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Wilbur Smith

Traduttore: G. Hirzer
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Edizione: 5
Anno edizione: 2007
Pagine: 631 p. , Rilegato

11 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Avventura - Avventura storica

  • EAN: 9788830420960

Dopo un interminabile viaggio nelle terre più remote del mondo conosciuto, il mago Taita e il fedele Meren fanno finalmente ritorno in Egitto. Lo scenario che si prospetta davanti ai loro occhi è terribile: sulle regioni del Nilo, già stremate da lunghi anni senza esondazioni, si è abbattuto il flagello della peste; i nemici di sempre tramano per ottenere il potere e una nuova, terribile calamità sta per travolgere il regno: il Nilo, che per migliaia di anni ha assicurato con le sue piene la vita dell'Egitto, improvvisamente s'inaridisce. Legati tra la vita e la morte alla piena del fiume, uomini e animali muoiono di fame e di sete: un'intera civiltà, la più grande, rischia di sparire avvolta dalla siccità. Il faraone Nefer Siti non ha scelta: manda a chiamare Taita, il più importante dei maghi di tutto l'Egitto e lo prega di andare alle sorgenti del fiume, là dove nessuno ha mai avuto il coraggio di arrivare. Solo Taita dalla barba d'argento, il re dei maghi, con il suo genio, la sua magia e la forza del suo immenso sapere, può salvare la civiltà. Solo lui, depositario di segreti misterici, dotato del "terzo occhio" e conoscitore di riti particolari appresi in Asia, potrà forse capire, risalendo il fiume sino alle sue fonti, in una spedizione piena di insidie e avventure, come affrontare e sconfiggere questa terribile minaccia. Una lotta senza esclusione di colpi contro nemici sempre in agguato, fuori e dentro di lui. Per scoprire, alla fine della storia, una verità sconvolgente.
Wilbur Smith sa come catturare l'attenzione del lettore con la sua prosa travolgente: già dalle prime pagine si è immersi nella storia e non si può fare a meno di proseguire la lettura, trascinati dall'avventura, per scoprire se il Bene riuscirà a trionfare sul Male e se il Nilo tornerà a inondare le valli riarse dalla siccità. Una grande storia d'amore e di magia. Forse il più "magico" dei libri del grande autore africano, quello in cui, più che in ogni altro, si respira il misticismo, la superstizione, il fascino di antichi misteri. Alle fonti del Nilo narra l'eterno scontro tra la verità e la menzogna, in un gioco in bilico tra realtà e fantasia, la cui posta è la fine della civiltà e il trionfo della barbarie. L'antico Egitto, culla del sapere, luogo che ha dato vita alla creatività artistica e letteraria, sta per scomparire definitivamente, inghiottito nel profondo del deserto, animato da forze misteriose che sembrano non avere più controllo. Riuscirà Taita a scoprire la fonte di tanto dolore? Sarà forte a sufficienza da contrastarne l'immenso potere?

Recensioni dei clienti

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    Alessandra

    27/04/2015 10.08.57

    Completamente diverso dai precedenti volumi della saga egizia, questo più che un romanzo storico è quasi un fantasy... Magie, incantesimi e vari eventi soprannaturali sono la spina dorsale della trama. Lo stesso Taita, il mitico Longevo dall'intelletto acuto, che ricordiamo come poeta, scrittore, architetto, stratega, in questo libro è presentato come mago. Mah. La storia comincia ad essere un po' più interessante nella seconda metà (cioè solo per chi non si lascia scoraggiare dalle prime 300 pagine lente e, per me, quasi fastidiose) quando gli eventi iniziano ad essere un po' più incalzanti, come si conviene ad un romanzo di un grande maestro dell'avventura come Smith, il tutto sempre, ovviamente, permeato di incantesimi e magie varie (ma, a quel punto, il lettore ci ha fatto l'abitudine!) Deludente per chi si aspetta di continuare la saga egizia con lo stesso registro dei primi volumi. Personalmente continuerò con la lettura dell'ultimo "Il Dio del deserto", sperando di ritrovare il Wilbur Smith di una volta.

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    Rossana Acunzo

    25/11/2014 12.21.58

    Ho tutti i libri di Wilbur Smith e li ho letti tutti. Ogni libro ti porta nella realtà descritta e ti coinvolge nella vita dei suoi personaggi. Taita è quello che io adoro ed in questo romanzo, finalmente, è un uomo che ama in modo sublime la sua amata. Mi è proprio piaciuto. Chi ha commentato negativamente penso si sia fermato sulla porta, senza entrare ed ha perso quello che finalmente il magico Taita ha trovato. Consiglierei di rileggerlo. Indubbiamente ci troviamo in un racconto fantastico e fantasticamente ci dobbiamo calare nella storia. Buona rilettura.

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    stefano

    10/11/2014 09.58.18

    Un libro decisamente sconsigliato, il peggiore in assoluto di wilbur , una storia che non stà ne in cielo ne in terra.Un romanzo del tutto fuori dalla linea narrativa di un grande maestro come Smith,io dato il fatto che sono un assiduo lettore di Smith ho acquistato il libro già pregustando la storia che sarei andato a leggere , ma dopo 100 pagine mi sono reso conto che non potevo spendere peggio i miei soldi .Sconsigliato a coloro che conoscono Smith (leggendo questo libro, l'autore perderà decisamente punti nella vostra personale classifica).Sconsigliatissimo a coloro che ancora non lo conoscono ,leggendo questo libro non ne acquisterete altri e questo sarebbe sbagliatissimo perchè al di là di questo clamoroso flop lo scrittore rimane comunque il n° 1 Cominciate a leggerlo con qualsiasi altro libro ma non con questo

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    claudia

    23/09/2013 18.38.53

    Non capisco le recensioni basse!! A me il libro e' piaciuto moltissimo e lo consiglio. Leggetelo non ve ne pentirete!!!

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    Riccardo Banchi

    11/06/2013 14.24.34

    Non si può certo paragonare questo romanzo allo stupendo "Il dio del fiume", ma giudizi estremamente negativi (capisco le aspettative) mi paiono esagerati. Qui c'è pura fantasia, è vero, ma va detto che la lettura resta piacevole. Diciamo che non si tratta più di un romanzo storico e un po' di delusione è comprensibile. L'autore però dimostra di saper scrivere, ma questo "ciclo egiziano" non sembra concludersi con un acuto. Riccardo Banchi

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    MATTIA

    05/04/2013 10.47.43

    Mio Dio che squallore. E' un libro atroce e irritante. A volte è incomprensibile, non credevo potesse essere così. Mi è stato consigliato da un mio amico, ma da sempre glielo rinfaccio perché è un libro semplicemente assurdo, e il voto poteva anche essere inferiore a questo se mi fosse concesso dalla redazione di Ibs.it, anche se è impossibile. Sconsigliato.

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    annalisa

    05/09/2012 13.31.06

    caduta di stile di dimensioni atroci...la meraviglia dei primi romanzi della saga Egitto scompare e si aggrappa pericolosamente sugli specchi di un fantasy. Sconsigliatissimo

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    Renzo

    28/06/2012 14.22.54

    Arrivo tardi a dare il mio giudizio, ma concordo con molti che trovato questo libro assolutamente diverso, incongruente e insopportabile. Voto basso! Già glia ltri sull'antico Egitto li avevo trovati fuori dalla prodigiosa corrente produttiva di Wilbur Smith, però li avevo letti perché di W.S. ho letto tutto e non volevo farmi mandare anche questi. Ma quest0ultimo romanzo è proprio insopportabile...

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    Antonio

    26/09/2011 00.14.42

    Davvero brutto, è un romanzo che non ha nulla a che fare con gli altri 3 capitoli della saga ma sopratutto non ha nulla a che fare con l'antico Egitto. Ho letto molti romanzi di W.S. e francamente penso che questo sia non solo il peggiore, ma anche un libro che si discosta totalemente dallo stile dell'autore. Per chi legge W.S. per il suo modo straordinario di descrivere scene di azione e gli animali, i grandi miti dell'Africa e i valori in essa racchiusi, avrà una delusione sconcertante!

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    Cuore Viola

    19/07/2011 16.49.27

    Dissento totalmente da tutte le recensioni negative che ho letto. Per me è l'ennesimo splendido romanzo sull'antico Egitto da parte di Wilbur Smith. Taita è ormai un mito e queste pagine riescono anche a far rivivere la bellissima figura della Principessa Lostris! Consigliatissimo!

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    vale

    08/03/2011 20.35.43

    contrariamente a tutti i commenti negativi,penso che questo libro sia bello quanto gli altri della saga egizia...è interessante vedere come una realtà ferma e fissa come il nilo possa essere stravolta dal nulla, e vivere assieme ai personaggi il desiderio estremo di recuperarla fino a chissà dove...per quanto riguarda il personaggio di taita non credo affatto che questo libro lo rovini anzi,è bello che dopo tanto rammarico per la sua condizione anche lui sia riuscito a vivere l'amore...e Wilbur ce lo descrive in ogni sua minima parte rendendoci partecipi di tutto ciò che questo sentimento è in grado di trasmettere....lo trovo bellissimo!!!

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    massimo

    06/10/2010 16.57.52

    Povero Taita, maltrattato fino a ridurlo un pupazzo da varietà. Consigliato solo a chi piacciono i fumetti. Concordo sulle negatività. Meglio fermarsi ai precedenti capitoli. Rimane un bel ricordo.

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    luca

    04/09/2009 12.05.14

    Davvero un pessimo romanzo, non ho idea come si faccia a scrivere roba del genere. Attratto dall'idea dell'Egitto e dei suoi misteri, mi sono lasciato trasportare nell'acquisto di questo libro, ma dopo averlo letto (e finito a fatica per la bruttezza del racconto), mi sono pentito della scelta. Non penso rileggerò questo autore che trovo assolutamente privo di ogni fondamento letterario (magari sono romazi tipo harmony che aveva in mente...mah!!!!).

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    Paolo

    28/08/2009 11.53.52

    Che peccato. Questo romanzo è riuscito a rovinare la figura principale di tutta la saga egizia, cioè Taita. Chi ha letto solo questo libro, forse l'avrà trovato bello. Chi invece ha letto tutto il ciclo egizio sicuramente sarà stato deluso. Condivido in toto i commenti negativi degli altri lettori. Questa storia non regge, è campata in aria ed è profusa di magia e incantesimi alla "Harry Potter" o "Signore degli anelli", oltre che da oscenità inutili. Io amavo il Taita vecchio, saggio, eunuco, ma indubbiamente più vero. Forse avrà avuto in cambio l'eterna giovinezza e la virilità, ma ha perso il fascino che aveva nei libri precedenti. Ripeto, è un vero peccato.

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    Simo

    26/05/2009 14.09.01

    Scusate, ma a me è piaciuto! La mano dello scrittore si riconosce palesemente, descrizioni avventuristiche coinvolgenti, magia, occulto, sentimentalismo, scene crude descritte così bene da farle sembrare reali, sicuramente non è il libro migliore di Smith, la parte sessuale è un tantino esasperata, però dobbiamo ammettere che a quest'uomo la fantasia non manca di certo!!! Consiglio a tutti coloro che hanno letto la trilogia di Taita di leggerlo, e a chi non l'avesse terminato di farlo!!!

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    Giuseppe

    02/05/2009 21.13.29

    Ma siamo sicuri che lo abbia scritto Wilbur Smith. Lo trovo un'accozzaglia di eventi buttati lì solo per il DOVERE di raccontare un'altra storia su Taita. Spazia dal erotico alla pseudo-pedofilia alla pornografia. Non mancano le forzature concernenti la riacquisizione della virilità di Taita... sembra che si doveva per forza trovare un modo per concedere anche a lui quei piaceri che gli erano stati tolti nei precedenti volumi. Un libro che distrugge completamente il personaggio Taita. Il peggiore.

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    pipistrello

    09/04/2009 17.22.22

    Se vi sono piaciuti i capitoli precedenti sull'Egitto e avete dei bei ricordi ...allora state alla larga da questo libro. Noioso ,banale,a tratti insensato .Difficilmente faccio fatica a finire un libro ma con questo ho rischiato piu' volte di non arrivare a finire le pagine. Consigliato solo a chi di W. Smith vuole leggere proprio tutto .

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    monia

    23/03/2009 12.26.30

    Percarità, non comprate questo libro!!! Decisamente orrendo e se avessi potuto gli avrei assegnato un meritato e giustissimo ZERO!!!!!

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    maria

    21/03/2009 20.57.15

    Il più brutto libro in assoluto di Wilbur Smith, conclude in maniera veramente assurda la trilogia di Taita (peraltro molto bella). Mentre gli altri tre libri si leggono tutto di un fiato questo vien voglia di non leggerlo affatto anzi si fa una gran fatica a portare la lettura a termine. Ho letto quasi tutti i libri dello stesso autore ma Alle fonti del Nilo sembra scritto da un'altra penna. Consiglio vivamente di non leggere questo romanzo, perchè a me ha fatto rifiutare un autore che consideravo un grande se non ci credete provate poi mi saprete dire se avevo ragione.

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    emma W.

    21/03/2009 14.09.50

    sono un grande appassionata di tutto quello che ruguarda l'egitto, e pensavo che Wilburn Smith era in grado di soddisfarmi come aveva fatto per "il Settimo papiro", ma mi sbagliavo: senza alcun dubbio il peggiore che abbia mai scritto. Sono riuscita a malapena a superare la metà, poi ho mollato: PESANTE, RIPETITIVO, SENZA SENSO, ORRIBILE!!!! Mi ha davvero delusa.

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