Analfabeti sonori. Musica e presente

Carlo Boccadoro

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 161,09 KB
Pagine della versione a stampa: 104 p.
  • EAN: 9788858431702
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Gaia la libraia

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L'avvento di Internet ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel mondo della musica. L'opportunità strabiliante di usare linguaggi musicali provenienti da ogni tempo e luogo ha rimescolato il concetto stesso di composizione, aprendo un ampio ventaglio di fusioni stilistiche e contaminazioni. Ciò presuppone grande responsabilità da parte del compositore, nonché il rischio di incorrere nell'esplorazione superficiale di un catalogo cosí pericolosamente vasto, smarrendo un requisito fondamentale: il senso critico. La soglia di attenzione e la capacità di concentrazione diminuiscono progressivamente di fronte alla logica di Spotify, un incessante crossover tra generi, che intacca l'archetipo di «storia musicale». I componimenti che richiedono un tempo d'ascolto lungo e ponderato mal si conciliano con questo metodo spasmodico. È ancora possibile qualche forma di resistenza alla continua accelerazione della fruizione musicale, arrestando cosí la nostra trasformazione in veri e propri analfabeti sonori?
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    Fabio

    26/08/2019 16:58:34

    Bel libro, interessante, con il solo difetto di essere un po' ridondante. I messaggi principali mi sembrano tre: 1. chi in Italia si occupa di 'politica musicale' ha una grande responsabilità: non promuovere a sufficienza la musica 'classica' contemporanea, preferendo ripetere per l'ennesima volta la consolidata programmazione tradizionale. Questo impedisce di fare spazio a giovani autori di talento e a possibili, nuove frontiere della musica, che con più tenacia andrebbero stimolate, educando così anche l'ascoltatore a ciò che di bello si può trovare nel nuovo. 2 la rapidità imposta dalle piattaforme musicali tecnologiche (da spotify in giù) sta disabituando l'ascoltatore alla bellezza della complessità della musica, relegata ormai a soprammobile di contorno; o, peggio ancora, a inutile sottofondo che non deve disturbare. Ciò impedisce di cogliere il lavoro profondo di un autore, appiattendo l'ascolto a banalità fuggenti e musicalmente tutte uguali a loro stesse. 3. per lo spettatore è molto difficile, soprattutto a teatro ma anche solo all'ascolto, immedesimarsi con la vita dei personaggi delle opere classiche, che spesso mettono in scena storie lontane dalle vicende quotidiane dei tempi d'oggi. Per questo, le opere contemporanee andrebbero incoraggiate, e quelle classiche spiegate, permettendo così quella sana alienazione che è parte della funzione artistica.

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    alida airaghi

    11/07/2019 07:27:43

    Quanto la qualità di un evento musicale viene rispettata e preservata nell’attuale trasmissione informatica, vastissima, incontrollata, pervadente? All’utente di Spotify è garantita una fruizione intelligente, meditata, consapevole di ciò che ascolta? E al compositore di adesso, cui si offrono opportunità esplorative prima inesistenti, è assicurata la capacità di mantenere una creatività genuina, non contaminata? Partendo da premesse generali sui dati sconfortanti che riguardano la promozione e la diffusione della musica classica (in particolare di quella contemporanea), l’autore constata quanto poco spazio le venga riservato dai media. La musica colta è considerata “un reperto sopravvissuto a un passato certamente illustre ma ormai costoso e inutile”, priva di futuro perché difficile da capire, male insegnata nelle scuole, poco sfruttata come evento culturale. Il repertorio attuale è ignorato per la diffidenza di sovrintendenti interessati solo a riempire i teatri, ma anche per la pigrizia mentale e il sospetto di direttori d’orchestra, strumentisti e cantanti, i quali temendo contestazioni non si azzardano a proporre opere ritenute troppo innovative. Non sono pertanto gli autori, ma i responsabili delle istituzioni culturali che dovrebbero incoraggiare una programmazione moderna costante, varia e di qualità, per incrementare l’ascolto di musica classica d’avanguardia. Un ulteriore stimolo potrebbe venire dalla rete, che ha completamente modificato il modo di produrre musica e di fruirne, permettendo a tutti di ascoltare qualsiasi cosa in diretta streaming, di assistere a concerti e registrazioni su YouTube, di mescolare differenti generi musicali. A questo punto, forse solo la musica classica può rappresentare una ribellione all’omologazione preconfezionata che ci propinano i media, aiutandoci a fare della nostra vita qualcosa di più autentico e arricchente.

  • Carlo Boccadoro Cover

    Compositore, musicologo e direttore d'orchestra di fama internazionale, ha fondato l'ensemble di musica contemporanea Sentieri selvaggi, e ha scritto numerosi libri, pubblicati da EDT, Garzanti, Marcos y Marcos, Longanesi. Presso Einaudi ha pubblicato Musica Coelestis. Conversazioni con undici grandi della musica d'oggi (1999, poi Il Saggiatore), Jazz! Come comporre una discoteca di base (2005) e Lunario della musica. Un disco per ogni giorno dell'anno (2007). Sempre per Einaudi ha curato la raccolta Racconti musicali (2009). Per SEM esce 12 storie di dischi irripetibili, musica e lampi di vita nel 2018. Approfondisci
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