Al giardino ancora non l'ho detto

Pia Pera

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Dimensioni: 330,51 KB
  • Pagine della versione a stampa: 215 p.
    • EAN: 9788868334871
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    Descrizione
    «L’eleganza della scrittura e del mondo di Pia Pera mi hanno sempre affascinato, ma questo libro è unico e pieno di grazia. Un grande, coraggioso regalo».
    Daria Bignardi

    «Pia Pera ritaglia dai bordi della malattia – sua, ma anche dell'essere umano in quanto tale – una terra di luce e di libertà».
    Chiara Gamberale

    «Un libro dolente e luminoso».
    Michele Serra, la Repubblica

    «Questo libro di Pia Pera è splendido
    Nicola Gardini, Sole 24 ore

    Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite – non posso nemmeno incominciare a spiegare l’importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo Orto di un perdigiorno – non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. L’orto di un perdigiorno si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: «Ho la dispensa piena». Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un’altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo.
    Luigi Spagnol

    «Bellissimo e struggente».
    Serena Dandini

    Recensioni dei clienti

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      Ursula

      21/09/2018 17:14:45

      Un libro veramente toccante. Chi riceve una diagnosi di malattia inguaribile, vive settimane e mesi molto speciali. Dopo il trauma, l'angosciosa incertezza di ciò che accadrà può diventare pervasiva. Ma esistono anche altri modi e pensieri. Il libro ne racconta uno, che ha a che fare con l'incanto di una natura amata e trovata soprattutto nelle piante del proprio giardino. Libro tristissimo, ma molto ben scritto, con taglio decisamente femminile. L'esplorazione delle emozioni descritte nel concepire la fine dell'esistenza non fa bene a chi legge; non si tratta dunque di cure palliative, ma di uno specchio sul quale preferiamo tutti che siano gli altri e non noi a riflettercisi.

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      simona

      24/04/2017 19:47:30

      Libro sublime, da centellinare lentamente, pagina dopo pagina. Uno scrigno ricco di insegnamenti.

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      CAIOLA JOSEPH

      18/04/2017 09:13:04

      Un libro "vivo", un percorso umano che riguarda chiunque si interroghi sulla consapevolezza di una malattia inguaribile e sulla moerto. Profondo e struggente.

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      Cecilia

      09/03/2017 17:55:35

      Quando si termina un libro profondo, struggente e tremendamente onesto come quello di Pia Pera non si puo' fare a meno di ringraziare l'autrice di averci reso partecipi della sua anima meravigliosa. Il ritmo a volte rallenta, ma e' come seguire l'andatura sempre piu' difficoltosa di Pia che si avvicina con coraggio e lucidita' all'ultimo passo.

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      Alessia

      17/10/2016 10:45:40

      Ho finito il libro... bello ma lento .. troppo lento

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      RossaMina

      11/10/2016 23:49:36

      Ho finito questo libro per rispetto alla memoria dell'autrice, ma che fatica!

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      Paolo Cornaglia Ferraris

      07/09/2016 11:21:13

      Chi riceve una diagnosi di malattia inguaribile, vive settimane e mesi molto speciali. Dopo il trauma, l'angosciosa incertezza di ciò che accadrà può diventare pervasiva. Ma esistono anche altri modi e pensieri. Il libro ne racconta uno, che ha a che fare con l'incanto di una natura amata e trovata soprattutto nelle piante del proprio giardino. Libro tristissimo, ma molto ben scritto, con taglio decisamente femminile. L'esplorazione delle emozioni descritte nel concepire la fine dell'esistenza non fa bene a chi legge; non si tratta dunque di cure palliative, ma di uno specchio sul quale preferiamo tutti che siano gli altri e non noi a riflettercisi.

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      Diana

      03/08/2016 18:00:17

      Un libro bellissimo, che ti stringe il cuore perche' sai gia' come va a finire. L'autrice parla del suo giardino, grande e meraviglioso, che ha creato lei con le sue mani. E nel frattempo racconta della sua malattia che sa che la portera' alla morte; e, come tutti, ne ha paura, e si fa domande sulle cose non fatte e sull'impossibilita' di farle adesso, quando e' troppo tardi, salvo poi arrivare alla conclusione che nel momento in cui aveva preso certe decisioni ne era convinta: puo' e deve quindi pensare al presente e cercare di vivere momento per momento. L'autrice racconta il suo declino fisico, quasi giorno per giorno: la sua angoscia ma anche la sua capacita' di accettarlo, o comunque di conviverci. Un passo che mi e' piaciuto molto e' questo, quando si paragona al suo giardino: "comincio a somigliare sempre piu' a una pianta di cui bisogna prendersi cura, divento sorella di tutto quanto vive nel giardino, parte di questa scofinata materia di cui ignoro confini e profondita' ": e' sempre piu' simile al suo giardino, ora non e' piu' lei che se ne puo' prendere cura, sono gli altri che si devono prendere cura di lei.

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      Carol

      17/07/2016 18:14:09

      Si tratta di un diario senza date, scandito dalle stagioni, da quanto avviene in giardino (fioriture, semine, alberi che mettono e perdono le foglie, piante che crescono e muoiono, animali che arrivano e se ne vanno) e nel corpo della scrittrice, colpita da una non meglio definita malattia del motoneurone, che progressivamente la priva della forza e della capacità di muoversi. Quello che ho apprezzato di più è la sincerità dell'autrice, l'onestà nel rivelare i suoi pensieri più profondi, che spesso sono anche quelli di tutti di fronte alla malattia, all'invalidità, alle vite altrui, alle scelte di vita degli altri. Infinite e precise le descrizioni di fiori e piante, anche se non ho potuto apprezzarle fino in fondo perché non in grado di affiancare l'immagine corrispondente ai nomi citati, sapendo poco o niente di botanica. Pia Pera dice poco di sè, della sua vita precedente alla malattia, dei suoi amici, chiamati solo per nome, che vanno e vengono sul palcoscenico della sua casa senza essere presentati, eppure lascia qualcosa di più profondo: riflessioni sul significato della morte, più che della vita.

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      carlo

      11/07/2016 22:10:51

      libro profondo e leggero. già letto due volte sempre con nuove emozioni. grazie Pia

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      Silvana

      25/04/2016 10:42:54

      Delicato e struggente. Un grido silenzioso.

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      Stefania

      29/03/2016 15:29:42

      Splendido, straziante diario. A scrittrici come Pia Pera, ed ai suoi coltissimi, profondi, ed a volte implacabili giudizi, dovrebbe essere concesso spazio ovunque: medicina per lo spirito stanco di banalità,guida sentimentale per i giovani, consolazione per le incessanti e terribili domande per cui non esiste risposta.

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      rita

      11/03/2016 17:30:00

      L'onestà di questo libro è commovente. Grazie a Pia Pera.

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