L' amore addosso

Sara Rattaro

Collana: Pandora
Anno edizione: 2017
Pagine: 252 p., Rilegato
  • EAN: 9788820061517
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 14,36

€ 16,90

Risparmi € 2,54 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Roberto

    07/10/2017 09:11:25

    Ho letto questo libro tutto d'un fiato una domenica pomeriggio e mi sono smarrito in quella vicenda d'amore complicato... Un libro che mi ha fatto riflettere e soprattutto immedesimare nei personaggi. Uno spaccato di vita quotidiana così reale e così vicino alle vicende comuni della vita. Da leggere; lo consiglio.

  • User Icon

    dentrounlibro (on Instagram)

    18/09/2017 09:02:19

    “Devi portarti addosso un dolore enorme” “No, addosso mi porto tutto il suo amore” “L’amore addosso” racconta la storia di Giulia, una donna divisa a metà. Moglie di Emanuele e amante di Federico. L’amore addosso è un romanzo sul tradimento, anzi i tradimenti, non solo quello di coppia, ma anche quello tra madre e figlia, quello più devastante e doloroso. Sarà Rattaro ci mostra l’inconsistenza di ogni relazione e come ognuno di noi sia chiamato a prendere coscienza delle proprie decisioni e delle proprie inevitabili responsabilità. Non ci troviamo di fronte alla classica storia di un triangolo amoroso. Qui c’è molto di più, molto di quello che non è permesso vedere al resto del mondo, lì dove l’apparenza sembra essere vitale. Sara Rattaro ha il grande dono di avere questo talento, quello di scrivere per le persone, di scrivere delle persone. Per questo motivo il suo ultimo romanzo vi catturerà pagina dopo pagina, vi farà provare sentimenti contrastanti e vi farà capire come la vita possa cambiare in pochi attimi.

  • User Icon

    Giulia

    03/09/2017 10:31:31

    Incuriosita dalle recensioni positive ho acquistato il libro...ma che delusione! La storia di per sè poteva essere interessante, ma l'autrice l'ha resa banale, poco profonda e a tratti assurda, con "colpi di scena" che neanche in un cartone animato, i discorsi sono spiccioli e le situazioni sono sempre troppo sbrigative, non ti coinvolge e non riesci ad affezionarti ai personaggi.

  • User Icon

    Ombretta

    30/08/2017 10:26:57

    Sara Rattaro riesce sempre ad emozionarmi con i suoi racconti del nostro quotidiano. Anche questo libro non mi ha deluso. Certo poteva essere migliore. Non mi sono piaciuti i corsivi. Avrei preferito avesse dato un pò più di coraggio alle donne protagoniste. Lasciare fare la cosa giusta solo agli uomini....non mi ha convinta molto.

  • User Icon

    Isa

    30/08/2017 08:39:42

    "La verità e' quasi sempre una storia raccontata a metà." - "Non esiste un tempo giusto per diventare grandi. Ne esiste uno perfetto per crescere." - "Non importa quale sia la luce che ci illumina. Importa che ci sia qualcuno disposto a guardarci."

  • User Icon

    dentrounlibro (Instagram/blog)

    01/08/2017 06:16:22

    Cosa bisogna fare quando l'amore arriva all'improvviso, ti travolge, ti rimane addosso senza lasciarti via d'uscita? Giulia sa bene cosa vuol dire sentirsi sbagliata, e sa anche cosa vuol dire amare l'uomo sbagliato. Sara Rattaro ci racconta la storia di un amore travolgente, quello tra Giulia, moglie di Emanuele, e Federico, il suo amante. Ho letto altri suoi libri, e anche questa volta sono rimasta di stucco. Mille emozioni, mille colpi di scena, un solo libro. Consigliatissimo!

  • User Icon

    nicoletta

    27/07/2017 11:48:07

    Ho letto tutti i libri di Sara ma questo e' sicuramente quello che mi e' piaciuto di meno: l'argomento banale, la prosa non coinvolgente, la storia non scorre e non coinvolge a mio parere . Ma so e conosco la sua indubbia capacita' per cui aspetto il prossimo libro !

  • User Icon

    Vicari Marcellino

    09/06/2017 19:23:51

    Addosso: un avverbio dai molti significati, ma tutti legati ai concetti di intimità, contatto e vicinanza. Sara Rattaro l’ha accostato all’amore e questo fa intuire in quante forme questo sentimento si manifesta nel romanzo. Questa vicenda, a differenza della precedente opera, è frutto della fantasia, ma l’amore diventa comunque palpabile realtà: entra, avvolge, stritola, accarezza, devasta, esalta, modella, trasforma, impregna, colora e profuma ogni pagina del libro. I personaggi sembrano non poter farne a meno. Giulia, la giovane protagonista, lo vive in tutte le sue declinazioni. Da madre, con sofferenza e rimpianto, ma anche da figlia poiché subisce il soffocante amore di una madre pervasiva e raccoglie l’amore di un padre troppo preso dall’insegnamento per contrastare l’irruenza della consorte. Da moglie vive l’amore di un uomo di successo, la cui aura si incrina per una perdonabile debolezza, mentre da amante cerca l’amore clandestino in ogni momento in cui può ritagliarsi del tempo, affamata di baci e carezze. Emanuele, il marito, ama perdutamente Giulia. Federico, l’amante, vive con Giulia un affetto intenso, profondo, passionale e irrinunciabile. Ilaria, la sorella, coglie l’aspetto utilitaristico dell’amore, volendo sposare un promettente e ricco professionista. Il cognato soffre per l’impossibilità di vedere il figlio e deve rinunciare a dargli il suo amore paterno. Il lettore vive, respira, assorbe l’amore per tramite dei personaggi straordinariamente definiti dalla talentuosa Sara che non scivola mai nel banale, pur con un argomento così sfruttato in ogni forma d’arte. La storia scivola via con sorprendete leggerezza e ogni pagina ti lascia un pezzetto di anima, un frammento di vita, una briciola di passione che non rimane mai sulla pelle, ma penetra dentro con facilità, come una profumata crema idratante. Sì, idratante! Perché un cuore arido troverà in questa storia l’acqua che gli permetterà di rinverdire.

  • User Icon

    Marco

    02/06/2017 10:57:56

    Mi è piaciuto. L'ho letto in pochissime ore. Una storia molto coinvolgente!

  • User Icon

    RossaMina

    22/05/2017 09:25:27

    Anche a me la fine è sembrata un pò troppo sbrigativa, ma pensandoci bene non era lì che l'autrice ci voleva portare, ma le è piaciuto raccontarci delle sfaccettature dell'amore addosso, che sia filiale, coniugale o clandestino.

  • User Icon

    Vale1575

    27/04/2017 23:12:36

    Idea interessante e svolta in modo avvincente fino a metà libro. Poi il precipizio.la centralità della maternità ( strappata o conflittuale che sia) è evidente,ma nella seconda parte del libro prende, a mio parere ingiustamente, il sopravvento su tutto il resto. Così si appiattiscono gli altri sentimenti che vengono descritti frettolosamente ed in modo superficiale. Dal grande amore per Federico al nulla, dimenticato, spazzato via come se nulla fosse. Dal " non ti amo " sussurrato, a tutto "come prima.". Certo la protagonista è in confusione, ma così pare, almeno a me, sinceramente eccessivo.Ci sono spunti di riflessione, che però restano in sospeso, che non sono approfonditi. Forse i troppi aspetti di cui si vuole trattare ( amore, matrimonio,tradimento, genitorialita, amicizia, etc) sono, appunto troppi e risultano così sacrificati un una trattazione discutibile. Il finale, un po' da libro cuore, mi è sembrato tirato via e forzato.

  • User Icon

    Barbara

    20/04/2017 15:34:06

    il libro è molto bello, coinvolgente, da leggere in un fiato. l'unica nota leggermente negativa è la fine che ho trovato troppo sbrigativa. Consiglio vivamente!

  • User Icon

    Sara P

    18/04/2017 20:37:44

    Tanto mi aspettavo dalla buona penna di Sara Rattaro, tanto sono rimasta delusa. A mio parere si sfiora il romanzo rosa anni 90, e ho trovato ben poca sostanza. Il finale poi, sfiora l irrealtà, come forse tutto il libro. Tanto reale e crudo fu splendi piu che puoi, con questo purtroppo non ci siamo. Peccato.

  • User Icon

    Marco Appiano

    26/03/2017 11:19:52

    Giulia accompagna urgentemente in ospedale un uomo che si è sentito male. Non è un uomo qualunque, uno sconosciuto che lei ha soccorso in spiaggia come dice a tutti. E' il suo amante, e tutto il dolore che sente, se lo deve tenere per se, non lo può esternare. Nello stesso momento, nello stesso ospedale, viene portato un altro uomo, vittima di un incidente stradale. E' il marito di Giulia e non era da solo, in macchina, al momento dell'impatto. Era con una donna e Giulia lo sa. Da questo folgorante incipit parte una storia fatta di presente e di flashback. Sara Rattaro ci racconta quello che succede a Giulia, perché si trova in questa situazione e quanto il destino, su scelte fatte da noi, si possa divertire poi a scombinare le carte e rendere tutto imprevedibile. Se non fosse successa quella cosa, se non avessi travisato quello che ho visto, se non fossi andata a quella presentazione di un libro, se non avessi cercato altrove ciò che credevo non avere più, se non avessi voluto in qualche modo vendicarmi, se.... Ma la vita non è fatta di se, è fatta di scelte che la condizionano, la cambiano, la stravolgono. Giulia ne sa qualcosa, e porta dentro se un segreto che è fonte costante di rimpianto. L'amore addosso è una storia forte, potente, con personaggi memorabili che restano impressi nella memoria del lettore. C'è tantissimo in queste preziose pagine. C'è la sorpresa di riconoscersi in situazioni che si sono vissute, in drammi che ti hanno attraversato, in pensieri che ti hanno sfiorato, in dubbi che ti hanno assalito, in parole non dette per paura, per pudore, per timore di ferire. C'è una storia che inchioda il lettore alle pagine, perché Sara ha l'arte di saper raccontare, e lo fa benissimo. Dopo due libri basati su accadimenti realmente avvenuti, torna a scrivere una storia totalmente sua e lo fa con la sua scrittura precisa e lucida, scevra da orpelli e ghirigori linguistici, dimostrando, ancora una volta, di essere una vera e bravissima narratrice.

Vedi tutte le 14 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Alcuni libri, più di altri, possiedono una forza intrinseca che colpisce allo stomaco. Una forza che ti trascina nella storia, ti coinvolge facendoti provare tutte le emozioni possibili e anche di più. L'amore addosso di Sara Rattaro è uno di quei libri. Uno di quelli che sconvolgono e lasciano senza fiato, uno di quelli che va vissuto fino in fondo, anche quando fa troppo male.
La penna di Sara Rattaro, delicata ma incisiva, ha dato vita a una storia intrisa di un realismo disarmante in cui a essere protagoniste sono le grandi e le piccole fragilità dell'animo umano, che assieme possono annodare una vita intera e soffocare i sogni. Lo sa bene Giulia, la protagonista, prigioniera della propria debolezza e delle bugie: le proprie e quelle altrui.
Ammetto di essermi avvicinata a L'amore addosso in punta di piedi, spaventata dalla consapevolezza che il tema centrale del romanzo fosse il tradimento. Ma ben presto mi è stato chiaro che il mio timore era mal direzionato. Non avrei dovuto aver paura che Sara Rattaro mi avrebbe deluso con una storia che cercava di legittimare il tradimento, ma avrei dovuto temere che il mio cuore non sarebbe uscito indenne dall'uragano di emozioni che il libro è capace di donare.

Perché questo è un mondo dove non ce la fai a stare in piedi se sei davvero te stesso. Se dici quello che senti, se gridi quello che provi. Devi trovare l’abilità di essere prima qualcosa e poi qualcos’altro, ma non tutto insieme, altrimenti il sistema rischia di esplodere.
Tanto bello quanto straziante e inaspettato, questo romanzo stringe il cuore in una morsa e costringe alla riflessione sul perdonarsi e il perdonare. Ma, ancor di più, porta a interrogarsi sull'importanza della verità nuda e cruda, senza filtri, senza le mezze misure a cui ormai tutti quanti siamo abituati. Perché una verità negata, nascosta tra le frange di un tappeto, che urla in silenzio e con disperazione per essere ascoltata, può scavare solchi nel petto.
Ne è la prova Giulia, che apparentemente sembrerebbe essere il ritratto della donna perfetta: bella, felice, innamorata di Emanuele, un marito adorabile e supportata dalla famiglia. Ma ogni ritratto, si sa, nasconde delle crepe e quelle di Giulia sono tanto profonde da racchiudere una storia a sé. Quella di una figlia delusa da una madre esigente ed egoista, che le ha tarpato le ali e le ha inferto ferite che bruciano anche a distanza di anni. Quella di una moglie infelice, che trova la passione tra le braccia di qualcuno che non è suo marito. Quella di una donna i cui equilibri precari si poggiano su fondamenta fragili fatte di insicurezze striscianti e sentimenti taciuti.

È sempre bello innamorarsi. Si, è sempre bello anche se non puoi vivere l'amore, se ti devi nascondere o se sai che da adesso in poi non dormirai più. Ma, nonostante le avvertenze scritte in rosso, ti senti appagato, vivo e così giovane da pensare di ipotecarti ancora il futuro. Perché a innamorarsi e a fare follie non sei quasi mai tu, ma la parte migliore di te, e questa a volte sembra essere più che sufficiente per infilarsi in un mare di guai.

Giulia nasconde bene le ombre della sua storia, vivendo momenti di fugace folle felicità, alternati alla vita che sembra esserle stata cucita addosso contro la sua volontà. Tutto cambia quando le ombre bucano la superficie incontrando bruscamente la realtà. Quando le due vite di Giulia collidono, ogni cosa crolla e si scontra, in un susseguirsi di colpi di scena e momenti strappacuore, ma anche di redenzione e amore.
L'amore addosso è un romanzo che ti investe come un treno in corsa e ti lascia con uno strano misto di amarezza e di gioia. La penna di Sara sa come farti a pezzi a colpi di rivelazioni strazianti, ma anche ridurti in lacrime per la commozione e la tenerezza. Preparatevi a essere sopraffatti dalla tempesta di sentimenti che scatenerà in voi così come alla meraviglia che racchiude il viaggio di Giulia.
Perché quella che Sara Rattaro ci ha raccontato è sì una storia di tradimenti, ma non è quello amoroso a essere il fulcro di ogni cosa. Bensì quello di una madre nei confronti della propria figlia. L'amore addosso è un romanzo toccante e audace, che si legge in un battito d'ali e lascia il segno.

Recensione di Glinda Izabel


“Arriva il momento in cui le nostre vite non sono più quelle di prima. Affrontiamo le nostre paure, accettiamo la sfida e ammettiamo di essere innamorati. E, a volte, scopriamo che quel cambiamento è proprio la risposta alle nostre preghiere” (p. 87).

Giulia sta passeggiando sulla sabbia in riva al mare insieme al suo amante Federico. Pochi secondi insieme e lui si accascia al suolo. Un infarto. Giulia chiama i soccorsi ed inizia la corsa in ospedale. Ma non è sua moglie, è solo una sconosciuta che ha cercato di salvargli la vita e i medici non la lasciano entrare. Nello stesso istante il marito di Giulia, Emanuele, ha un grave incidente in auto e viene ricoverato nello stesso ospedale, dove viene sottoposto a diversi interventi. Due uomini e una sola donna. Quella donna che la sua famiglia, specialmente la madre, vuole “perfetta”: moglie modello, lavoratrice instancabile ed una madre premurosa. Ma Giulia è prima di tutto Giulia, tutt’altro rispetto a come gli altri la vogliono e più la si vuole imbrigliare, più lei scalpita e scappa. Nel profondo del suo cuore c’è un segreto, che nasconde per volere della madre, ma il dolore è troppo forte per tenerlo dentro e prima o poi Giulia dovrà affrontarlo per trovare quella serenità che non ha mai provato in vita sua.

“Vogliamo sapere la verità. La desideriamo più di ogni altra cosa. Frughiamo nelle tasche e controlliamo umori e telefonate. Lo facciamo perché siamo convinti di poterla affrontare e, se questa sembra sfuggirci, ci intestardiamo come muli senza prendere in considerazione che forse sarebbe meglio non sapere” (p. 212).

Mi ci sono voluti sei romanzi di Sara Rattaro per capire il suo segreto: la frase “arriva dritta al cuore” la lascio ad altri recensori, critici e giornalisti; che si parli di un handicap in famiglia, di violenza sulle donne, o di tradimento, le storie che ci propone Sara non sono solo verosimili, ma TI possono accadere veramente. Ecco che quindi il lettore non solo ascolta o legge il racconto proposto, ma si immedesima a tal punto da farlo suo, come se gli potesse accadere. Perché, come scrive lei nelle prime pagine di quest’ultimo romanzo, il dolore è sempre degli altri (la sirena dell’ambulanza non è mai nostra), e se invece per una volta lo fosse? Inoltre il tema del tradimento viene trattato nel romanzo con diverse sfumature: cos’è veramente il tradimento? Se c’è l’atto fisico è tradimento e se non c’è non lo è? Chi decide cosa è giusto o sbagliato? Mentire per proteggere o parlare per non nascondersi? E infine qual è il segreto della felicità: chi si accontenta gode, dicono, ma chi gode si accontenta?

“Siamo animali abitudinari, per questo resistiamo al cambiamento più di qualsiasi cosa e ogni variazione di stato deve essere benedetta dagli altri” (p. 241).

Recensione di Marco Cattaneo.


Un ospedale. Due uomini ricoverati. Due incidenti, in luoghi e circostanze diverse.  Due rampe di scale, a dividere le stanze nelle quali si trovano. Due vetri, oltre i quali c’è chi aspetta con ansia che le loro condizioni migliorino. Una sola donna dietro entrambi, il suo nome è Giulia.

«Ci sono molti modi per scoprire come stanno le cose. Possiamo fare domande, consultare un manuale o affidarci al destino. [...] Esiste un momento preciso nel destino di ognuno di noi in cui una cosa diventa chiara: siamo sempre noi gli unici responsabili delle nostre azioni.»

Giulia ha quasi quarant’anni e la sua vita scorre veloce su due binari paralleli che fatalmente s’incrociano per caso nella sala d’aspetto di un ospedale.
È lì, che corre in preda al panico dopo aver soccorso un uomo sulla spiaggia. Giulia quell’uomo lo ama, intensamente. Ma lui ha già una moglie, e non è lei.
Ed è sempre lì, nello stesso ospedale, che poco dopo viene ricoverato suo marito. Ha avuto un incidente in auto. E al suo fianco, a stringergli la mano prima dello schianto, un’altra donna.
Le due metà della sua vita divise da un piano. Un castello di carte pronto a crollare al primo sospiro, che Giulia trattiene a fatica perché non è in grado di fare una scelta. Non lo è mai stata, o meglio, non ne ha mai avuto bisogno perché c’è sempre stato chi lo ha fatto al posto suo, fin da quando l’ha messa al mondo, anche quando non avrebbe dovuto.

Questo l’aperitivo di L’amore addosso, il nuovo romanzo di Sara Rattaro, che attraverso la sua penna mostra al lettore come sia difficile quando si ha un segreto inconfessabile che stringe un nodo alla gola, mandar giù quel cocktail micidiale e dal sapore agrodolce chiamato verità; e come sia lampante che finché non lo si svuota quel maledetto bicchiere, non si riuscirà mai a vedere il suo fondo per quello che realmente è.
Sara Rattaro ha sempre raccontato di donne. Donne vere, vittime disperate degli eventi che non riescono a controllare, imperfette e rinchiuse nel loro bocciolo con la speranza mai abbandonata di poter finalmente un giorno riuscire a sbocciare.  E lo fa anche in questo caso, con il suo solito stile che l’ha sempre contraddistinta, semplice e diretto, che punta al bersaglio e lo centra al primo colpo.
Se nel suo romanzo precedente, Splendi più che puoi, racconta di Emma, una donna che, precipitata in un abisso blu come i lividi che le segnano il corpo e soffocata da un amore claustrofobico, ha la forza di dire basta e rialzarsi, in questo L’amore addosso (che la vede all’esordio con Sperling & Kupfer) ci presenta Giulia, la protagonista che barcolla alla cieca in perenne e precario equilibrio sul filo delle sue emozioni, tra un amore viscerale strappato via da un passato mai del tutto cancellato e una passione proibita alla quale aggrapparsi con tutte le sue forze. E che non si rende conto che in fondo al baratro dal quale sta cercando di salvarsi c’è già chi è pronto a prenderla al volo al momento della caduta.

Perché niente è come sembra, e la verità è quasi sempre una storia raccontata a metà.
Ma Sara Rattaro sa alla perfezione come raccontarla. E a noi non resta che leggerla.

Recensione di Andrea Papa

 

Le prime pagine del romanzo

Ci sono molti modi per scoprire come stanno le cose. Possiamo fare domande, consultare un manuale o affidarci al destino.

La tua mano è scivolata dalla mia. Mi sono girata pensando di trovarti pronto a fotografarmi per rapire un momento tutto nostro.
Uno dei pochi.
Invece ti sei accasciato a terra e per un attimo, uno brevissimo, ho creduto che avessi voglia di scherzare. Il tempo di un battito di ciglia ed ero lì accanto a te, sulla nostra sabbia, vicino al nostro mare e con la salsedine che ci colpiva il viso portata dal vento.
Ho urlato mentre ti sbottonavo la camicia.
Ho urlato mentre cercavo il cuore che spingeva ostinato sotto la tua pelle.
Ho urlato perché puoi attraversare una vita intera e accorgerti troppo tardi che ti basta una manciata di secondi per capire di amare qualcuno, e questo può fare solo molta paura.
Ti hanno infilato un tubo in gola e ti hanno caricato su un’ambulanza. Mi hanno permesso di salire accanto a te. Nessuno diceva nulla perché erano troppo concentrati a salvarti la vita. Abbiamo superato una lunga coda, il solito incidente che paralizza la città e che riesce a innervosirti, perché non pensi mai che potresti essere tra quelli che hanno avuto la peggio.
Un’auto ha sfondato il guardrail e si è fermata contro un grosso albero che le ha impedito di precipitare nel vuoto. L’autista dell’ambulanza si è accertato che la centrale operativa fosse già stata avvertita e che un’altra équipe fosse in arrivo. Quando la porta si è aperta davanti al Pronto Soccorso, ti hanno portato via.
«Signora, lei è la moglie?»
Ci avevamo scherzato su almeno un paio di volte. Se ci fossimo mai trovati in una situazione simile, sapevamo esattamente come comportarci, anche se non pensi mai che si possa avverare sul serio.
«No, io passavo di lì per caso e l’ho solo soccorso. Non lo conosco», ho risposto e, con quella sciocca bugia, ti ho lasciato andare.
«Aspetti», ho strillato.
«Cosa?»
«Mi farebbe comunque piacere avere sue notizie.»
«Possiamo fornire informazioni sui pazienti soltanto ai famigliari.»
«Sarà difficile prendere sonno stasera. Lo scrupolo di non aver fatto abbastanza…»
L’infermiera mi ha fissata. «Perché non si ferma un po’ qui? Si prenda qualcosa di caldo al bar, io provo a ripassare.»
«Grazie», ho risposto e mi sono seduta su una sedia perché le gambe hanno iniziato a tremare. È difficile spiegare cosa ho provato. Cercavo di pensare a quello che mi stavi dicendo prima che accadesse.
Riavvolgevo le immagini nella mia testa come se fossero state una pellicola. L’ho fatto e rifatto più volte, diventando sempre più attenta ai particolari, perché quello era l’unico modo per impedire alle lacrime di ridurmi in briciole. Dovevo immaginarti vivo, così come ti ho sempre visto.
Avevo lasciato tutto là. La mia borsa con il telefono mi stava aspettando nella nostra casa al mare. Un bilocale sulla spiaggia di cui avevamo pagato l’affitto in contanti per non lasciare tracce. Perché non fosse reale, come il resto delle nostre scelte.
«È lei la signora che ha soccorso mio marito?»
Ho alzato lo sguardo su una donna che avrei dovuto non aver mai visto prima, ma che aveva un viso familiare. Ho socchiuso le labbra senza fiatare, perché quella donna mi assomigliava più di quanto potessi accettare.
«Come sta?» ho sussurrato.
«Lo stanno operando. Devono ridurre la pressione nel cervello. Mi hanno detto che, se lei non fosse intervenuta subito, sarebbe morto lì da solo… Volevo ringraziarla.»
Le sue parole, il suono sordo delle nostre bugie e l’immagine di te steso al suolo mi hanno attraversata come frecce appuntite, ho portato una mano alla bocca e finalmente sono scoppiata a piangere. Nel momento più sbagliato, nel luogo più inadatto.
Tua moglie mi ha allungato un fazzoletto.
«Lei è scioccata! Si faccia dare qualcosa dall’infermiera e chiami qualcuno che l’accompagni a casa.»
Ho cercato di contenere la mia reazione.
«È che non ho mai soccorso nessuno e non sapevo cosa fare. È successo tutto così in fretta.»
«Ha fatto moltissimo. Gli ha salvato la vita. Grazie. Ora mi scusi, ma devo tornare da mio marito.»
Sono rimasta lì a guardarla camminare verso di te come se avesse una velocità tutta sua, e per la prima volta ho capito cosa significasse essere l’altra.

Accorgersi in tempo della qualità delle carte che si hanno in mano è il modo migliore per provare a chiudere la partita.