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Margaret Atwood

Traduttore: F. Bruno
Collana: Scrittori
Anno edizione: 2014
Pagine: 550 p., Brossura
  • EAN: 9788868331900
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    Roberto Agostini

    09/10/2014 10.21.05

    A conclusione della sua trilogia fantascientifica, la scrittrice canadese, che avrebbe vinto il Nobel se non fosse andato a Munro, appone il sigillo della speranza: l'esile filo del futuro della nostra specie è nelle fragili mani delle due varianti sopravvissute al cataclisma generato dalle manipolazioni genetico-ambientali operate da uno scienziato folle, il cui nome Crake richiama la distruzione. Lo stesso artefice è scomparso, dopo aver voluto sostituirsi al Dio creatore. I pochi rimasti si dividono fra gli ecologisti della setta dei Giardinieri di Dio - ma un Dio diverso, benevolo ed empatico - e gli esponenti dei nuovi uomini usciti dai laboratori, che mantengono nel nome la loro origine artificiale, i Crakers. Esistono poi, come minacce sullo sfondo di questo universo precario, in attesa di assestarsi (ma quando? e perché? le due fondamentali domande del libro), i gladiatori omicidi detti Painballers reduci dalle arene televisive insanguinate, e una varietà di animali ibridi, mostruosi, feroci o mansueti, perché l'immaginazione di Atwood è molto inventiva, come del resto ogni autore di fantascienza dev'essere. Ma il pensiero dell'autrice è saldo, dietro le fantasie si celano contenuti precisi e soprattutto l'accusa alle due maggiori cause distruttive, le tecniche sia biogenetiche sia informatiche, entrambe capaci di realizzare quella virtualità che originando da artifici sostituisce, fino a ingoiarla, la realtà effettiva, naturale. Fra un secolo le trasformazioni del mondo, quello raccontato e in cui possiamo dis-conoscerci, diverranno incontrollabili. Sotto accusa il potere tecnocratico, che scinde la realtà, e la stessa società divide in ambiti incomunicabili, che ricordano la polarizzazione fra una ristretta èlite e la vasta plebe, o sottoproletariato, dei nostri tempi. Alcune eroine nel romanzo sono disponibili alla rinascita, con il concorso dei pochi uomini che hanno ripudiato la violenza. Ma è un bambino Craker il futuro, sorprendente variabile.

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