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Descrizione


Il volume ha l'obiettivo di fornire al lettore una mappa autorevole per comprendere i punti di snodo essenziali dell'arte del Ventesimo secolo. I temi toccati delineano i confini e i luoghi "caldi" del dibattito: l'abbandono dell'idea dell'arte come riproduzione delle apparenze del mondo visibile, a vantaggio di una proposta dell'opera come espressione di una specifica qualità d'emozione; il richiamo a non dimenticare le basi sociali dell'arte anche quando, come nell'astrazione, sarebbe facile perderle di vista; la riproducibilità tecnica, la perdita dell'aura e il rapporto tra l'arte moderna e le masse; l'avanguardia come unica possibilità di sopravvivenza della cultura di élite; la definizione e la critica al Modernismo; il new dada, l'arte pop, la definizione di un'arte postmoderna. Chiudono la scelta antologica alcune pagine dalla Teoria estetica di Theodor W. Adorno, che affronta la questione dell'arte moderna nel suo rapporto di autonomia e insieme di non autonomia nei confronti della realtà.
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Dettagli

2013
1 gennaio 2008
XXVII-223 p., Brossura
9788842084907

Voce della critica

Nel corso del Novecento, lo statuto e il significato dell'arte contemporanea sono al centro di un dibattito critico e teorico di tipo radicale: di fronte alle stagioni e alle forme espressive proposte dall'arte astratta e dalle avanguardie, è stato necessario assegnare alle opere, al loro universo di riferimento e al loro pubblico nuove categorie estetiche e interpretative. L'itinerario proposto dal volume è dunque guidato da uno storico dell'arte (Claudio Zambianchi) e da un filosofo (Giuseppe Di Giacomo), a indicare strumenti e implicazioni con cui affrontare interrogativi tuttora non pienamente superati. I due curatori, che raccolgono testi cruciali in parte già accessibili al lettore italiano (Roger Fry, Meyer Schapiro, Walter Benjamin, Rosalind Krauss e Theodor W. Adorno) e in parte tradotti qui per la prima volta (Clement Greenberg, Leo Steinberg e Arthur C. Danto), hanno inserito i diversi contributi in una successione cronologica e tematica di intelligente chiarezza. Su un baricentro necessariamente orientato oltreoceano, la lunga e felice stagione formalista, impersonata da Greenberg e radicata sulla base teorica delle "emozioni estetiche" di Fry, è messa a confronto con la visione storicistica di Schapiro, con gli effetti della riproducibilità formulati da Benjamin, con il pensiero di chi ha osservato e interpretato il postmodernismo (gli "atri criteri" di Steinberg e la messa in crisi dell'idea di originalità di Danto e Krauss), per concludere con la riflessione più aggiornata di Adorno sul concetto di avanguardia. L'autonomia dell'arte, i suoi attacchi ma anche le sue connivenze con l'industria culturale, le sue spinte di emancipazione e il suo rapporto con lo spettatore sono temi su cui oggi, quando ancora il contemporaneo si presenta come sentiero impervio su cui avventurarsi ben equipaggiati, è utile continuare a soffermarsi.
Sara Abram

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