Alabarde, alabarde - José Saramago - copertina

Alabarde, alabarde

José Saramago

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Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2014
Pagine: 109 p., Brossura
  • EAN: 9788807018831
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"Vai a cagare! Così, secondo José Saramago, doveva terminare questo romanzo. La morte gli ha impedito di scrivere la fine ma non ha portato via l’ultimo suo libro, un racconto stupendo e necessario per non lasciarsi spezzare da questi tempi disperati." Roberto Saviano

Artur Paz Semedo, impiegato di una storica fabbrica d’armi, le Produzioni Bellona S.A., e intenditore di film bellici, viene profondamente colpito da alcune commoventi immagini de L’Espoir, di André Malraux, cui assiste casualmente. La successiva lettura del libro, che pare già provocare un’impercettibile incrinatura nelle sue certezze di amante appassionato delle armi da fuoco, e, poco dopo, il suggerimento della ex moglie Felícia, una pacifista convinta, di investigare negli archivi dell’azienda per scoprire se le Produzioni Bellona S.A. abbiano mai venduto armamenti ai fascisti lo avviano verso un’avventura che purtroppo non sapremo, pur potendolo immaginare da fedeli lettori di José Saramago, fin dove lo avrebbe condotto. Alabarde alabarde prometteva di essere un romanzo bellissimo e di grande attualità. Le armi, la guerra, l’economia, l’individuo, la politica sono i temi che il Nobel portoghese aveva urgenza di affrontare. Trama e personaggi erano strumenti che padroneggiava con magistrale destrezza. Tutto è lì, in queste pagine che ci ha lasciato c’è già tutto, tracciato con impeccabile perfezione, ma incompiuto.
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    Valeria

    18/09/2018 19:02:27

    Leggere l'ultimo romanzo di Saramago è stato un colpo al cuore, quasi un infarto. Non sono il tipo che s'informa della trama di un libro prima di leggerlo ma appena sono arrivata ad una conclusione forzata, interrotta da una mano stanca e un corpo ormai esanime, è stato come piangere la morte di una persona che non ho mai conosciuto ma che mi ha raccontato storie, storie indescrivibilmente belle e toccanti. Ho pianto dentro di me un uomo che grazie ai libri che ha scritto resterà sempre ancorato a questa terra. Il suo ultimo libro mostra l'ironia che non lo ha mai abbandonato e che ha caratterizzato tutti i suoi libri. Da leggere e da conservare, come l'ultimo respiro di un grande scrittore.

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    cristina

    27/02/2015 08:58:28

    Interessante la ricostruzione della genesi di questo romanzo da parte di Saviano e, in introduzione, di Gomez Aguilera, forse persino più interessante del romanzo stesso di cui Saramago ha potuto abbozzare solo i primi tre capitoli. Geniale e innovativa anche l'idea di partenza della storia, la domanda "perchè non si è mai sentito parlare di scioperi all'interno delle fabbriche di armi di tutto il mondo e di ogni tempo?". Saramago trova poi un episodio della guerra civile spagnola ed uno relativo ad alcuni operai milanesi che sabotarono alcuni obici, e da qui decide di partire per farne una "versione romanzata della faccenda". Un punto di partenza ed una idea provocatoria di fondo geniali. Incompiuto ma illuminante.

  • José Saramago Cover

    Narratore, poeta e drammaturgo portoghese, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1998. Costretto a interrompere gli studi secondari fece varie esperienze di lavoro prima di approdare al giornalismo che ha esercitato con successo su vari quotidiani. Dopo il romanzo giovanile Terra e due libri di poesia caratterizzati da una forte sensibilità ritmico-lessicale, si è rivelato acquistando fama internazionale con un'originale produzione narrativa in cui rielaborazione storica e immaginazione mistica e allegorica, realtà e finzione si mescolano in un linguaggio tendenzialmente poetico e vicino ai modi della narrazione orale. Tra le sue opere più note pubblicate da Feltrinelli: Il vangelo secondo Gesù Cristo, Cecità, Tutti i nomi, L'uomo duplicato,... Approfondisci
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