Alice nel paese dei quanti. Le avventure della fisica

Robert Gilmore

Traduttore: P. D. Napolitani
Collana: Scienza e idee
Anno edizione: 1996
Tipo: Libro universitario
Pagine: XVIII-246 p., ill.
  • EAN: 9788870784060
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Usato su Libraccio.it - € 10,80

€ 17,00

€ 20,00

Risparmi € 3,00 (15%)

Venduto e spedito da IBS

17 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Lupus

    12/07/2012 04:30:26

    Idea di per sé molto affascinante quella di raccontare i moderni sviluppi della fisica prendendo in prestito le avventure di Alice, ma ahimé il libro mi ha presto preso a noia. Non sono riuscito ad andare più avanti della metà: ho trovato davvero difficile estrapolare i concetti e le idee scientifiche che vuole trasmettere attraverso le mille peripezie di Alice, bisognerebbe avere una maggiore preparazione. In questo concordo con i precedenti commenti. Resto un profano, è vero, ma ho una certa passione per gli argomenti trattati e, pur non avendo una grande preparazione, sono davvero affascinato dagli sviluppi delle scienze negli ultimi anni. Nella lettura ero perseguitato dal dubbio di aver colto o meno riferimenti e rimandi alla fisica nascosti sotto il non-sense delle situazioni descritte. (e ce ne sono una montagna che, chi non è un fisico, o quasi, non li riconosce neppure) Poi, leggerlo solo come un testo narrativo non mi ha dato nessuna soddisfazione, avendo fatto la tesi di laurea sull'Alice di Carroll mi sembrava soltanto una versione raffazzonata e poco "poetica" dell'originale. E' vero, le note a fine capitolo non brillano per chiarezza, anzi. Questi i motivi del 2. E dire che è davvero rarissimo per me non arrivare alla fine di un libro!

  • User Icon

    Ahimè, devo concordare col commento precedente, questo libro lo si può apprezzare soltanto se si è già in possesso di una solida preparazione nei fondamenti della meccanica quantistica. Le metafore altrimenti risultano incomprensibili nel migliore dei casi, fuorvianti nel peggiore. Inoltre le spiegazioni più propriamente "fisiche" fornite alla fine di ogni capitolo, non brillano per chiarezza, anzi spesso sono decisamente oscure. Peccato, perchè l'idea di spiegare e divulgare le "stranezze" del mondo microscopico alla maniera di Carrol era di per sè affascinante.

  • User Icon

    rainbow

    31/10/2009 20:01:13

    Sono un po' deluso nel senso che a mio parere l'espediente di usare le avventure di Alice per spiegare la meccanica quantistica serve solo a fare una grande confusione in una materia che è già di per sè piuttosto "bizzarra", per usare un gentile eufemismo ("se uno non dà di matto studiando le teorie della fisica quantistica, allora vuol dire che non le capisce..." o qualcosa del genere; ricordate questo famoso adagio del grandissimo Niels Bohr?) Quasi sempre il lettore si trova a dover fare uno sforzo doppio: capire l'allegoria (che quindi complica invece di semplificare) e capire il messaggio quantistico che sta sotto l'allegoria. Piuttosto allora mi leggo un bel testo divulgativo di Hawcking oppure, che ne so?, di Davies, e metabolizzo con maggiore snellezza l'argomento senza dovermi sorbire i viaggi di Alice & C. Capito mi hai? Franco.

  • User Icon

    cry

    29/02/2008 00:50:32

    in questo libro non sono tanto importarti le nozioni di fisica quantistica, ma la passione per l'argomento che Gilmore sa trasmettere..chi di fisica se ne intende non potrà che sorridere vedendo anni di studi racchiusi nel mondo di Alice..e chi(come me quando l'ho letto)non ne sa assolutamente niente proverà nella lettura la stessa curiosità di alice davanti alla tana del bianconiglio...e chissà che poi(come me)finirà con l'iscriversi alla facoltà di fisica;-)...

  • User Icon

    gufa

    27/03/2006 11:57:21

    Non mi è piaciuto moltissimo. Il mio giudizio è a caldo, ho appena terminato il libro, forse dovrei riprenderlo in mano e riflettere un po' di più sull'esperimento di Gilmore: di raccontare la fisica quantistica attraverso un racconto di fantasia. Ma a causa di un insieme di cose credo che un 4, come voto, sia addirittura esagerato. Innanzitutto l'italiano, la traduzione non mi è sembrata delle migliori, piccoli errori sparsi qua e là che hanno infastidito la lettura. In secondo luogo ho trovato più interessanti e comprensibili le note, alla narrazione delle avventure di Alice. Poi mi ha infastidito il fatto che i disegni non fossero a colori come nell'edizione originale. Infine credo che sviluppare una parabola per spiegare leggi fisiche di difficile comprensione renda laborioso cogliere la sostanza delle teorie. Essenzialmente ritengo che le allegorie non siano così intuitive come è affermato nella prefazione italiana, ma invece siano colte meglio da chi già conosce in linea generale la meccanica quantistica.

  • User Icon

    Daniele Di Pietro

    30/06/2002 19:01:42

    ALICE NEL PAESE DEI QUANTI Recensione di Daniele Di Pietro “Alice nel paese dei quanti è un libro che ammette letture diverse: i non esperti di fisica potranno considerarlo soltanto un racconto un po’ strano e divertente. Nello stesso tempo, se vorranno, potranno imparare dalle note e dalle schede concetti difficili, che vengono illustrati in modo intuitivo e comprensibile. Ma anche gli esperti si divertiranno a veder tradotte in immagini questioni profonde, a cui hanno lungamente pensato.” (Maria Luisa Della Chiara, prefazione all’edizione italiana). Non c’è frase migliore per spiegare questo riuscitissimo e coraggioso esperimento di Robert Gilmore, fisico di fama mondiale, per illustrare teorie complicate come quelle della fisica quantistica. L’idea per questo romanzo divertente sta forse nel fatto che gli scopritori del mondo dei quanti si trovarono davanti a risultati stupefacenti e confessarono di “non credere ai propri occhi”, cioè di non credere a quello che stavano dimostrando con formule ed esperimenti: Alice si trova proprio in questa situazione. Non può fare a meno di credere a cose fantastiche che vede con i propri occhi, come il gatto di Schrödinger, né di trovarsi in luoghi inimmaginabili, come la Sala Gedanken, o tanto meno di trasformarsi, rimpicciolirsi e fare conoscenze interessanti, che la aiuteranno a comprendere “Quantilandia”. L’autore riesce ad esprimere concetti difficili usando immagini della vita quotidiana, e l’espediente di far scoprire i segreti di questo mondo complicato ad una ragazzina di otto anni rende il compito più facile. Alice è intelligente, ma non mancano i dubbi e le incertezze che accompagnano i “comuni mortali”; è proprio per questo che il romanzo risulta di facile lettura ad un pubblico digiuno di fisica quantistica. Il lettore resta affascinato dal paese dei quanti almeno quanto da quello delle meraviglie. La lettura può rimanere tale per chi non si occupa di fisica, ma può anche stimolare alla scoperta gli studenti. I più divertiti dalle

Vedi tutte le 6 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione


scheda di Mandosio, U., L'Indice 1997, n. 2

Il mondo della fisica quantistica è probabilmente lo scenario ideale in cui Lewis Carroll avrebbe ambientato le avventure di Alice se fosse vissuto nella nostra epoca. Senza bisogno di inventare nuove logiche alternative da affidare a Humpty Dumpty, ai suoi re e cavalieri per lo sconcerto di Alice, avrebbe potuto fare affidamento sulle regole della logica quantistica. Ma l'aver creato il mondo di Alice allora, in piena epoca vittoriana, è un segno del genio di Carroll. Robert Gilmore, professore di fisica a Bristol, senza alcun timore affronta questo capolavoro per trasformarlo in un testo di approccio alla fisica quantistica. Difficile dire a chi possa essere consigliato, ma questo vale anche per "Alice nel paese delle meraviglie" e per "Attraverso lo Specchio": quante volte li si è considerati romanzi per bambini? Non lo sono affatto: infatti le edizioni commentate in chiave psicoanalitica, o logico-matematica, o altre ancora sono moltissime (consigliatissima quella di Martin Gardner). Il testo di Gilmore segue Alice nel mondo dei quanti, dove vari personaggi la conducono alla comprensione delle leggi ultime che governano il mondo. Se si può fare un appunto, letterario e non scientifico, è forse sull'eccessiva bonomia dei personaggi incontrati da Alice: manca quella nota vagamente inquietante che caratterizzava ad esempio il gatto del Cheshire, che qui è sostituito dal gatto di Schrödinger. Ma questo è in tono con il carattere più didattico del libro. Le regole della meccanica quantistica, ci mostra Gilmore, possono essere afferrate e comprese in modo estremamente semplice. Trattandosi di un nuovo paradigma con cui osservare il mondo che coinvolge cambiamenti di ogni tipo (logici, percettivi, metodologici), è possibile che un bambino vi si possa avvicinare con più naturalezza di un adulto, non essendosi ancora fossilizzate nella sua mente le regole base della realtà consensuale. Un adulto invece, leggendolo, potrà forse capire meglio le nuove regole di questo mondo, guardandole con gli occhi di un bambino.