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L' altra mammella delle vacche amiche (un'autobiografia non autorizzata) - Aldo Busi - copertina

L' altra mammella delle vacche amiche (un'autobiografia non autorizzata)

Aldo Busi

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Editore: Marsilio
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 26 novembre 2015
Pagine: 467 p., Brossura
  • EAN: 9788831723411
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Aldo Busi

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Amare per sempre attraverso la carta che scrivi o che leggi non è meno intenso e incomprensibile dell'amare attraverso il cuore del momento. Tutto, ma proprio tutto, è così reale!

Sapendo di non avere nessuno da cui copiare, stavolta Aldo Busi ha deciso di plagiare se stesso. Ma "L'altra mammella delle vacche amiche" non è affatto il riciclo di "Vacche amiche" e nemmeno il suo seguito o la sua riscrittura: ne è lo sradicamento finale in forma di romanzo, il salto mortale della letteratura dalla padella della sessualità, umana a parole e maialesca nei fatti, alla brace politica della carne soprattutto femminile, e cotta a puntino. Quante finte amiche premono e si accalcano in queste pagine sperando di apparire uniche, diverse dalle altre, tutte vacche al trogolo. Sono donne a priori e a oltranza, petto in fuori e psiche in dentro, impazienti di farsi macellare, insaccare e mettere in vendita, meglio se da uno scrittore imprendibile, ricco non solo di sense of humour ma anche di disarmante tenerezza, con la sua capacità di cogliere, in una fetta di salame tagliata di sbieco, il trasalimento di un'emozione in agguato sin dall'infanzia. Ed eccoci precipitare nel gorgo di un intrigo dagli esiti innumerevoli e apertissimi, tanto più labirintico in quanto chi lo ordisce lo fa a propria insaputa. Tocca al lettore scioglierne i nodi, incluso quello che chi crede di sapere tutto delle storie che trama nemmeno sospetta e il cui bersaglio, ovviamente, è lui. Tra troppi seni e protesi determinati a mungere l'uomo con la scusa di offrirglisi, la mammella più generosa e giocosa è ancora quella dello scrittore...
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    lorena

    04/01/2016 11:08:12

    Il nuovo romanzo di Busi è la conferma che lo Scrittore non ha permesso al romanzo in Italia di morire , anzi l'ha obbligato a vivere ; racconta dell'eterna disputa nell' amicizia tra donna e uomo, non sempre possibile e facile poiché si inserisce in un aspettativa di pregiudizi.La vita di donne si intrecciano nella vita dello scrittore, sembrano quasi irreali ma sono vere perché reali sono i sentimenti che le generano; una delle 'vacche amiche' non capisce il più bel complimento che le rivolge lo scrittore (attore principale di questa commedia comica-tragica ) 'le manca solo un uomo ed è perfetto ' perché, come tutte le donne, è in cerca di un maschio macho, dell'uomo che dorme nel suo letto senza rispettarla e spingerla ad essere una persona, una donna che non si libera dall'essere la costola di Adamo , pronta solo ad essere sfruttata e muoversi nella pantomima del maschio. Il romanzo ha il ritmo sensuale del tango dove lo Scrittore ci invita a partecipare alla festa in cui il corpo e la mente sono coordinati e completati in un intreccio politico e privato. Altra tematica del romanzo è la corruzione della nostra nazione, Busi, in tutta la sua opera, fa risaltare questa malattia, il tumore che ci sta uccidendo e che lasciamo incurabile, non si ha la capacità di guarire ma neanche di diagnosticare nel nostro intimo. Il libro è un ulteriore invito a ritornare in noi stessi, alla nostra natura di pensiero senza farci intrappolare in pregiudizi generalmente imposti da un potere che ci vuole imbavagliati; è un porgere l'altra mammella della letteratura per poterci alimentare.

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    lorena

    31/12/2015 16:28:22

    Questo è un romanzo velato da un grande dolore, dettato dall'odio e dall'amore, odio per cittadini che non vogliono riscattarsi, restando impigliati ed esiliati nei loro preconcetti personali non accorgendosi che se il dolore, e l'odio che vi nasce, non è vissuto collettivamente è inservibile e nella sua inutilità fa sorgere solo debolezza e schiavitù ad un potere corrotto. La corruzione è l'altro grande male di questa così detta nazione, Busi, in tutta la sua opera, fa risaltare questa malattia, il tumore che ci sta uccidendo e che lasciamo incurabile, non si ha la capacità di guarire ma neanche di diagnosticare nel nostro intimo. Dolore per l'amore perso, offeso, egoista, incompreso e sfruttatore, l'amore dimenticato o mai incontrato, l'amore che ha girato le spalle per pregiudizi o per non aver visto chi lo stava cercando , L'amore non dovrebbe mai nascere solitario, o per se stesso, ma nell'azione pubblica e nella condivisione dei suoi motivi; dall'amore nascosto, segreto, lo scrittore fugge ma anche dal sentimento che vuole 'qualcosa in cambio come se l'amore fosse una compravendita di convenzioni, nel romanzo si esprime attraverso il rapporto con le 'vacche amiche' che porgono le loro mammelle cercando sempre una risposta da sfruttare, difficile amare senza altre intenzioni, difficile innamorarsi senza attendere un dono, o un interesse maggiore. Le donne descritte nel romanzo sembrano surreali, ma sono vere perché reali sono i sentimenti che le compongono, Miriam non capisce il più bel complimento che le rivolge lo scrittore 'le manca solo un uomo ed è perfetto ' perché, come tutte le donne è in cerca di un maschio macho, dell'uomo che dorme nel suo letto senza rispettarla e spingerla ad essere una persona, una donna che non si libera dall'essere la costola di Adamo pronta solo ad essere sfruttata e muoversi nella pantomima del maschio. Busi con l'ennesimo capolavoro, non ha permesso al romanzo in Italia di morire anzi lo costringe a vivere.

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    Massimiliano Gherardi

    28/12/2015 19:10:28

    Dopo la truffa delle banche ci mancava pure la truffa dei libri. Questo libro è il copia-e-incolla di "Vacche amiche", uscito pochi mesi fa; intere pagine sono prese pari pari da lì. Ma, quel che è peggio, è che le restanti pagine sono il copia-e-incolla dei libri di Busi già pubblicati: vuoto formalismo che vorrebbe essere brillante ma, alla lunga, risulta solo stucchevole; ripetizione di temi già trattati; autoreferenzialità ombelicale; personaggi con nomi grotteschi e storpiati per far risaltare meglio la presunta superiorità etica ed estetica dell'autore; e via via di questo passo per tutti gli stereotipi busiani che ormai si ripetono fissamente (direi nevroticamente) da "Seminario" in poi: quindi una perdita secca per ogni lettore che aspiri a passare qualche giorno in compagnia di un un'opera letteraria degna di questo nome, e in più con l'aggravante del raggiro. Alla luce di tanta fiacchezza risulta davvero esilarante la presentazione sul risvolto di copertina, per cui "Sapendo di non avere nessuno da cui copiare, stavolta Aldo Busi ha deciso di plagiare se stesso". Il 'bello' (si fa per dire) è che qualcuno ci crede pure e grida al miracolo; la qual cosa si commenta da sé e basta da sola a far intendere a chi volesse incautamente cibarsi di tanta arte di che pasta è fatta questo libro. Molto più onesto sarebbe stato ammettere di essere a corto di idee, di argomenti, di stile. Quindici euro buttati al vento.

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    Antonio Coda

    22/12/2015 11:04:12

    Salve Maria. Come Busi scrive negli ultimi due libri: siamo al delirio del cattivo infinito, ogni testo produce un codazzo, ehm, di glosse che perdono subito il focus e spandono congiuntivite. Uno scambio tra lettori nel settore dei gradimenti di una libreria virtuale lo trovo sfiziosamente comico, per fortuna c'è chi bada al concreto come Marco Ghizzoni che ieri per "La Provincia" di Cremona ha scritto una bella recensione su "L'altra mammella". Confido nella resipiscenza dei moderatori di IBS che ci braseranno pietosamente via assieme alle ochetterie, le schede della biblioteca e gli orfanismi: a me, dico, il romanzo è piaciuto per com'è scritto, per la sua lingua e per la sua innovazione formale sorniona e determinata, poi con i libri non m'interessa andarci d'accordo, anzi: meno ci vado d'accordo più gli vado dietro. È di ieri sera la mia lettura della "Claudine a scuola" di Colette, e è da come anche questa opera dialoghi invisibilmente con quelle di Aldo Busi che mi si conferma l'evidenza del restare all'interno della storia in evoluzione del romanzo europeo e occidentale. Poi di bello c'è che ognuno è critico a modo suo: personalmente penso che un approccio critico verso "Vacche amiche" e "L'altra mammella delle vacche amiche", autonome quanto a fruizione e risultato estetico finale complessivo e che vivono benissimo l'una senza l'altra, offra una esperienza di lettura inedita, intrigante e piacevolissima. I miei terzi saluti. Coda.

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    maria fiasco

    21/12/2015 09:33:59

    E' un piacere ritrovare i suoi giri dell'oca Sig. Coda, anche lei come me orfanello di Altriabusi. Tengo a scusarmi per le parole usate nella recensione, sono fumantina e impulsiva, ma ne ribadisco il senso e non è, come pensa lei, una questione economica. Soldi ne abbiamo pochini, benedico la Bibioteca Comunale e raramente acquisto libri di altri autori, ma quando esce un nuovo Busi sono sempre contenta, perché certe pagine scritte da lui mi incantano e perché mi trovo quasi sempre d'accordo con il suo pensiero, epperò questo non mi impedisce, quando è il caso, di essere critica nei suoi confronti. Tutto parla.....nessuno ascolta.....parliamo tutti e ognuno con il suo linguaggio, beato e dannato lo scrittore che ci sa capire. Ossequi. mf ps: alzo il voto, personalmente rimane 1, per chi non ha letto "Vacche amiche" è un buon libro

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    Antonio Coda

    18/12/2015 12:56:41

    Ieri, letto il saggio "Lacuna" di Gardini, un atto di omaggio alla letteratura e al piacere di leggere, mi sono detto: come omaggio alla stessa letteratura sprezzo il ridicolo e da lettore infine fissatello (alla passione che può essere solo gratuita non crede più nessuno) immagino un dialogo tra senzienti anche tra le recensioni di IBS e voglio rincuorare 'maria fiasco' perché non impazzisca: per "Vacche amiche" ha pagato 177 pagine, "L'altra mammella" ne ha 467, volendo fare i brutaloni ha pagato per le circa 300 pagine inedite oltre che per le riscritte e le ridislocate, insomma ci è andata bene in ogni caso; non c'è inganno, c'è la scrittura del disinganno più totale invece che rielabora sé stessa e da storia mentale di una notte diventa il romanzo di una vita. Poi ha ragione Iulia (alias 'gloria' alias 'saverio' alias 'antonio c.', ma IBS è pieno dello stesso hater che si ricicla spassatempando così, d'altronde anche tal 'Simona' ha il suo clone, eccetera eccetera): non è la storia di un contadino bucolico ma, come da Balzac al suo esergo, è una turbinosa biografia della nazione. Mi scuso per aver duplicato la mia recensione. Saluti. Antonio Coda.

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    maria fiasco

    15/12/2015 13:37:33

    Ma sto impazzendo o la prima metà del libro è la ristampa di "Vacche amiche"? C'è qualcuno che possa darmi una spiegazione? Mi sento truffata per avere acquistato un libro che, in parte, ho già letto pochi mesi fa.

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    Iulia

    10/12/2015 09:37:28

    Dal titolo pensavo fosse un libro bucolico, elegiaco, avente per protagonista un pastore o un contadino che vive a contatto con gli animali e la natura. Profonda delusione!, è solo il libro di un pagliaccio delirante e arrogante.

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    Mario

    03/12/2015 17:46:07

    Quello su quest'ultimo capolavoro di A. Busi è un parere che non osa pronunciarsi, ma che si è completamente arreso alla bellezza dell'opera. Mi ha travolto persino fisicamente, tanto che ancora adesso, a distanza di tre giorni dalla lettura dell'ultima pagina (mi ha seguito ovunque andassi, anche nei momenti in cui sapevo benissimo che non avrei avuto né il tempo né la possibilità di leggerlo!), mi ritrovo a portarmi in giro per casa L'altra mammella... Incapace di separarmene e lasciarla andare. Se Vacche amiche era essenzialmente perfetto, L'altra mammella delle vacche amiche ne è la figlia, ha ereditato, a sua volta, non solo la perfezione materna, ma è anche altro, possiede una bellezza allo stesso tempo superiore e diversa, più evoluta, più complessa, più opulentemente seducente, giovane, vitale...

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    Antonio Coda

    01/12/2015 00:39:10

    Mancano cinquanta pagine alla fine della mia prima lettura di questo romanzo a cui non manca niente, non un sorriso, una smorfia, un urlo, un bruscolino in un occhio che no, non darà lacrima neanche questa volta, giusto una gocciolina lubrificante e via, ci si rimette in movimento e a fare notte e a fare l'alba con gli uomini e le donne e i loro drammi tutti da ridere per non farsi buttare giù né da una torre né da una nazione che ha staccato la spina dorsale e che ha sempre meno lingua per raccontare e quindi conoscere e riconoscere sé stessa. Nel romanzo di Busi la lingua italiana si è raccolta per ripartire all'attacco, e se sa essere così bella la nostra lingua perché infeltrirla nella solita omertà su tutto? Aldo Busi la scrosta, le ridona ogni sfumatura di colore e la stende al sole, splendente e chiacchierina. Porto con me il romanzo da cinque giorni con oggi: prendiamo la metropolitana per andare a lavoro, ci diamo appuntamento in pausa pranzo o la sera per un bicchierino di vino novello offerto dagli amici; in fila alle Poste, nel market aspettando il turno alla cassa, in auto nella speranza si liberi un buco per parcheggiarcela, davanti a un lago mentre viene giù l'umido e mi arrotolo la sciarpa attorno alla gola o godendomi il sole invernale all'aperto e non si può ben dire se ti ghiaccia o se ti infiamma di più, e nemmeno del romanzo si può dire, e è bellissimo anche per questo.

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  • Aldo Busi Cover

    L'esordio letterario risale al 1984 con Seminario sulla gioventù. Considerato uno dei maggiori scrittori italiani, è anche apprezzato traduttore letterario. Ha tradotto diversi libri tra cui Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll e Intrigo e amore di Friedrich Schiller. Tra le sue opere: Vita standard di un venditore provvisorio di collant, Sodomie in corpo 11, Altri Abusi, Le persone normali, Vendita Galline km 2, Manuale del perfetto single, La signorina Gentilin dell'omonima cartoleria, E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?, Casanova di se stessi, Dritte per l'aspirante artista (televisivo), Aaa!, Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo, Vacche amiche (un'autobiografia non autorizzata), La camicia di Hanta, Seminario sulla gioventù-Seminario... Approfondisci
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