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Accusare. Storia del Novecento in 366 foto segnaletiche Giacomo Papi
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Descrizione

366 foto segnaletiche di persone famose raccontano il Novecento, un secolo in cui ogni evento storico è rimasto impigliato nella rete della fotografia giudiziaria. Sfilano cantanti e attori, rivoluzionari e mafiosi, serial killer e terroristi, schiere di ladri, prostitute e capi di Stato. Un secolo trascorre sulle facce degli accusati. Bill Gates fermato per guida senza patente, Frank Sinatra arrestato per "seduzione di donna sposata", Malcolm X per furto, Martin Luther King per resistenza a pubblico ufficiale. E poi ancora, tra gli altri, Jane Fonda, Al Pacino, Lula, Fidel Castro, Sacco e Vanzetti, Stalin, Kobe Bryant, Renato Vallanzasca, Pietro Pacciani, Hugh Grant, Nick Nolte, Al Capone, Palmiro Togliatti, Sandro Pertini, Cesare Pavese, Mata Hari, Mick Jagger, Elvis, Janis Joplin, Jim Morrison, Steve McQueen, Mickey Rourke, James Brown, Michael Jackson, la nipotina di Bush, Gavril o Princip, gli assassini di Lincoln e dei Kennedy, le vittime di Auschwitz e quelle dei gulag. La funzione segnaletica sembra tramontare negli anni novanta, per riemergere in digitale, orribilmente pubblicitaria, nel corso della seconda guerra irachena.
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Dettagli

2010
Tascabile
2 settembre 2010
217 p., ill. , Brossura
9788876381966

Voce della critica

“L’oggettività è una maschera, uno slogan, l’ultima declinazione dell’antica superstizione del potere delle immagini di strappare l’anima all’individuo rappresentato. Perché questa illusione di controllo fosse completa, lo sguardo istantaneo della segnaletica doveva dispiegarsi in una rete di piccoli atti di presa di possesso.”

Da Gramsci ad Aldo Moro, da Michael Jackson a Jane Fonda, da Mara Cagol ad Angela Davis, da Sid Vicious a Hugh Grant: sono 366 le foto segnaletiche che Giacomo Papi ha raccolto e analizzato.
Attraverso le tante storie, le biografie e le analisi storico-sociali, che sono accostate in modo estremamente sintetico alle foto, viene ricostruito il secolo scorso in modo vivissimo, grazie ai personaggi (non tutti sono personaggi, molti sono semplicemente persone) che l’hanno interpretato, ognuno secondo i propri schemi e la propria visione del mondo.
Se le foto segnaletiche fanno pensare a chi delinque, da questa straordinaria raccolta è più facile dedurre che quasi tutti noi, in qualche momento della vita e in qualche particolare circostanza, potremmo essere, o essere stati, fotografati in una stazione di polizia.
Certo sono presenti anche i grandi criminali, i grandi assassini, da Lucki Luciano a Lee Harvey Oswald, ma possiamo vedere la foto segnaletica di Bill Gates, del presidente Lula o di Sandro Pertini, dei tanti uomini che sono stati perseguitati per ragioni politiche e anche di alcuni aguzzini.
Si giunge infine a tempi a noi molto vicini, ai volti dei sospetti terroristi islamici, e la rassegna che fotografa la contemporaneità si chiude con quello di Enzo Baldoni, i suoi occhi bassi e il suo messaggio di pace.
Impossibile non soffermarci sui volti, sugli atteggiamenti così diversi per tipo di imputazione e per epoca dell’arresto. C’è infatti chi ha l’aria spaventata, chi l’arroganza del criminale incallito, chi l’irrisione nei confronti della stupidità della burocrazia e chi l’orgoglio delle proprie idee: insomma osservando sguardi e volti si possono capire tante cose e si può soprattutto avvertire che esiste in ogni caso, volontariamente o involontariamente, il tentativo in questo tipo di fotografie di “rubare l’anima”.
Nelle ultime venti pagine Papi guida il lettore a vedere quello che lui intendeva far vedere degli ultimi 150 anni: “l’attitudine corretta è, dunque, contemplativa, la stessa prescritta di fronte all’opera d’arte, ridotta nel museo a parte di una serie, a frammento di eterno nella successione dei simili”.

A cura di Wuz.it

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Conosci l'autore

Giacomo Papi

1968, Milano

Giacomo Papi (Milano 1968) è giornalista, scrittore e autore televisivo; dirige inoltre la scuola di scrittura milanese Belleville e il sito di racconti Typee, collegato alla scuola. Ha pubblicato Era una notte buia e tempestosa (Baldini & Castoldi, 1993), Papà (Pratiche, 2002), Accusare (Isbn, 2004). Per Einaudi ha pubblicato È facile ricominciare a fumare (2010), I primi tornarono a nuoto (2012), I fratelli Kristmas (2015) e La compagnia dell'acqua (2017). Con Feltrinelli ha scritto Il censimento dei radical chic (2019) e Happydemia (2020). Scrive su «D di Repubblica» e lavora a Che tempo che fa.

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