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Igino Ugo Tarchetti

Editore: Passigli
Anno edizione: 1992
Pagine: 112 p.
  • EAN: 9788836805853

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    francesca santucci

    22/08/2000 19.00.04

    In “Amore nell’arte”, tre racconti lunghi in cui confluiscono influenze di Poe, Heine, Hoffman e Baudelaire, collegati fra loro dal tema della musica, Tarchetti riprende e sviluppa spunti che già si ritrovano in sue opere precedenti, approfondendo il legame misterioso tra l’amore e l’arte. “Non so quale rapporto esista fra l’arte e l’amore, ma egli è ben certo che vi sono delle fila invisibili che li congiungono; l’uno conduce all’altra; sono la causa e l’effetto,il principio e la fine; l’una è il mistero e l’altra la rivelazione”Così l’autore pone in indissolubile e misterioso rapporto il sentimento amoroso e l’arte; l’amore si sublima nell’espressione artistica che,a sua volta, diviene arcana interprete del vitalismo umano.L’uomo,innamorato ed artista,rifiuta il mondo,si concentra in se stesso,nelle pieghe più profonde dell’io,perdendosi in interrogativi che lo isolano e,fatalmente,lo conducono alla pazzia o alla morte. L’arte che maggiormente s’avvicina al sentimento è la musica,forse perché,come affermava Baudelaire, “ riesce meglio ad esprimere la parte non definibile che non può essere espressa dalla parola troppo positiva”,e Tarchetti usa proprio la musica come pretesto per caratterizzare l’anormalità dei protagonisti dei suoi racconti : la necrofilia di Lorenzo Alviati e Riccardo Waitzen e lo spiritismo di Bouvard.L’attenzione dello scrittore si concentra così sull’ossessivo interrogativo metafisico del rapporto tra vita e morte,sulla costante presenza di quest’ultima nella vita dell’uomo,sul legame tra l’amore e il dolore,sull’eccezionalità del genio,in un’analisi lucida e spietata della follia che conduce l’uomo ad estraniarsi completamente dalla realtà.

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