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James G. Ballard

Editore: Fanucci
Anno edizione: 2007
Pagine: 256 p. , Brossura
  • EAN: 9788834713532

Recensioni dei clienti

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    Michele

    11/11/2008 14.53.29

    In effetti è noioso e prevedibile. Voto 2, solo perché mi ha consentito di vincere una mia antica inibizione, che mi impediva di abbandonare la lettura di un libro prima della fine, trascinandomi così in una spirale di confittualità tra la irresistibile noia provocatami dal libro in questione e la sensazione di vuoto ad ogni tentativo di lasciar perdere . Battaglia vinta: questo l'ho lasciato senza soverchi rimpianti a pagina 80 e rotti, quando ho capito bene dove si andava a parare e mi son detto: "e a me?".

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    maurizio .mau. codogno

    06/09/2008 11.43.18

    Quando si inizia a leggere questo romanzo la prima domanda che ci si fa è "ma cosa si era fumato Ballard quando lo scrisse?", seguita subito dalla constatazione che è fin troppo ovvio che ai tempi nessuno pensò di prenderne i diritti per l'italiano. Blake, il protagonista, è un erotomane con tendenze omicide, oltre a una serie di altre turbe psichiche, il che significa che tutta la storia, visto che è narrata in prima persona, risulta schizofrenica e inabile per varie decine di pagine a focalizzarsi su un racconto coerente... il che oggettivamente è indice di bravura. Il sobborgo della Grande Londra chiuso tra un'ansa del Tamigi e l'autostrada, dal quale Blake pare non poter più sfuggire dopo essere precipitato (e morto?) con il superleggero che aveva rubato, assomiglia quasi a un territorio inesplorato popolato da una tribù sconosciuta. Man mano che il testo scorre ci si avvicina a una certa comprensione della storia, anche se il tutto continua ad avere un'aria ben poco reale, con Blake che diventa un dio molto locale per tutta la popolazione fino all'epilogo, con i suoi fedeli che prima l'ammazzano e poi vengono portati in cielo (letteralmente) da lui. In definitiva, se vi piace lo stile di Ballard e l'immaginazione erotica (ben tradotta) il libro vi andrà benissimo, altrimenti lasciate perdere. Ah, a pagina 27 la parola "ani" era in realtà "anni", ma il correttore di bozze deve essere stato trascinato :-)

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    Joe123

    30/05/2008 18.45.27

    Niente di strano che abbiano aspettato trent’anni per pubblicarlo. Questa storia di un messia pagano, un po’ D.H. Lawrence, un po’ Bacco, un po’ Saint-Exupéry riesce di una noia mortale. Il registro luminoso non è molto congeniale a Ballard, a meno che la luce non sia quella gelida e iridata delle gemme (come nel magnifico “Foresta di cristallo”). La sua prosa secca non può gestire le profusioni barocche di cui la vicenda è interamente fatta, e finisce per ridurre tutto ad un tedioso elenco di descrizioni e/o metafore. Senza dubbio la sua cosa meno interessante. Piuttosto che raschiare il fondo del barile, Fanucci poteva magari ripubblicare “Terra bruciata” o “Vento dal nulla”, esauriti da troppi anni.

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    Vittorio Caffè

    21/10/2007 18.33.22

    Era ora che lo traducevano! Risale agli anni Settanta, ed è un romanzo importante di Ballard. Ci hanno messo trent'anni, e questo dimostra come sta l'editoria italiana. Comunque, meglio tardi che mai...

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