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Recensioni Ada o Ardore

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    12/05/2020 21:00:52

    Nabokov, con il dichiarato intento di sedurre il lettore, crea un proprio mondo, letteralmente un Antiterra, dove far svolgere la storia d'amore fra Van e sua sorella Ada. Leggendo, il lettore, sprofonda sempre più in questo anti-mondo. Non a caso le prime pagine paiono stranianti, incomprensibili: Nabokov, infatti, non si contenta di non specificare bene la realtà in cui si sta muovendo, lasciando inizialmente piuttosto spiazzanti per la geografia e la cronologia, ma utilizza anche una lingua personalissima, commistione di inglese, francese e russo. Un capolavoro, ve lo consiglio.

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    04/09/2015 12:55:30

    Sentirsi abitato da un libro,da una storia;è quello che ho vissuto nei giorni.Cos'è Ada?Un'eco assordante che sterza sui lobi della memoria;una dolcissima guerra di specchi dove il tempo è un novantenne che continua a sognare su un'amaca;l'astratto e il tattile uniti in un incesto senza fine,fra volteggi semantici e ibride disinvolte convulsioni nel cuore delle frasi.Epopea di un desiderio spalmato nei decenni,maschera e nudità serrate in una narrazione che gioca nel volo di farfalle rarissime,nei colori di orchidee preziose,in una credenza ricca di dettagli enorme quanto le scorte dell'infinito.Viziosità elegantissima:"Un semplice tocco di carboncino velava nel punto del mistero il suo corpo bianco gesso",descrizione insuperabile dell'intimità di Ada.Viaggio nelle nicchie della coscienza,nell'unico Tempo che si vive,quello percettivo,nella buffonesca terra dei sogni:"Che cosa sono i sogni? Un susseguirsi di immagini fortuite,banali o drammatiche,mobili o statiche,fantasiose o già note,che rappresentano avvenimenti più o meno verosimili rattoppati con particolari grotteschi...Il sognatore,nel migliore dei casi,è munito di paraocchi semiopachi,nel peggiore è un imbecille".Romanzo di insopportabile perfezione,talento,stile,prodigio e sapienza distesi sul fiume delle pagine come in una rissa di nessi e di ritocchi,di sciarade e anagrammi,a deridere e a beffare,in una morale che affiora intatta sotto le apparenti croste del peccato,le inutili formalità della vita,i disagi,le pecche,la maniera:"Van l'amava davvero troppo teneramente,troppo irrevocabilmente per lasciarsi deprimere oltre misura da apprensioni di ordine sessuale".Un grande amore malato e compiuto,una magia narrativa fuori tempo e fuori spazio:"Lo spazio-tempo,quest'orribile ibrido in cui persino il trattino sembra falso".Il passato che è solo un presente più esteso,l'assenza che è gemito di fedeltà assoluta,la morte come divino accidente.Immenso capolavoro,pelle e sfregio,insana educata smorfia di un genio.

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    03/12/2007 11:30:15

    Confesso che è il Nabokov che mi è piaciuto di meno. Forse è troppo lungo, forse non l'ho letto nel momento migliore, ma non vedevo l'ora che finisse. Nonostante questo, ci ho trovato dentro pagine memorabili. Nabokov è sempre Nabokov, un genio.

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    27/06/2005 18:20:29

    Lettura complessa e per questo profonda. Sconsiglio un approccio superficiale: questo libro richiede certamente impegno, ma, letta l'ultima pagina, potrai dire: "non lo dimenticherò mai!".

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    Fabio
    17/06/2004 14:43:05

    Con Fuoco pallido, Lolita e Il dono, questo romanzo immortale ha segnato per sempre la storia della letteratura.

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