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Zygmunt Bauman

Traduttore: S. Minucci
Editore: Laterza
Edizione: 21
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: XII-219 p. , Brossura

1 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Sociologia e antropologia - Sociologia - Sociologia della famiglia

  • EAN: 9788842079644

Recensioni dei clienti

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    Cinzia Cavallo

    10/12/2015 08.27.38

    Il sociologo Bauman nel saggio ragiona d'amore, un sentimento da tempo raggiunto dal consumismo imperante, ridotto a bene di consumo e quindi assoggettato a quella dinamica di attrazione e consunzione che lo riduce in fretta a rifiuto. Oltre alla mercificazione esterna, amore deve affrontarne all'interno una ben più grave che lo sottomette a quelli che Bauman chiama i 4 cavalieri dell'Apocalisse: Possesso, Potere, Fusione e Disincanto. Dove operano questi nemici naturali, il sentimento amoroso avvizzisce e decade. Così diventa imperativo per tutti ritrovare per l'amore un senso profondo che lo sottragga alla consunzione. Amore non è potere e nemmeno possesso perché può vivere solo nella libertà. Bauman lo definisce - il desiderio di prendersi cura e di preservare l'oggetto della propria cura - e questo non può avvenire per costrizione. Attraverso l'amore l'io diventa mondo perché incontra l'altro da sé, pur rimanendo sé stesso senza pericolose fusioni che compromettano l'individualità di ciascuno. Z. Bauman ricostruisce nel saggio lo stato della relazione in una società liquida. Nessun tempo per far crescere il desiderio; solo la voglia effimera che, pretendendo soddisfazione immediata, rende l'altro un oggetto presto consumato. Nelle relazioni umane, nate per bisogno di sicurezza, compagnia o conforto, si assiste al gioco della manipolazione, della dipendenza che ingabbia, della fusione che annulla l'individualità. Non funziona meglio per l'amore verso il prossimo nella sua accezione più ampia perché condizionato dall'amore di sé che ora dipende in larga misura dal riflesso esterno dell'essere amati. Z. Bauman declina l'amore per il prossimo come rispetto della reciproca unicità e dignità, come apprezzamento del valore di una differenza che arricchisce il mondo e che mai potrà tollerare di ridurre a rifiuti le vittime della globalizzazione. Solo nel recupero della fiducia cosciente la società liquida si radica e si consolida.

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    Federico

    10/10/2014 15.56.19

    Ho cominciato la lettura con entusiasmo. Ma, dopo circa 50 pagg., ho avuto la vaga impressione che l'autore abbia ripetuto gli stessi concetti più volte. Troppi riferimenti a Freud e Ulrich, personaggi senza dubbio controversi. Parlare di sentimenti in modo quasi scientifici, lascia un velo di perplessità inevitabile.

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    Nella

    05/11/2007 18.49.41

    Bauman ha il pregio di registrare una realtà odierna, il precariato affettivo, l'amore a termine, che sembra modellato, nelle attuali società globalizzate, sul precariato lavorativo ed economico e ad esso molto necessario: l'analisi è brillante e accattivante, ma Bauman non dà al lettore tracce di terapia o di cura del diffuso malessere affettivo. Consiglio da questo punto di vista i libri dello psicanalista Aldo Naouri, in particolare " Adulteri" ove, al di fuori di facili moralismi, si esamina e si cura la malattia dei legami liquidi.

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    Haik

    05/05/2007 00.06.31

    Una interessantissima visone della società attuale, della fragilità dei rapporti e della instabilità dei rapporti sentimentali. Baumann offre moltissimi spunti di riflessione e soprattutto spunti per approfondimenti. Un bel libro

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    Sara

    06/10/2006 09.35.50

    In questo libro il sociologo Bauman ci descrive la sua teoria di amore liquido, nel quale anche il sentimento diventa un fatto commerciale: il partner diviene un "usa e getta", e i legami affettivi tra le persone sono fragili, anzi “liquidi”. Inoltre egli focalizza l'attenzione sul rapporto tra causa ed effetto tra i ritmi della nostra vita, discontinua in ogni suo aspeto,e la discontinuità nei sentimenti. Per mia opinione personale il libro, verso la fine, allarga un po' troppo le vedute, includendo un discorso sui rapporti tra Stati e Popoli. Il linguaggio in alcuni punti non è di facile comprensione, e anche le citazione filosofiche che ci vengono proposte, forse, non sono proprio nella bagaglio personale di ogni individuo, e questo va a discapito di una lettura comunque proposta come non specialistica.

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