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Stephen King

Traduttore: T. Dobner
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2008
Pagine: 527 p. , Rilegato
  • EAN: 9788820046019

Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    10/10/2014 07.45.11

    Raccolta di racconti noiosi,scritti in fretta e poco chiari....e

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    Chris

    22/10/2012 13.59.18

    Noioso, confusionario e inconcludente!!

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    Simone

    29/03/2012 15.32.03

    Ok, d'accordo con tutti, sia con chi giudica la raccolta orribile, sia con chi la giudica media od eccezionale. C'è un errore comune però, ad alta ripetibilità, che mi passa sotto gli occhi mentre leggo le recensioni. State giudicando King facendo il confronto tra questa e le sue altre opere, poi mi ritrovo a leggere una recensione assurda di un tizio che non ha mai letto King ma che trova migliori le sue altre opere (allora, decidi, le hai lette o non le hai lette?). A parer mio, che "vivo" King ormai da una vita, dò 5 stelle allo scrittore più capace che sia mai esistito sulla faccia della terra, in accordo con la recensione che ho letto in cui qualcuno scrive che le opere di King sono sempre diverse: o raggiungono l'eccellenza o annoiano a morte (anche se io ho sempre adorato tutto di lui, anche i saggi: Danse macabre, On writing, Goes to the movies). È stato lo scrittore, l'unico scrittore che spesso mi faceva perder la voglia di spegnere la luce la notte, dopo aver letto un po' di "Le notti di Salem" o "Pet Sematary". Lo scrittore che conosce la tecnica dell'introspezione psicologica come fosse il vialetto di casa sua, lo scrittore che sa come funziona il cervello umano. Un solo consiglio: se volete giudicare "Al crepuscolo" siete liberi di sotterrarlo a suon di cattivi giudizi, se volete distruggere uno dei più grandi scrittori del mondo iscrivetevi ad un forum. KING È UN AUTORE A 5 STELLE.

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    Francesco

    11/03/2012 18.03.11

    Bellissimo libro e ottimi racconti...N sopratutto è uno dei migliori, ma anche gli altri.

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    Marcello Rice

    14/07/2011 11.49.08

    Il peggior libro da me mai letto! non sono riuscito nemmeno a finirlo! assurdo! il secondo libro in vita mia (dopo il cimitero di praga di eco) che non riesco a finire! che dire? brutto e sconsigliatissimo! non ho trovato 1 aspetto positivo in questo libro!

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    marcelloT

    10/09/2010 16.07.35

    Beh non e' sicuramente una raccolta delle piu' belle; il giudizio sarebbe da 3 ma alcuni racconti lo portano ad un risicato 4.

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    Alinti

    12/11/2009 20.23.57

    Non è facile dare un gioudizio su un'antologia di racconti, così diversi l'uno dall'altro. Si passa da racconti buoni (ai quali avrei dato 3/5) a racconti davvero scarsi (a cui avrei dato 1/5). 2/5 è quindi la media giusta. I migliori secondo me sono "Torno a prenderti" e "Muto", gli unici veramente degni. La tendenza delle antologie di King è comunque verso una qualità sempre più bassa, basti pensare alle prime (A volte ritornano, Stagioni diverse, Quattro dopo mezzanotte, Scheletri). Dovrebbe essere più attento nel decidere cosa pubblicare e cosa no.

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    Elio

    29/10/2009 19.45.19

    Da quello che ho notato in alcuni commenti precedenti chi legge King vuole soltanto racconti horror e basta. Quando King cambia registro non viene gradito. Sinceramente Al crepuscolo è una raccolta di vari racconti,la maggior parte dei quali horror come sempre,che però non delude le mie aspettative. Siamo al di sotto però di tutte le raccolte precedenti compreso Tutto è fatidico,anche se di poco. Alcuni racconti francamente sono bruttini in effetti,meno male che l'autore si riscatta con altri che sono ottimi (N,Muto,Willa). Più che nelle altre raccolte questa volte c'è un divario netto nei racconti del Re: o sono brutti o sono ottimi,non c'è una via di mezzo. Purtroppo è stata questa via di mezzo ad innalzare la qualità dei precedenti racconti. Comunque non sono rimasto deluso. Attendo con ansia,dopo Duma Key,il prossimo romanzo. Per quanto grande anche nei racconti King con il romanzo si supera sempre.

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    Andrea82

    28/10/2009 11.12.48

    Di King avevo letto solo "Shining" (che non mi aveva entusiasmato) ma avevo voglia di leggere qualcosa di horror e così ho preso in biblioteca questa raccolta di racconti, che dal risvolto di copertina sembrava promettere spunti gustosi. Purtroppo non era così. E' una raccolta molto ma molto mediocre e di 13 racconti ne salvo solo 2: "Tornerò a prenderti", racconto thriller molto classico ma che almeno mette tensione, e "N.", non perfetto ma piacevole (soprattutto se paragonato agli altri). A questi si aggiunge "Muto", interessante e forse il meglio scritto, anche se di horror o thriller non ha nulla. Sul resto cosa dire? Di molti racconti mi sfuggono senso e scopo ("Ayana" o "Cyclette") per non parlare degli orridi "Pomeriggio del diploma" e "Il NY Times in offerta speciale" (da rimanere senza parole...). "Alle strette" partiva con un'idea ottima e l'ha sprecata in un racconto scialbo e anonimo che non mette un filo di tensione. Non capisco neppure quelli che affermano che King abbia uno stile impeccabile: a me sembra che la sua scrittura, almeno qui, sia mediocre quanto le storie dei racconti, e sia come stile sia come costruzione narrativa (un buon racconto segue alcune regole che qui non sono rispettate). I due/tre racconti gradevoli non possono salvare il libro da un 1/5.

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    fede

    23/10/2009 15.58.22

    molto avvincenti alcuni racconti (n su tutti il più bello ed enigmatico), meno altri. nel complesso un buon libro da passatempo

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    ultranikko

    15/09/2009 17.36.54

    il capolavoro di king per quanto riguarda le storie brevi. scorre via bene e non annoia mai e poi le 13 storie sono entusiasmanti dall'inizio alla fine. consigliato per gli amanti dell'horror

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    marzio

    09/06/2009 12.32.01

    partiamo da presupposto che un libro di racconti è sempre piu difficile da commentare rispetto a un romanzo.....la storia unica non permette tanti giri di parole mentre piu racconti ci permette di spaziare maggiormante. questa raccolta la posso definire accetabile, anche se per lo standard di king risulta un po scialba, ma dopo tutto non è facile scrivere tredici storie tutte quante convincenti ( provateci anche voi e ve ne renderete conto) un libro di racconti è come un cd musicale, su dieci tracce, a parte 3/4 capolavori, le altre canzoni fungono da riempitivo e danno perlopiu spessore e null'altro ( cfr area di sosta, davvero bruttina!)dal punto di vista dello stile non posso far altro che alzare le mani perche king quando scrive è inarrivabile e non credo di essere l'unico a pensarlo. libro passabile ma non indispensabile. confido nel prossimo, under the dome!

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    Daniele

    26/05/2009 13.59.24

    Stephen King sforna un'altra bellissima raccolta di racconti dopo il già superbo "Tutto è Fatidico". In qualche modo il titolo riassume benissimo questo libro, il tramonto stà scendendo ma inizi a intravedere il buio. I racconti sono tutti ottimi, da consigliare a chi ama i racconti brevi.

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    Samuele

    18/05/2009 10.03.40

    Dopo "Tutto è fatidico" pensavo che King avesse perso l'amore per i racconti e le storie brevi ma dopo aver letto questo "Al crepuscolo" mi sono totalmente ricreduto. L'ho letto tutto d'un fiato e devo ammettere che alcune storie sono davvero intriganti, altre, pur non avendo uan trama così coinvolgente sono stilisticamente perfette. King usa il mezzo del racconto come una scrittore dovrebbe fare. Ogni opera è una macchina che funziona dalla prima parola all'ultimo punto, sfruttando tutte le tipologie sfruttabili: dal finale aperto, al ricordo delle azioni, alla narrazione estemporanea. Un applauso!

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    anticonemico

    12/05/2009 16.10.14

    Al pari di un vecchio calciatore che e' stato in passato goleador di valore King si aggrappa disperatamente al mestiere per non essere surclassato da avversari piu' giovani. I racconti di questa raccolta sono per la maggior parte da raschiatura del barile e nonostante abbiano dato al prodotto una riverniciatura e in seguito una buona confezione regalo, l'odore di stantio non sono riusciti a toglierlo. La leggenda dice che quando King era giovane e povero e con l'altrettanto giovane (e povera) moglie abitava in una roulotte le idee scaturivano dalla sua mente come i lapilli da un 'eruzione di un vulcano. Ora una pioggia di soldi e di royalties hanno spento il sacro fuoco della genialita' e dal cratere arriva fino a noi solo l'eco di cupi borbottii accompagnati da qualche bagliore ,testimoni di un passato che temo non tornera' piu'.

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    fabio j.

    25/04/2009 18.50.20

    Questa raccolta di racconti è stata una lettura piacevole. Ovvio che non sempre si possono leggere capolavori come "La nebbia", ma secondo me la qualità media delle storie è molto buona.

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    antonluigi maccagno

    17/03/2009 14.53.13

    Stephen King: il "Re". Ebbene dopo aver letto questa raccolta di racconti c'è da pensare: "il Re è morto !", o comunque se non è morto sta molto male!! Una serie di racconti inutili, nenche ben scritti, distante anni luce da "Scheletri" o da "Stagioni diverse". Sembra purtroppo di leggere un altro autore. Ogni cosa, eccezion fatta per il racconto "N", è banale, prevedibile, perfino noiosa. Dopo aver letto i suoi ultimi libri temo davvero che il vecchio amato Stephen King ci abbia lasciati per sempre; ed è forse questa l'unica nota horror di questo libro.

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    Elisa

    07/02/2009 17.55.00

    Sono una gran fan del Re, ma devo dire che questa raccolta è mediocre e un vagamente deludente. Bisogna ammettere però che ogni antologia ha degli alti e bassi... Alcuni racconti sono davvero buoni:TORNO A PRENDERTI, per esempio ( anche se non del tutto una novità)e MUTO. A me è piaciuto molto anche IL SOGNO DI HARVEY. Altri invece mi sono sembrati inconcludenti e vuoti, rimaneggiamenti di vecchi incubi e creature già conosciute:come LA CYCLETTE (che King abbia cercato di ricreare l'atmosfera degli oggetti maledetti, come in altri suoi vecchi racconti? )E poi c'è IL NY TIMES IN OFFERTA SPECIALE, moolto simile ad un precedente racconto intitolato SPIACENTE è IL NUMERO GIUSTO( nell raccolta "Incubi e deliri"). E poi WILLA, che non saprei come classificare. Voto tre per salvare i tre racconti buoni; per il resto... resta la fiducia nel Re e nella prossima opera.

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    Michela

    29/01/2009 10.41.07

    Personalmente parlando ritengo che King sia molto + portato per i romanzi veri e propri,quelli che hanno una storia che si sviluppa in modo reale e concreto,quelli che hanno un vero inizio ed una vera fine e dove l'autore può sbizzarrirsi alternando momenti di suspence con attimi di riflessione,momenti intensi e scene esilaranti...Detto questo devo sinceramene dire che alcuni racconti di questa raccolta mi sono abbastanaza (dico "solo" abbastanza) piaciuti.."Muto" "torno a prenderti" per fare un esempio...altri li ho trovati parecchio noiosi e scontati...In conclusione dunque qualcosa di buono qui c'è senza ombra di dubbio anche se siano molto ma molto lontani dal King a cui siamo abituati,quello del grande horror di "Misery" o del molto + recente "Duma Key" giusto per non andare troppo indietro con gli anni...Voto dunque medio il mio,un bel 3 senza nè infamia nè lode...

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    Intrevado Nicola

    26/01/2009 21.00.34

    Non avevo mai letto un libro del Signor King, pur avendo visto qualche film tratto dai suoi lavori,ma e tutt' altra cosa.E consiglito dal Prof. Picozzi, mi sono ritrovato a leggere questi rcconti.E ,mi sono chiesto se, siamo di fronte ad un talento letterario, ammeso che le opere precednti siano dei capolavori, in fase discendente o, se e' solo un punto nero sul volto immacolato dell' artista.Capisco che la vita costa, capisco che e' difficile mantenere un proprio standard di vita se non si hanno dei continui e cospiqui gudagni ma, ho avuto l' impressione, all' inizio, e poi, la certezza, alla fine della lettura del testo, di essere non di fronte ad un opera mediocre ma ,a un vero e proprio dilettantismo di scrittura.Capisco che conosce,e apprezzo che sappia cosa sia la nevrosi ossessiva, io medico lo apprezzo molto. Noto che conosce bene i meccanismi della suspense sia pure con effettucci ed effettacci di dubbia efficacia.Immagino che i lavori precedenti pullulino di tali formule narrative, senza le quali ,dubito che lo si leggerebbe o si parlerebbe o scriverebbe di lui.Ma ,alla fine stancano e stancano proprio perche' sono universalmente usate, poiche' le stesse e nel cinema e nella letteratura di genere. Quale questa del Signor King. Tuttavia ,mi piace pensare di essermi imbattuto in una sua fase di caduta di ispirazione, mi piace credere che la vita in America, in tempo di crisi ,sia davvero rincarata e che , in tali condizioni il Sgnor King , non ha potuto fare altro che pubblicare un lavoro minore.Molto minore.Un lavoro nel quale egli stesso non si riconosce ma che ,non ha nulla , nulla davvero , a che fare ne con la scrittura creativa di talento , ne' con un ignitoso lavoro di genere e ,tantomento con l' ultimo lavoro di un artista talentuoso che vi fara' star svegli a leggere per tutta la notte come recitano le enfatiche note di copertina. False cme preci.Solo cosi' abbiamo rispetto verso il Signor King , in quanto essere umano in una fase " NO " e lo scusiamo di aver dovuto fare una scelta forzata.

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