Alina. Autobiografia di una schiava

Giovanni Garufi Bozza

Editore: Edizioni DrawUp
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 01/01/2014
Pagine: 264 p., Brossura
  • EAN: 9788898017904
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Recensioni dei clienti

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    Daniela B.

    08/03/2017 11:12:30

    Avevo da tempo questo libro ma ho deciso di leggerlo in vacanza, perché sapevo che mi sarebbe piaciuto tanto e una volta iniziato non avrei più smesso. E' favoloso, scorrevole, agghiacciante e molto ben scritto. Leggendolo mi sono ritrovata a piangere di rabbia, a lottare con la protagonista e questo significa che l'autore ha saputo coinvolgere profondamente il lettore. Bravissimo! Spero che il libro abbia successo che merita.

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    Tiziana

    21/02/2017 18:33:47

    Ho finito di leggere il libro “Alina” e voglio fare i complimenti all'autore per come, pur essendo un uomo, sia riuscito a calarsi in un personaggio femminile piuttosto complesso, descrivendo stati d’animo e sentimenti alla perfezione. Non nego che più di qualche volta sono stata tentata di chiudere quelle pagine, ma non per mancato coraggio o per “mancato stomaco”, più che altro per vigliaccheria: il “non sapere” ci fa credere di avere la coscienza pulita e ci aiuta a vivere meglio nel “nostro piccolo orticello”. Ma io sono una donna, non sono una vigliacca e credo che Alina meriti di essere ascoltata! L’ho amata da subito, ho amato la sua forza, la sua DIGNITÀ. Sono felicissima che abbia incontrato Daniel e che a salvarla sia stato proprio lui (anche se sono fermamente convinta che a salvare Alina sia stata la sua rabbia, la sua voglia di riscatto, il suo amore per la libertà e che Daniel sia stato un aiuto prezioso). Confesso che la dolcezza di Daniel mi aveva già conquistata in “Selvaggia”, ma questa volta temo di essermene “perdutamente innamorata”. Sono felice che il “destino” gli abbia fatto incontrare una donna PREZIOSA come Alina. Grazie all'autore per aver raccontato questa storia!!!

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    Claudia M.

    07/02/2017 18:43:11

    Ho avuto il piacere di conoscere l'autore a febbraio 2016, quando in Campidoglio, nella sala del Carroccio con Diana Iaconetti ha presentato il suo libro… Devo dire che ho finito in questo momento di leggerlo (l’ho letto in due giorni)….. un romanzo a dir poco emozionante, scritto benissimo…. conoscevo certi aspetti della prostituzione, ma mai avrei immaginato tutto quello descritto…. ancora i miei più sinceri complimenti.

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    Giovanna

    24/01/2017 18:07:56

    ll libro l’ho divorato … Bello, crudo, vero e ben scritto. L'autore è riuscito a farmi sentire Alina nella sua essenza, nel suo martirio e nella sua rivincita. Bellissime poi quelle inserzioni poetiche del suo vissuto di fanciulla che, nel loro intimo linguaggio familiare, non fanno che accentuare il doppio registro: quello affettivo e della vera sua natura di donna e del suo animo fragile e delicato e quello della schiava Alina, disumanizzata e spogliata della sua dignità di essere umano.

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    Gianna

    13/12/2016 16:16:55

    Ho finito ora di “divorare” “Alina, autobiografia di uno schiava” che dire.. Semplicemente stupendo!!! Purtroppo non si è a conoscenza di quello che accade nelle nostre città, vedi delle prostitute nella strada e ti viene da pensare.. Che schifo.. Senza immaginare quello che in realtà ci sta dietro.. Senza pensare a quello che subiscono queste povere ragazze.. Ho cercato più volte di immedesimarsi in Alina e ho sofferto con lei.. L'autore ha un modo di scrivere che ti cattura, e fa rendere il tutto realistico.. Non leggevo ma guardavo un film.. Non nego che tante volte chiudevo il libro con il voltastomaco.. Ma non riuscivo mai a staccare gli occhi e tante volte mi sono chiesta "se fossi stata io Alina come mi sarei comportata? Come avrei reagito? Avrei lottato come lei?" Spero che l'autore continui a scrivere perché ha un dono...

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    Gianluca

    06/12/2016 09:49:26

    Ho appena terminato di leggere questo splendido libro e mi è piaciuto. Una volta iniziato a leggerlo, staccarsi da quelle pagine è stato davvero difficile: è stato una specie di viaggio all’Inferno e ritorno e il lieto fine, che non sempre apprezzo nei libri perché spesso purtroppo si discosta parecchio della realtà, mai come in questo caso è stato il benvenuto. Alina era ormai diventata come un’amica e sapere che ce l’aveva fatta, anche se era solo una delle tante disperate che al contrario di lei invece ogni giorno non ci riescono, mi ha un po’ tirato un po’ su di morale. Spero che adesso Alina si stia godendo la nuova vita che si è meritata con i suoi sacrifici e con l’aiuto che un bravo scrittore le ha saputo regalare.

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    Emma

    22/11/2016 15:49:29

    Ho finito di leggere il romanzo, mi è molto piaciuto!

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    Finito

    15/11/2016 16:39:14

    Ho finito adesso di leggere il libro. Forte, crudo e crudele, come preannunciato, ma mai volgare, la qual cosa, dato il tema trattato, è estremamente pregevole. Efficace l' idea di narrare i fatti in prima persona; con questo sistema, il lettore si sente molto più vicino alla protagonista, e ne viene catturato immediatamente, diventando tutt’uno con lei e con la sua rabbia, la sua paura, il suo orrore. Sapevo che molte ragazze vengono attirate con la prospettiva di un lavoro “normale” e poi schiavizzate e gettate sui marciapiedi, ma non credevo che i sistemi di assoggettamento fossero tanto simili a quelli dei lager. Ho provato un nugolo di intense emozioni; sono inorridita per le atrocità, mi sono infuriata di fronte ai raggiri, alle violenze ed alle ingiustizie, ed ho palpitato per Alina ogni volta che cercava di scappare. L'autore ha saputo descrivere la sua “ricostruzione” spirituale e la sua acquisita capacità di far nascere un fiore dal letame, rinunciando a vendicarsi dello zio ormai moribondo e progettando di diventare psicologa per aiutare le ragazze che hanno subito la sua stessa sorte. Ho ritrovato con piacere il personaggio di Daniel, che avevo conosciuto in “Selvaggia”ed ora mi piacerebbe sapere se questo amore bello e pulito fra lui ed Alina avrà un seguito.

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    David

    25/10/2016 16:42:14

    Alina. Autobiografia di una schiava è un libro da leggere e sopportare col peso allo stomaco e la voglia di vomitare che sale in bocca a far sentire l'acido dei succhi gastrici; così come da leggere e sopportare è Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Altri ambienti, altri anni. Stessa merda. Non chiudiamoci gli occhi davanti alla merda. Ci affondiamo dentro ogni giorno

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    Mario

    18/10/2016 17:21:47

    È una storia di fantasia, ma credo che anche le virgole siano reali, in cui l'orrore si aggiunge, giorno dopo giorno, ad altro orrore, come se non ci fosse mai una fine: persone cosiddette per bene che comprano favori e sfogano istinti inconfessabili; autorità che invece di vigilare e intervenire tollerano, quasi a mo' di arredo urbano, certe presenze, quando non sono corrotte e pagate per non intervenire; donne segregate e sottomesse a mo' di galline delle uova d'oro e poi buttate via quando diventano troppo vecchie. E in certi mercati il concetto di "troppo vecchio" è facilmente intuibile. Un'opera matura da leggere con calma e a piccole dosi, in cui la verità gronda di sangue. Mi piacerebbe sapere come viene intesa dai frequentatori dell'ambiente, compreso quel signore di cui ho parlato prima, quello che in preda a un irefrenabile desiderio gravemente autoreferenziale di far capire al mondo quanto sia sensibile, racconta di gente che regala soldi alle prostitute per farle sorridere. Chissà quale valore dà a quel sorriso, dopo avere letto queste pagine, anche se i soldi e la vanagloria lavano tutte le coscienze. Ma vivere in un mondo simile, leggere cose simili, mette orrore.

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    Viola

    27/09/2016 16:05:12

    Ho terminato la lettura di Alina, divorato in due nottate malgrado la stanchezza delle giornate lavorative al netto della storia terrificante ..l'unica parola che mi viene e' entusiasmante ! Sono rimasta scioccata in positivo;un inizio duro e crudo compensato da un finale di dolcezza e riscatto umano,un viaggio sensibile,attento,veritiero,umano,mai scaduto nel morboso,erotico,pornografico come spesso avviene,volutamente o involontariamente,raccontando certe storie. Una forte e chiara denuncia sociale,coraggiosa e veritiera,attribuendo ad ognuno il proprio ruolo e responsabilita'.

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    Rita

    30/08/2016 16:45:33

    L'ho letto in soli 3 giorni. Devo fare i miei complimenti all'autore, perché è riuscito ad entrare nella testa di una donna e a descriverne la rabbia. La malvagità degli uomini nei confronti di Alina. Mi ha colpito molto come Alina ha voluto riconquistare la libertà del corpo e dell'anima. Quella libertà che ancora oggi viene negata a molte donne, libertà di vivere, di scegliere, perché schiave di uomini senza scrupoli. Spero che Alina verrà letto da molti e quando vedranno per le strade le ragazze "farfalla" faranno il possibile per dare loro un aiuto per ritrovare la libertà.

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    Michela

    05/07/2016 15:04:55

    Il libro di Giovanni Garufi Bozza, edito da Edizioni DrawUp, ci fa vedere il male assoluto, la violenza più efferata verso una donna testimone di orrori gravi, che non possono essere lasciati nell'indifferenza comune. Si può considerare un libro denuncia, questo romanzo, seconda pubblicazione dell'autore dopo 'Selvaggia'. Alina diventa prostituta contro la sua volontà, viene costretta a vendere il suo corpo, subendo percosse, minacce, atti di vera e propria 'distruzione' fisica e mentale. L'autore narra in prima persona, al femminile, dando voce ad Alina, la protagonista. E attraverso i suoi occhi esprime tutto il dissenso verso questo mondo sconvolgente, dove il corpo diventa una macchina che produce piacere per estranei. Obbligata ad assumere droga, violata e stuprata in ogni modo, la giovane donna tenta di ribellarsi, cerca con tutte le sue forze di vendicare i trattamenti disumani dei suoi aguzzini, ma il sistema corrotto non le ha reso giustizia facilmente. La stessa Polizia e la società, complici di questo mercimonio, impediscono che tale realtà venga evitata. Sono continue le storie di abusi, di schiavitù delle donne che, per inseguire una vita migliore in un altro Paese, vengono illuse e portate per strada a vendersi. L'autore riesce con grande abilità a farci vivere tutte le barbarie del caso, ci fa piangere e percepire la sofferenza di questa ragazza, che rappresenta tutte le donne che, in qualche modo, vivono nel terrore, sole, in un dolore non facile da alleviare. Alla fine del romanzo, l'autore ringrazia il lettore per il coraggio e la resistenza alla lettura del contenuto. In effetti, ciò che viene descritto è di una crudezza che fa accapponare la pelle. La storia di Alina accomuna molte donne, ingannate e portate in Italia a prostituirsi.

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    Maggie

    14/06/2016 18:10:28

    La domanda che sorge a metà libro è: Ce la farà Alina a liberarsi dalle catene? Sopravvivere al sopruso, alla privazione di qualunque diritto, alla prigionia, ai maltrattamenti corporei e mentali è un Arte, poche trovano la forza di resistere ad una condizione invivibile o il modo di fuggirne per ottenere giustizia e libertà. Alina rappresenta tutte quelle donne che quotidianamente vivono intrappolate dentro muri invisibili, costruiti da chi si mostra più potente di loro, fatti di gesti, azioni ma anche di parole, costrette nelle diverse situazioni a tenere la testa a galla per cercare quell'orizzonte raggiungibile solo se ne hanno la possibilità e, soprattutto, il coraggio. Giovanni Garufi Bozza mostra un percorso complicato in cui si attraversano vallate immense, scure, senza luce, strade ripide illuminate e discese veloci come le montagne russe per poi ritrovarsi su un ponte, in un oasi di pace per fare quella scelta che solamente noi stessi siamo in grado di fare. Un libro audace, intraprendente, creativo, scritto in maniera lucida e dettagliata che alla fine riserva una piacevole sorpresa, una sorta di "premio" alla conclusione, una condivisione personale da parte dell'autore verso i suoi lettori

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    Arrigo

    24/05/2016 16:55:11

    Ho letto il suo libro Alina e devo confessare che è stato coinvolgente. Innanzitutto la voglio ringraziare per il coraggio dimostrato nel denunciare la tratta delle schiave con i corollari del potere corrotto. In particolare mi ha colpito il suo coraggio nel descrivere l'incontro con Dio (avvenuto in chiesa tramite la preghiera), grazie il quale la protagonista ha sperimentato l'aiuto che Dio dona concretamente (Don Bruno e Daniel). In quest'epoca atea e dominata dalla massoneria non è cosa di poco conto. Infine le faccio i complimenti per aver raccontato l'incontro nella villa (raduno) tra le prostitute e gli uomini di potere correlandolo col film Eyes wide shut

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    Simona

    16/05/2016 14:29:29

    Complimenti per il libro, l'ho divorato!

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    Milena E.

    19/04/2016 20:14:11

    Oggi ho terminato di leggere questo libro ?iniziato ieri. Ne sono stata travolta, tanto che scorrevano le righe sotto i miei occhi come rapidi fotogrammi. Ottimo stile incalzante per una storia che, nonostante la durezza ed il senso di rabbia e dolore che trasmette, conquista. E' certo un romanzo dalle tinte forti. L'autore è stato bravissimo nel dare voce, come uomo, ad un personaggio femminile, bravissimo nel denunciare una piaga che atrocemente sconvolge ancora la società, soprattutto quella italiana e contro la quale, come donna, mi sento di gridare. Sarà per questo che mi sono fatta subito coinvolgere dal personaggio di Alina.

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    Samantha

    22/03/2016 16:39:57

    Ho appena finito di leggere il libro "Alina" e volevo dire che mi è piaciuto tantissimo e sono veramente felice di averlo letto. Complimenti! Non vedo l'ora di leggere il seguito.

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    Nessuno

    01/03/2016 18:10:06

    Ho letto "Alina" in tre, lunghe, sessioni. Quando ho finito, le sensazioni scatenate dalla lettura erano tante e diverse, diverse anche da quelle che mi aspettavo. E' un romanzo duro, crudo, intriso di sofferenza e degrado, capace di prendere a pugni lo stomaco di ogni donna con la testa a posto. Come già osservato da altri recensori, per l'autore (un uomo) sicuramente non è stato facile e immediato scrivere un opera di questo tipo. Non sarà stato neanche semplice scrivere tutto quanto dal punto di vista di una donna (ragazzina, in realtà). Probabilmente ci saranno anche delle inesattezze (in quanto uomo, non sono in grado di stabilirlo) al riguardo? ma non importa. Non è questo il punto. Nella sua triste verità , verificabile sui marciapiedi di ogni grande e piccola città, la dolorosa storia di Alina riesce comunque a trasmettere emozione e indignazione. A dirla tutta, la mia sensazione predominante erano la vergogna e la rabbia? La vergogna di appartenere al genere maschile (lo stesso genere a cui appartengono buona parte dei personaggi descritti in questo libro). La rabbia di vedere che, nonostante trascorrano i millenni, le cose restano sempre uguali (a parte qualche colorato gadget tecnologico e mezzi di trasporto più veloci). Non mi dilungherò sullo stile dell'autore e sull'arco narrativo, per quanto confermino il suo genuino talento e la sua progressiva maturazione, perchè non si tratta degli elementi fondamentali? E' una storia viscerale, sporca, claustrofobica, impregnata di quella razionale irrazionalità che può possedere solo il tentativo di rappresentare la realtà. Le cose accadono, che lo si voglia o no, mettendoci di fronte (come succede ad Alina) a scelte ineludibili, senza compromessi: arrendersi o combattere, vivere o morire, piegarsi o spezzarsi. E poi? nell'ora più buia, in mezzo a un nero oceano di malvagità, la bianca luce del bene risplende come un faro nella tempesta. Questo, paradossalmente, è quello che mi ha colpito

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    Michela M.

    23/02/2016 15:48:43

    Ho divorato questo romanzo, l'ho letto tutto d'un fiato senza aver mai la tentazione di fermarmi?è duro come solo la vita può esserlo, è vero come i volti delle ragazze che si vedono lungo le strade, è violento come l'ignoranza che ci circonda?mi ha commossa tanto,e faccio i miei complimenti all'autore, non da critica letteraria, ma da lettrice, da donna.

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