Album di famiglia. Romanzo visuale. Con DVD

Anna Maltese

Collana: Strenne e guide
Anno edizione: 2008
Pagine: 304 p.
  • EAN: 9788862740753
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Descrizione
"Stanno seduti sotto il tiglio, nel Giardino del Salve, al sommo dellarampa che dal borgo antico porta al castello. Qualcuno scattò lafotografia..."Così comincia questa saga familiare, che si svolge sullo sfondo dei fattiche hanno scandito la storia d'Italia dal 1870 al 1945. Un castello nelMonferrato, tre donne, tre generazioni, e un centinaio di personaggiminori in un vasto affresco che porta in primo piano vite individuali evicende umane, sentimenti personali e temi universali. Le vite delleprotagoniste, banali in apparenza, ma tragiche nell'inesorabile degradoche le accompagna, si svolgono in un contesto corale che include: isignori del castello e gli abitanti del paese, imprenditori industriali eagitatori socialisti, dive del muto e sartine torinesi, ufficiali americaninella Grande Guerra, sbirri fascisti e vittime del regime, un lestofantee una prostituta onesta, una sciantosa napoletana, un principe russo,una suora virtuosa, una poetessa libertina, un discendente di Sir Waltonil pirata, una banda di partigiani, un prete populista, una troupe di attorie persino un leopardo domestico. L'autrice ha voluto indicare nelsottotitolo che si tratta di "romanzo visuale," poiché la narrativa prendelo spunto da fotografie di famiglia (solo una è fisicamente presente neltesto). L'elemento visuale – che include anche cinema, teatro, pittura– è un leit-motif lungo il percorso narrativo, ed ha la funzione disottolineare la labilità delle immagini, incluse quelle letterarie, e, diconseguenza, di mettere in dubbio la veridicità della narrazione. Inoltre,l'uso di dialetti, espressioni gergali e lingue straniere aiutano il lettorea completare la visualizzazione dei personaggi.
La voce narrativa, in prima persona, dichiara una conoscenzaapprossimativa dei fatti, raccolti da memorie personali, racconti di varipersonaggi, documenti e lettere, completati dall'immaginazione là dovemanca la documentazione (anche questa, peraltro, fittizia).Pur ricalcando schemi convenzionali del romanzo ottocentesco, lanarratrice sottolinea la modernità del testo con costanti ammiccamential lettore, che consistono nella mancanza di trama, discontinuitàcronologica, jump cuts, azione piuttosto che psicologia, dialogo piuttostoche monologo interiore, e riferimenti letterari indiretti. Il tono prevalenteè, quindi, ironico, il che permette di mantenere la distanza tra realtà erappresentazione, tra fatti e discorso. Ma si tratta di ironia bonaria. Lanarratrice è compartecipe dei drammi e delle vicissitudini dei personaggi,senza mai cadere nel sentimentalismo melenso. Questa tecnica di scritturapermette di svolgere il discorso su un piano leggero, spesso umoristico,e al tempo stesso di non perdere mai di vista il sottofondo tragico chepermea il tessuto del romanzo.

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    Franca Bartoli

    04/04/2009 15:38:52

    Album di famiglia mi è piaciuto molto. Diciamo che non l`ho letto, l`ho divorato perché è piacevole e di facile lettura. Nel nostro Club del Libro abbiamo letto diversi libri di successo, come Rosso vermiglio, L’ottava vibrazione, La solitudine dei numeri primi, ma Album di famiglia è uno dei pochi in cui mi sono immersa con vero piacere.

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    Claudia Donna

    14/03/2009 02:39:19

    È davvero un romanzo visivo, un fluido scorrere di scene e personaggi ben collocate in ambienti specifici: Torino e Roma tra la seconda metà dell’800 e la fine della seconda Guerra mondiale, la campagna piemontese, Napoli, echi d’isole, d’America e di Russia. Il tempo trascorso e l’essere testimone delle vicende narrate tramite un mezzo visivo esterno, le fotografie, situano il racconto alla distanza giusta per renderlo intimo, ma non segreto; il coinvolgimento reale dell’autrice contagia il lettore e lo rende spettatore partecipe. È abile e molto efficace il ricorso anche ad altre lingue e dialetti per aggiungere suoni alle fotografie e rendere vivi i personaggi. Le loro voci si inseriscono nella fluida struttura descrittiva, aggiungendo spessore alla galleria di figure che pian piano si definiscono. Una storia? Tante storie? Forse è meglio definire questo romanzo come una storia di tanti luoghi e personaggi, ma soprattutto una storia scritta al femminile e cioè con la capacità di attenzione agli altri, profondità di percezione e arguzia leggera.

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    Enrico Bianco

    28/02/2009 16:36:37

    Questo è un romanzo davvero avvincente: la storia ed i personaggi posseggono una straordinaria vividezza e non si può non rimanerne conquistati. Il sottotitolo "romanzo visuale" mi sembra quanto mai felice, e non soltanto per le originali soluzioni stilistiche adottate, ma anche perché si legge come la sceneggiatura di un film. Personalmente, la forza visuale di certe pagine mi ha rammentato quella dei racconti ascoltati tante volte, a partire dalla mia infanzia, da nonni, genitori e parenti: i tempi drammatici della guerra e dell'occupazione, la resistenza e la guerra civile, i bombardamenti ed i mitragliamenti, la paura e le violenze spietate, le ristrettezze, ma anche la grande umanità, le gioie ed i divertimenti, i tanti aspetti, anche minuti, di un modo di vivere così diverso dal nostro e di un tempo che ci appare così lontano, più di quanto in effetti non sia. Per me è stato un grande piacere leggere questo libro, e sono sicuro che lo sarà per molti lettori.

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    Valerio Rubini

    27/02/2009 20:32:15

    Questo romanzo, oltre ad avere una trama avvincente e personaggi molto ben delineati, a tutto tondo, ha anche un'altra presenza importante: la Storia. Storia d'Italia che accompagna le vite dei protagonisti, fuori dalle mura del Castello che, non sempre, li proteggono. Lo stile e fluido ed elegante, a tratti più serio, a tratti più leggero. Una vera sorpresa da un'autrice che non conoscevo e che spero ci darà presto qualche altro esempio del piacere di narrare.

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    Roberto Severino

    20/02/2009 03:58:40

    Ho trovato il romanzo visuale molto avvincente e sicuramente degnissimo anche di una possibile trascrizione cinematografica. Lo stile narrativo non e’ certamente inferiore alla migliore scrittura femminile degli ultimi anni sia per la molta attenzione che l’autrice dedica ai particolari, che per i personaggi che ho trovato molto credibili e finemente delineati nelle loro piu’ complesse dimensioni psicologiche. E’ notevole anche la sua padronanza dei vari dialetti e lingue straniere e delle espressioni gergali che aiutano il lettore a completare la “visualizzazione” dei personaggi, rendendo nel contempo la narrazione piu’ verosimile e piu’ realistica. Consiglio vivamente la lettura di questo ottimo e affascinante romanzo.

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