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Franz Kafka

Curatore: G. Schiavoni
Traduttore: E. Franchetti
Collana: Classici moderni
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 618 p. , Brossura
  • EAN: 9788817002165

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    Paolo Cordaro

    03/04/2008 17.37.45

    Che dire? C'è tutto! Aforismi, riflessioni, brevi appunti, considerazioni, mini-racconti. Ma la raccolta è talmente cospicua che gira la testa al solo pensiero di leggerla. Eccessivamente pesante, ma importantissima per conoscere a fondo Kafka e il suo pensiero.

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    20/04/2006 23.26.43

    NEL LABORATORIO DI KAFKA<br> E' un nuovo modo di percepire Kafka quello che ci offre il volume dei suoi <i>Aforismi e frammenti </i>curato da Giulio Schiavoni con la traduzione di Elena Franchetti. E' un libro che viene da lontano: l'aveva progettato negli anni Ottanta il compianto germanista Ferruccio Masini, studioso raffinato e colto, lungo un itinerario predisposto, a suo tempo, da Max Brod, l'amico di Kafka, che ne salvò le opere destinate, per volere dell'autore, ad essere distrutte. Di Masini resta qui la dotta prefazione, che affronta con molti rimandi alla mistica non solo ebraica, il tema della letteratura in Kafka come risultato di una «dottrina segreta», neo Kabbalà. Quel progetto originario è stato rivisitato alla luce dell'edizione critica tedesca e approda ora in versione italiana con un ampio e prezioso indice tematico. Certo i testi per lo più già li conoscevamo, con l'eccezione di qualche scheggia narrativa e di alcune pagine autobiografiche del grande attore yiddish Isaak Löwy rielaborate dallo scrittore praghese. Ripercorrerli però ora, non più come sillogi di racconti o scelte di parabole e aforismi, ma attraverso i vari quaderni e fogli sparsi lasciati da Kafka, dà al lettore la felice sensazione di trovarsi direttamente nel suo laboratorio, in un universo che si dilata in mille direzioni. C'è il respiro della scrittura, i suoi guizzi o gli indugi affannosi su qualche ossessione, i chiaroscuri quotidiani e le sublimazioni del pensiero. Mai nulla di casuale, fortuito, anche là dove il lettore arranca e non trova risposte, ma solo parole in forma d'interrogativo. Ecco, questo libro prefigura, nella successione di materiali, che possono anche disorientare, la metafora di una verità inaccessibile, di un cammino costellato di parole, dove la letteratura non è altro che l'inarrestabile fatica di Sisifo. «La vera via - leggiamo nel terzo quaderno in ottavo - passa attraverso una corda che non è tesa in alto, ma rasoterra. Sembra destinata più a far inciampare che a esser percorsa». <br> Luigi For

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