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Jeff VanderMeer

Traduttore: C. Mennella
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2015
Pagine: 280 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806218300

Recensioni dei clienti

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    enrico.s

    25/07/2016 11.37.25

    Gli autori di fantascienza (che sia "pura" o ibridata con l'horror, il fantasy e il giallo classico, come in questo caso) convivono da sempre, molto più dei loro colleghi di narrativa realista, con un rischio micidiale per le loro opere: il senso del ridicolo. Se attraversi quel confine, insito nell'inconscio del lettore, puoi distruggere il valore artistico dell'opera. Vandermeer riesce a stare al di qua del confine certamente nel primo capitolo della trilogia (Annientamento), nel quale mi sembrano evidenti le tracce di Lovecraft (senza però la profondità del solitario di Providence), ci si avvicina pericolosamente nel secondo (Autorità), una sorta di meditazione sulla paranoia, la manipolazione delle persone e le doppie/triple verità dei veri detentori del potere (misteriose organizzazioni segrete simil CIA), che mi ricorda molto P.K. Dick e, perchè no, "Libra" di Delillo, mentre scivola sciaguratamente dall'altra parte nel terzo volume (Accettazione), nel quale tenta affannosamente di cucire assieme in una trama unitaria i diversi filoni narrativi tracciati in precedenza, senza però riuscirci. Il racconto, più ci si avvicina alla fine, più diviene frammentato e confuso, togliendo ogni certezza e punto di riferimento al lettore; il che può anche essere un pregio -e probabilmente è il vero "messaggio", come si diceva una volta: l'assenza di un criterio certo per stabilire cosa è reale e cosa no-, solo se il gioco viene ben condotto dall'autore, ma a Vandermeer il giocattolo è sfuggito di mano e ha preso a viaggiare per suo conto, finendo per generare (...almeno in me) un senso di noia e di fretta di giungere alla fine per poter passare a qualche lettura migliore. Penso che solo il primo tomo della trilogia valga davvero la pena di essere letto, se non altro per le belle descrizioni dell'Area X e delle inquietanti creature che la popolano; il resto, può anche essere lasciato sugli scaffali delle librerie ...se non fosse per le bellissime copertine...

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    Pierpaolo

    31/03/2016 23.26.13

    Magico, originale, profondo, epico. L'ho letto d'un fiato come gli altri due che compongono la trilogia dell'Area X . Li sto consigliando a tutti gli amici. Condivido pienamente le osservazioni di Loris. Solo una nota stonata relativa all'edizione italiana. Mi riferisco al commento che compare sulla quarta di copertina: ma Michela Murgia che libro ha letto??

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    Loris

    16/03/2016 14.28.16

    Terminata la trilogia, si può disquisire sullo status di VanderMeer: autore di genio che intercetta le inquietudini del presente o furbo manipolatore di materiali già noti in cerca di fidelizzazione seriale? Non ci sono risposte esaustive in questo terzo volume ed era ingenuo aspettarsele. Ci sono cmnq una serie di elementi che riconducono la trama al tema della contaminazione aliena. La parte più interessante però riguarda la percezione e la psiche delle persone che in vari modi ruotano intorno all'area X. È la visione antropocentrica del mondo ad essere messa in discussione, la soggettività cui tanto siamo legati, la capacità di razionalizzare l'esperienza per imporre una parvenza di ordine e di senso al reale. Ecco, in questo finale (il) Controllo si dissolve, il principio di autorità dell'uomo decade, lasciando spazio all'accettazione come sola possibilità di (soprav)vivere in un ecosistema mutato. Lo spaesamento del lettore è il fine ultimo della narrazione, o forse il risultato maldestro degli avvitamenti dell'autore, a seconda della risposta che si vuol dare alla domanda iniziale. Resta lecito cogliere altre suggestioni: la Natura che ci presenta il conto per devastazioni e inquinamenti; la paranoia che si insinua nelle organizzazioni sociali costruite sulla gerarchia e sulla manipolazione delle informazioni; la trasformazione (mutazione?) che si attua nel tempo sulla base di rimozioni, rimpianti e rimorsi, il bagaglio oscuro di ogni esistenza. Ogni lettore può scegliere la chiave per decifrare l'area X e questo è un pregio non trascurabile per una narrazione che ha l'ambizione di andare oltre i vincoli del genere.

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    Thinner5

    11/11/2015 23.29.06

    Quest'ultimo volume lascerà senz'altro molti con l'amaro in bocca; anche qui invece di fornire risposte, non fanno che crescere gli interrogativi che, ahimè, resteranno quasi tutti senza soluzione. Tuttavia qualche risposta seppur vaga viene data, come ad esempio da cosa è originato tutto e che fine hanno fatto la Biologa e suo marito; come per gli altri tomi ho trovato la lettura piuttosto contorta e difficoltosa, per cui non mi viene da consigliarlo proprio a tutti, quanto piuttosto agli amati del genere con la raccomandazione, ovviamente, di partire dal primo libro altrimenti non ci si capisce nulla. Spero che questi tre siano presto riuniti in un più economico volume unico, come già fatto in patria.

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    luciano

    20/10/2015 22.42.57

    E' l'ultimo romanzo della trilogia. L'Area X ha cessato di esistere oppure ha cessato di esistere il mondo come lo conosciamo noi? Ovvero, l'Area X ha preso il sopravvento ed è dilagata ovunque? La natura, come non la conosciamo noi, ha ripreso il dominio della Terra e l'uomo è stato messo ai margini? La direttrice del Centro di Ricerche scrive, in una lettera indirizzata al guardiano del faro: " Il mondo di cui facciamo parte adesso è difficile da accettare, più difficile di quanto si possa immaginare. Non so nemmeno se riesco ad accettarlo in questo momento. Non so se ne sono capace. Ma accettare significa smetterla di negare..." E' un libro che si presta a qualunque tipo di proiezione da parte del lettore. Per questo è molto coinvolgente.

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