cittadino della Repubblica Commerciale ha a disposizione un proiettile: ciascuno potrà spararlo una volta nella vita contro qualsivoglia persona, animale o cosa, senza patire alcuna conseguenza penale, civile o disciplinare. Questo dice la legge, per garantire l'ordine sociale occorre almeno una valvola di sfogo. Il costo in termini di vite umane è ininfluente alla luce dell'equilibrio sociale che ne deriva. Ma cosa comporta nella vita della gente questa mostruosità? Come cambiano i rapporti sociali? E cosa succede a Sean, sbalzato nell'era del "Dopo", dell'"uno a testa" generalizzato?
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    chiara171

    24/03/2006 09:31:38

    Non ho letto Sheckley, ma a me l'idea dell'"uno a testa" è sembrata molto originale e valida, nonché esposta in maniera intrigante ed incisiva. Il libro cresce in tensione per 3/4 della lunghezza, poi si affloscia miseramente su un finale tirato via, con personaggi che agiscono in preda ad una logica raffazzonata ed a sentimenti cresciuti dal nulla. Il personaggio di Julia, poi, è quanto di più improbabile e sciapo possa esistere! La sensazione è quella di un autore inesperto che abbia avuto un’ottima idea, ma che, in preda alla voglia di buttare giù i suoi pensieri, non abbia avuto la pazienza di costruire un epilogo in linea con il resto del romanzo. Per quanto riguarda Elisa ed il suo “sveglia!” nella recensione precedente, il libro non da certo l’impressione che sia un gruppo di cittadini “svegli” e civilmente impegnati a risolvere la questione, ma, come spesso – in maniera inquietante – accade , siano forze ben superiori a modificare le situazioni, con motivazioni poi moralmente discutibili. E questo mi pare un altro punto a grande favore del romanzo, che ritrae la realtà come veramente e miseramente è.

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    Elisa

    20/03/2006 12:36:24

    Piacevole scoperta! Trama intrigante tessuta con un linguaggio leggero ma incisivo. Si respira proprio l'idea del popolo inattivo in questo periodo storico eh? SVEGLIA!!!!

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    FEDERICA

    17/03/2006 12:40:50

    LA STORIA E' INQUIETANTE PERCHE' RISPECCHIA LA NOSTRA SOCIETA' CHE DIVENTA OGNI GIORNO PIù INTOLLERANTE. SE QUESTO LIBRO SERVE A SCONGIURARE UNA RIFORMA DEL GOVERNO CHE INTRODUCA L'UNO A TESTA ANCHE DA NOI (NON CI SAREBBE DA STUPIRSI VISTA L'ATTUALE TENSIONE POLITICA), BEN VENGA!!

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    serena

    08/03/2006 13:49:28

    ad andare per giovani scrittori italiani effettivamente si rischia... di imbattersi in esempi, come questo, di bella scrittura, quella dimenticata, quella che contempla l'uso di forme eleganti, di una punteggiatura coerente, quella capace di trasformare i grafemi in immaggini, talvolta poetiche, talaltra inondate di una luce tagliente. Francamente, questo rischio vorrei poterlo correre più sovente...

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    Eva

    07/03/2006 12:02:52

    Il libro è avvincente, ben scritto, ha molto ritmo. Non sono affatto d'accordo con Ren. Si può anche seguire o appartenere ad un "genere" senza perciò essere una copia, ed all'interno di un genere si può fare bene o male, e questo è un libro scritto bene.

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    Ren

    03/03/2006 19:09:44

    A tutto c'è un limite! Una copia pedestre dei racconti di sociologia fantastica di Robert Sheckley come La decima vittima, scritta con la convinzione di avere trovato l'idea del secolo e pubblicata con non si sa quale coraggio. Ad andare per "giovani scrittori italiani" si rischia veramente tanto!

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