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Ryszard Kapu?ci?ski

Traduttore: V. Verdiani
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2008
Pagine: 142 p. , Brossura
  • EAN: 9788807017551

Luanda, capitale dell'Angola, nel 1975 era una città chiusa. Ryszard Kapuscinski, scrittore e reporter sempre in prima linea, era là, alloggiato per mesi in una stanza dell'hotel Tivoli, e dalla finestra vedeva la baia e il porto. Seguiva il movimento delle navi e intuiva la piega che avrebbero preso gli eventi. Era in corso una guerra per la liberazione dai portoghesi e varie fazioni si combattevano: il Movimento popolare per la Liberazione dell'Angola, Mpla, si scontrava con l'Unita e con il Fnla, due formazioni finanziate dai portoghesi, in aiuto alla loro polizia politica segreta. Tutti scappavano, abbandonando la capitale assediata dalle truppe di liberazione. Kapuscinski, a Luanda, narrava quella fuga nella totale confusão, uno stato di anarchia e disordine nel quale si mischiavano i portoghesi con le loro valigie, i commercianti, i militari, gli spazzini e, alla fine, i cani randagi che si aggiravano nelle vie deserte. Descriveva una città senza più la polizia degli occupanti, che trasmetteva senso di libertà e leggerezza, ma anche una grande inquietudine. Da lì il reporter si spostò al fronte, a Caxito, sessanta chilometri a nord di Luanda. Ai posti di blocco, se eri un camarada, un portoghese bianco e con la barba, dalla parte del Mpa, filava tutto liscio; ma se eri un irmão, l'appellativo che si erano dati gli agenti dell'imperialsmo, allora si scatenava l'inferno.
Kapuscinsky riuscì a scendere al fronte meridionale della battaglia, a Benguela, seicento chilometri a sud di Luanda, lungo la costa. Lì incontrò Carlotta, la scorta armata assegnatagli da un comandante del fronte, una ventenne mulatta col mitra a tracolla, che lo colpì subito per fascino e determinazione. Nata vicino alla frontiera con la Namibia, addestrata militarmente nelle foreste, Carlotta dopo la guerra voleva diventare infermiera. Fu lei a guidare Kapuscinsky e la troupe di una tv straniera nel deserto infernale dell'Angola, tra cadaveri in decomposizione e sentinelle ai bordi delle strade; lei li salutò l'ultima volta a Balombo, ai confini della foresta, in un villaggio dove un'improvvisa sparatoria le tolse la vita.
Kapuscinsky ci trascina in una terra martoriata e i trentatre anni che ci separano da quell'11 novembre del '75 sembrano dissolversi. Leggendo i telegrammi inviati alla sua agenzia di stampa polacca Pap da Lubango, con gli aerei in partenza per il Portogallo zeppi di famiglie impaurite, mentre l'Angola voltava pagina e conquistava l'indipendenza, riviviamo non solo una cronaca delle battaglie ma anche l'atmosfera di un mondo profondamente diverso dal nostro, osservato con l'occhio curioso di un bambino e la freschezza vivace di un adolescente. Un libro-reportage di uno scrittore che, come in Ebano e Il Negus, è attento in primo luogo agli esseri umani, e alle poche, umili e belle persone con cui condivise quei momenti di sconforto e trepidante attesa.

Recensioni dei clienti

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    paolo

    11/11/2009 12.29.55

    Il miglior Kapuscinski. Non è un romanzo ma affascina come un romanzo. Bellissimo, umano, scritto con grande scioltezza. E non importa se l'Africa vi interessi o meno: leggetelo.

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    Philo

    02/09/2008 11.21.48

    Solita lettura affascinante e coinvolgente. Quanto ci manchi Ryszard!

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    Tommaso Spanevello

    17/07/2008 18.33.21

    Per coloro che amano Kapuscinski, per chi è affascinato dall'Africa e dalle sue tristi vicende. Le chiamano "Operazioni Commerciali" queste opere postume di autori. Ce ne fossero cento, mille, di operazioni come queste, commerciali o meno. E' sempre meraviglioso ritrovare Kapuscinski. Il suo talento narrativo, la sua curiosità, e sopratutto la sua umanità di fronte alla Storia per quanto tragica.

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