L' angelo di Monaco

Fabiano Massimi

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Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 2 gennaio 2020
Pagine: 496 p., Rilegato
  • EAN: 9788830454002

nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa italiana - Gialli - Gialli storici

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Un romanzo in perfetto equilibrio tra documentata realtà e avvincente finzione, un'indagine che si snoda attorno all'unico, vero amore di Adolf Hitler: Angela Raubal, sua nipote.

"Solo dopo aver letto il nome della piazza si accorse del piccolo drappello di uomini in marrone che sostava davanti a un palazzo d'angolo. Allora con un brivido alla schiena capì dove li stava mandando Tenner, a chi apparteneva la casa in cui era morta la ragazza e per quale motivo ci si aspettava che indagassero in fretta e con discrezione. Tutti, a Monaco, conoscevano quell'indirizzo."

Monaco, settembre 1931. Il commissario Sigfried Sauer è chiamato con urgenza in un appartamento signorile di Prinzregentenplatz, dove la ventiduenne Angela Raubal, detta Geli, è stata ritrovata senza vita nella sua stanza chiusa a chiave. Accanto al suo corpo esanime c’è una rivoltella: tutto fa pensare che si tratti di un suicidio. Geli, però, non è una ragazza qualunque, e l’appartamento in cui viveva ed è morta, così come la rivoltella che ha sparato il colpo fatale, non appartengono a un uomo qualunque: il suo tutore legale è «zio Alf», noto al resto della Germania come Adolf Hitler, il politico più chiacchierato del momento, in parte anche proprio per quello strano rapporto con la nipote, fonte di indignazione e scandalo sia tra le file dei suoi nemici, sia tra i collaboratori più stretti. Sempre insieme, sempre beati e sorridenti in un’intimità a tratti adolescenziale, le dicerie sul loro conto erano persino aumentate dopo che la bella nipote si era trasferita nell’appartamento del tutore. Sauer si trova da subito a indagare, stretto tra chi gli ordina di chiudere l’istruttoria entro poche ore e chi invece gli intima di andare a fondo del caso e scoprire la verità, qualsiasi essa sia. Hitler, accorso da Norimberga appena saputa la notizia, conferma di avere un alibi inattaccabile. Anche le deposizioni dei membri della servitù sono tutte perfettamente concordi. Eppure è proprio questa apparente incontrovertibilità dei fatti a far dubitare Sauer, il quale decide di approfondire. Le verità che scoprirà, così oscure da far vacillare ogni sua certezza professionale e personale, lo spingeranno a decisioni dal cui esito potrebbe dipendere il futuro stesso della democrazia in Germania…

Sullo sfondo di una Repubblica di Weimar moribonda, in cui si avvertono tutti i presagi della tragedia nazista, L’angelo di Monaco è un thriller in miracoloso equilibrio tra inoppugnabile realtà storica e avvincente finzione, un viaggio all’inseguimento di uno scampolo di verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal.
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    stella

    18/01/2020 21:13:11

    Mi ha tenuta incollata alle pagine. Non sono riuscita a staccarmi. Pochi giorni e l ho divorato. Scrittura coinvolgente e scorrevole

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    Giovanni

    16/01/2020 14:56:45

    Finalmente un ottimo romanzo! Dopo tanti "premiati" banali e pretenziosi oppure cervellotici e faticosi, questo è un racconto godibilissimo perché ben costruito e inquadrato in un luogo e in un periodo storico veri e verificabili. Storia e fantasia sono legate in un mosaico letterario armonico. Pur essendo piuttosto voluminoso (quasi 500 pagine) cattura l'attenzione e mantiene la presa sul lettore che lo scorre, se non proprio tutto d'un fiato, in pochi fiati consecutivi. Secondo me è soltanto un po' criticabile il finale perché sa di fumettone americaneggiante, con un "deus ex machina" e una "mission impossible". Ma io sono un pignolo per indole e scelta, e talvolta mi mostro esageratamente critico.

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    samuele

    10/01/2020 23:16:27

    Romanzo dal ritmo coinvolgente sulla base di fatti storici realmente accaduti in Germania durante il periodo della Repubblica di Weimar. Molto bella ed intensa la rappresentazione del contesto che fa da quadro all’intera vicenda oltre alla descrizione fisica e caratteriale del Commissario Siegfried Sauer, del suo modo di operare e di come le autorità vivano la pressione di un caso di questa importanza in un momento così particolare.

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    Maria Rosaria Acireale

    08/01/2020 18:00:14

    L'angelo di Monaco dello scrittore Fabiano Massimi, ambientato nella Germania di Hitler è un thriller avvincente che non lascia indifferenti e terrà il lettore con l'anima sospesa dall'inizio alla fine della lettura. Angela Raubal (detta Geli) è una ragazza di 22 anni che viene trovata morta nella sua stanza, vicino a lei c'è una pistola. Non è una ragazza qualunque ma si tratta della nipote del fuhrer di colei che forse fu l'unico e vero amore del Hitler. È una morte misteriosa e delicata, avvenuta in un luogo delicato, in un momento critico per l sorti del popolo tedesco. La pistola è sul pavimento quando la porta della stanza viene forzata, ma resta lì per poco perché viene tolta da un fedele collaboratore di Adolf Hitler. Lì accanto c'è un breve messaggio, forse indirizzato all’ultimo amore della giovane Geli, il suo insegnante di canto. Il bigliettino è incompleto, come se la ragazza sia stata interrotta mentre sta scrivendo. Omicidio o suicidio? È un segreto che la giovane Geli si è portata fino alla tomba. L'indagine viene affidata a Sigfried Sauer commissario criminale e a Helmut Foster commissario aggiunto alla sezione crimini violenti. Si scoprirà l'autore del delitto, oppure tutto sarà coperto da un omertoso e criminale silenzio? Consiglio la lettura di questo libro per le emozioni forti che riesce a dare e per la scrittura incalzante di questo bravo autore.

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    Bruno Izzo

    05/01/2020 12:51:37

    C’è una frase nel romanzo storico: ”L’angelo di Monaco” di Fabiano Massimi che, nella sua semplicità, esprime in estrema sintesi tutto il tessuto rilevante del libro; la frase recita: “…nessuno, mai, si accorge del momento esatto in cui il suo destino inizia a compiersi, che lo voglia oppure no.”. Il libro tratta di un episodio storicamente verificatosi quali la tragica fine per presunto suicidio da arma da fuoco di una giovane minorenne. Episodio banale, se non esistesse voce insistente coram populi di una relazione, per certi versi misteriosa e presumibilmente illecita e scabrosa, tra la vittima, la 17nne Angela “Geli” Reubal, e suo zio, l’allora astro nascente della politica tedesca, il leader del Partito nazionalsocialista dei lavoratori, Adolf Hitler. Non ancora il Fuhrer della disperata, e disperante Germania Nazista, ma prossimo a divenirlo. Va da sé che l’ascesa al potere del dittatore sarebbe certamente compromesso da voci incontrollate su una tragedia avvenuta fra le sue mura domestiche per presumibili miseri motivi incestuosi e pedopornografici. La figura della giovane vittima potrebbe allora realmente divenire un simbolo come l’Angelo della Libertà, un monumento caratteristico emblema di Monaco di Baviera, è questo il momento esatto in cui il corso della Storia potrebbe mutare di colpo, preservando l’umanità dai lutti prossimi venturi. Una chimera: già il fatto che l’indagine va eseguita e chiusa entro otto ore, anziché le settimane di prammatica, ci fa ben intendere che il Male è forte e astuto, e i suoi tentacoli in rapida crescita, anche se farlo scivolare su una buccia di banana è una tentazione davvero forte. La Storia finirà per fare giustizia, a scoppio ritardato. La storia, gli uomini, o forse, chissà, un angelo di Monaco di nome Geli: la vendetta si gusta meglio a freddo, dopotutto.

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    Luca

    03/01/2020 15:50:45

    Il libro è scritto con una prosa molto avvincente e molto coinvolgente. Si lascia leggere con semplicità, ed ogni pagina lega il lettore alla trama, spingendolo a proseguire con curiosità ed interesse nella lettura. Fin dalle prime pagine la storia si preannuncia affascinante e molto stimolante. L’autore ci coinvolge nelle menti e nelle vite dei protagonisti, in uno dei periodi più bui della storia dell’Europa, suscitando interesse per le loro vicende e per i meandri della loro mente. Una lettura davvero molto stimolante, che guardando ad una pagina spesso trascurata del nostro passato, ci porta ad indagare i fatti, per leggere i fantasmi della storia e della psiche umane, ponendoci domande sull’uomo e sul suo presente, tuttavia sempre con un registro leggero e avvincente.

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    Nadia

    02/01/2020 20:53:29

    Libro intrigante, ben scritto e scorrevole nella lettura. Precisi e diretti i dialoghi. Ottimi i dettagli storici. Geli era la nipote di Adolf Hitler e provava grande ammirazione per lo zio, che in qualità di suo tutore tentò di proteggerla e guidarla. Ma cosa avvenne quella sera nell'appartamento di Prinzregentenplatz? Il libro è un thriller, ma si tratta di una realtà storica o di un'avvincente finzione? Forse è solo un viaggio all'inseguimento di una verità in grado, forse, di restituire dignità alla prima, vera vittima della propaganda nazista: la giovane e innocente Geli Raubal.

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    Olly

    31/12/2019 10:45:06

    Sono appassionata di storia e di gialli, quindi “L’Angelo di Monaco” ha suscitato in me viva curiosità, trattandosi di un mix ai miei occhi quasi inconcepibile, perché la storia è storia ed i romanzi…sono romanzi! Sebbene, quindi, scettica ad affrontare il rapporto Geli Raubal – Hitler attraverso un romanzo giallo, dopo le prime righe mi son ricreduta immediatamente. L’agonia della giovane Geli, che si interroga sul tempo che occorre per morire (“Quanto tempo si impiega a morire così?”) è lo schiaffo iniziale, che stordisce e dal quale inevitabilmente discende la necessità di capire chi e perché. Ed ecco allora Sauer e Forster, amici, poliziotti, chiamati ad indagare su un caso che nasconde mille insidie visti i protagonisti, in una Monaco che nel 1931 assisteva incerta al crescendo del potere nazista il cui leader indiscusso era proprio Adolf Hitler, lo “Zio” amato (oppure odiato?) dalla povera Geli. Massimi affronta con maestria un argomento che già è stato studiato, analizzato, sviscerato, senza essere tedioso, con verve e carattere da giallista incallito, tenendo col fiato sospeso sino all’ultimo. A quanto sopra, da appassionata di storia che ha appena terminato di leggere “Hitler” di Ian Kershaw, devo confessare di essermi trovata immersa nell’atmosfera dell’epoca, vivendo letteralmente il clima del momento, toccando con mano i personaggi, da un lato la giovane Geli e dall’altro Adolf Hitler, che superata la tragedia della morte di Geli, appena due anni dopo diverrà il cancelliere del Reich. Consigliatissimo. Olivia B.

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    31/12/2019 09:14:33

    "Monaco ha i suoi anticorpi" sentenzia sicuro il direttore della polizia ma è proprio su questa crasi fra il sentimento dominante e quello che il lettore sa accadrà dopo che risiede il fascino inquieto del romanzo di Massimi. La Monaco che in una birreria ha visto nascere il movimento nazionalsocialista è argomento di indubbia attrattiva per le speranze che nonostante tutto la animano e per l'orrore che quasi incosciamente sta allevando al proprio interno. Dai romanzi di Isherwood al musical Cabaret assistiamo alla preparazione di un vortice delirante che travolgerà il mondo intero. E l'apparizione di uno sparuto drappello di SA (destinate loro stesse ad una sanguinosa fine) è solo l'inizio di un viaggio nell'incubo che quasi incidentalmente assume la forma della detective story. - Augusto R.

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    31/12/2019 09:12:02

    Premetto di essere un lettore di libri gialli/thriller con una lettura media di 1-2 libri al mese.I miei autori preferiti sono J.Deaver, J.Rollins, D.Carrisi, G.Pasini (scoperto da poco) ma sono sempre alla ricerca di nuovi libri/autori da apprezzare.La lettura dell’anteprima de “L’angelo di Monaco” è stata fluida, senza particolari divagazioni, e molto piacevole.Dalla poche pagine a disposizione, risulta già molto chiara l’importanza e la gravità dell’accaduto sia per i personaggi coinvolti che per il periodo storico.Il commissario Sauer sembra essere un uomo con sani principi che, credo, verranno messi alla prova dalle scoperte che farà nel corso delle indagini e dalla “premesse” con la quale il suo capo Tenner gli ha affidato il caso.Per concludere, le poche pagine a disposizione mi hanno fatto un’ottima impressione: la morte di una ragazza legata a personaggi famosi, periodo storico importante, indagini complesse ….. insomma tutti gli elementi per un buon thriller. - Marko

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    31/12/2019 09:09:47

    L’Angelo di Monaco, si presenta come la possibile premessa di un romanzo storico-noir, duplicemente volto a contenuti informativi e conoscitivi ed alle atmosfere di psicologia ed azione apprezzate dagli amanti del genere. Originale l’idea di raccontare un tratto di storia dell’umanità, visto da un particolare punto di vista, mediante l’indagine di un crimine. In particolare, ciò che appare originale, è l’idea che la storia stessa diventi oggetto e sostanza del romanzo, quando è certamente più comune, nel genere noir, che un determinato momento storico rappresenta la cornice inattiva di avvenimenti criminali di fantasia. Il racconto si snoda lungo una Monaco già ben inquadrata nella sua atmosfera dell’epoca e dettagliata in particolari anche architettonici ed urbanistici precisi. L’elemento tempo si presenta come determinante fin dalle prime pagine, insedia ed arricchisce il clima di tensione ed azione di cui il romanzo necessita per meglio rendere i propri contenuti. Nei personaggi già possono intravedersi le figure portanti, classiche ed insostitubili nell’architettura dei noir, ben calati nella parte e descritti senza ridondanza di particolari. - Gianluca

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    31/12/2019 09:07:15

    Il romanzo appare estremamente avvincente già dopo poche pagine. Grazie ad uno stile fresco, a descrizioni vivide e dettagliate, ad un incedere dei fatti dinamico e vivace l'autore riesce a catturare sin dalle prime righe l'attenzione del lettore, il quale si ritrova catapultato nella Monaco degli anni Trenta. Il contesto storico narrato è originale: la letteratura pullula di romanzi ambientati durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale; molto più difficile è trovare romanzi che si sviluppano durante il periodo dell’ascesa di Hitler al potere.Il protagonista, integerrimo e “puro”, è affiancato da un collega simpatico e sregolato: i due personaggi, in antitesi l’un con l’altro, formano sicuramente un’accoppiata vincente. I due si trovano a dover indagare su una situazione estremamente delicata, viene richiesto loro il massimo riserbo. Al lettore viene spontaneo sin da subito chiedersi se il protagonista riuscirà ad agire rispettando a pieno la sua moralità... o se alla fine archivierà il fatto nel quale sta per imbattersi insabbiandolo, preservando immacolata la reputazione del personaggio importante nella cui casa si è consumato il “delitto”.Gli antefatti narrati nei primi due capitoli lasciano intuire un romanzo che ha tutte le carte in regola per avviluppare il lettore in una ragnatela di fatti che lo lasceranno con gli occhi incollati sul libro fino all’ultima pagina! - Ely

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    31/12/2019 09:03:49

    Monaco, 19 settembre 1931. Sigfried Sauer, commissario criminale della polizia cittadina, siede ad un tavolino tra i chioschi di Viktualienmarkt. D’indole solitaria, sin da piccolo si era seduto agli stessi tavoli di legno per osservare e ascoltare le storie del popolo, imparando forse più da quel modo che dai libri di scuola. La speranza di un sabato tranquillo, perché la gente a Monaco preferisce ammazzarsi in settimana, viene subito tradita. La notizia dell’omicidio di una giovane donna arriva a Sauer veloce, senza troppi dettagli, se non i soliti, ma non fondamentali. Già da subito si rivela un caso diverso dal solito, di cui non si può parlare, da archiviare in sole otto ore, per il bene dei coinvolti, commissari compresi. È una morte delicata, in un luogo delicato, in un momento molto delicato. Le indagini dovranno essere rapide, discrete, obiettive. Ma, quanto si può essere indiscreti e obiettivi se nel delitto è coinvolto (e chissà in che modo) un uomo che si sta facendo un nome […] e che non vorrà vederlo compromesso da voci incontrollate? Come si può esserlo se la vittima è Geli Raubal, si trova al Prinzregentenplatz numero 16 ed è la nipote del leader del Partito nazionalsocialista dei lavoratori? Se, insomma, c’è di mezzo zio Alf, ovvero Adolf Hitler?La grande storia c’è tutta: Bismark, il declino dell’Impero, la Grande guerra e la Repubblica di Weimar. La madre Germania del 1931 è vera protagonista, con le SA, gli inseguimenti e l’ideologia di razza; il silenzio, l’omertà, la voglia di essere giusti e al contempo quella di tener salva la propria vita. Lo stile è rapido, a tratti interrotto, ma sempre preciso. Frequenti i germanismi e punteggiatura calibrata.Calatevi, allora, ne l’Angelo di Monaco se avete sempre una lente in mano, se non vi accontentate delle pagine di storia, se volete indagare con il taciturno Sauer sul Führer - Giada P.

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    31/12/2019 09:01:33

    Nella primissima pagina sembra di essere all'interno della doccia di Psyco, mancano giusto le urla prima dell'omicidio; cambierà l'arma ma la tensione è la medesima. Sauer si presenta come il classico investigatore / poliziotto: senza moglie ma con amici, o amico, inseparabili. Forse Sauer è uno degli 'anticorpi' di Monaco che ora, insieme al suo collega, dovrà chiudere, in sole otto ore, il caso di una ragazza assassinata.Ogni avvenimento, ogni abitante vive sotto gli occhi della statua de L'Angelo di Monaco che veglia, dorato e solitario, sulla città, Nemmeno Sauer può sfuggirgli; I due poliziotti si troveranno, nella loro lotta contro il tempo, davanti al palazzo di Adolf Hitler... prima che ancora diventasse Hitler. - G.

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    31/12/2019 08:59:51

    “La scrittura di Fabiano Massimi è sicuramente tagliente, decisa, talmente ritmica e sinuosa dall'avermi accompagnata – se non addirittura trasportata – in una lettura lesta e accattivante. Ho avuto l’opportunità di leggere in anteprima i primi due capitoli del libro, e ammetto di non vedere l’ora di averlo fisicamente tra le mani per poterlo divorare. Le sue descrizioni, significative e ben scandite, permettono l’immaginazione di ogni singolo personaggio e scenario presentato sin dall’inizio; proprio come il commissario Sigfried Sauer, il quale viene chiamato per indagare ad un caso di omicidio. Il periodo storico, però, non è uno qualunque. Ci troviamo nella Monaco nazista, che rende addirittura partecipe – alla fine del secondo capitolo – lo storico dittatore Adolf Hitler. Cosa accadrà dopo? Non ne ho idea, ma l’impazienza di scoprirlo mi consuma.” - Stefania B.

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    31/12/2019 08:56:33

    L’esordio di Fabiano Massimi, “L’angelo di Monaco” è narrato come un giallo hardboiled americano, con il detective che “pensa” e con parecchi dialoghi, tipici appunto di tanta letteratura americana, tanto che sembra di trovarsi nel clima di L.A. Confidential (appunto più Ellroy che Chandler o Hammett…). E’, quindi, abbastanza spiazzante trovarsi poi in un’ambientazione completamente diversa: la Germania degli anni ’30 del novecento, in piena ascesa del nazismo e addirittura proprio al centro di questa ascesa: “Il palazzo in cui abitava il leader del Partito nazionalsocialista dei lavoratori, Adolf Hitler.” La morte della nipote del prossimo Fuhrer, in circostanze ancora da chiarire, è il fatto su cui deve indagare il nostro detective, ovviamente seguendo un opportuno protocollo di segretezza che lo intriga sempre di più, portandolo a voler scavare sempre più a fondo laddove invece gli viene consigliato di non muovere la polvere. Il ritmo diventa perciò via via più incalzante e misterioso, e addirittura sorprendente considerando l’ambientazione atipica, che fa venire in mente ora i film(acci) americani sulla seconda guerra mondiale ora quel capolavoro che è Heimat di Reitz. Un romanzo che disorienta, ma che si mantiene sapientemente in bilico tra giallo e romanzo storico senza voler strafare. - S.

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    31/12/2019 08:54:39

    "Sono appassionata di storia e di gialli, quindi “L’Angelo di Monaco” ha suscitato in me viva curiosità, trattandosi di un mix ai miei occhi quasi inconcepibile, perché la storia è storia ed i romanzi…sono romanzi! Sebbene, quindi, scettica ad affrontare il rapporto Geli Raubal – Hitler attraverso un romanzo giallo, dopo le prime righe mi son ricreduta immediatamente. L’agonia della giovane Geli, che si interroga sul tempo che occorre per morire (“Quanto tempo si impiega a morire così?”) è lo schiaffo iniziale, che stordisce e dal quale inevitabilmente discende la necessità di capire chi e perché. Ed ecco allora Sauer e Forster, amici, poliziotti, chiamati ad indagare su un caso che nasconde mille insidie visti i protagonisti, in una Monaco che nel 1931 assisteva incerta al crescendo del potere nazista il cui leader indiscusso era proprio Adolf Hitler, lo “Zio” amato (oppure odiato?) dalla povera Geli. Massimi affronta con maestria un argomento che già è stato studiato, analizzato, sviscerato, senza essere tedioso, con verve e carattere da giallista incallito, tenendo col fiato sospeso sino all’ultima riga. A quanto sopra, da appassionata di storia che ha appena terminato di leggere “Hitler” di Ian Kershaw, devo confessare di essermi trovata immersa nell’atmosfera dell’epoca, vivendo letteralmente il clima del momento, toccando con mano i personaggi, da un lato la giovane Geli e dall’altro Adolf Hitler, che superata la tragedia della morte di Geli, appena due anni dopo diverrà il cancelliere del Reich. Consigliatissimo. - Olivia B

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    31/12/2019 08:53:46

    Male assoluto e Amore; basterebbe questo ossimoro a delineare i tratti di una vicenda di cronaca che, tra dettagli descrittivi particolareggiati e vicende storiche appassionanti, spinge il lettore a scorrere con avidità le pagine de “L’angelo di Monaco” di Fabiano Massimi, edito da Longanesi. Sulle debolezze, le manie e le aberrazioni di Adolf Hitler si è scritto tanto, ma una lettura introspettiva della disperazione di un uomo che ha segnato la storia del genere umano, con tutto il carico di odio e brutalità che è riuscito ad incarnare, ci spinge ad uno sguardo ancora più profondo su un’epoca e personaggi che ci ricordano continuamente gli abissi del dolore. Angela “Geli” Raubal è la nipote del futuro Fuhrer della Germania nazista, ritrovata senza vita nell’appartamento dello zio, in circostanze molto misteriose. Le voci su una presunta relazione tra i due sono rese ancora più inquietanti da quelle relative a pratiche sessuali non convenzionali. Le indagini sulla morte della giovane sono affidate a due commissari della sezione crimini violenti, impegnati in una situazione che diventa sempre più complessa. L’alibi di zio Alf, fuori città nel momento del ritrovamento del cadavere, è tanto forte quanto il peso che sta via via assumendo a livello politico, e le pressioni su chi indaga diventano il segno premonitore delle ombre che si vanno addensando sulla Germania e il mondo intero. L’angelo di Monaco è un romanzo originale e scritto con un’attenzione non comune verso la tensione drammatica di quel momento storico dal quale possiamo, ancora una volta, ricavarne una lezione che diventa un monito per l'oggi. - Lorena D.

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    31/12/2019 08:52:54

    L’incipit è assolutamente coinvolgente.Proietta la mente e il cuore del lettore attraverso dinamiche da classico genere giallo o poliziesco in un passato non troppo lontano da noi e da subito si intuisce che il fatto in questione si svolgerà a metà tra la realtà storica e quella della fantasia dello scrittore.Una storia che ha coinvolto milioni di persone e sulla quale ancora oggi gli uomini dibattono incessantemente: gli anni della persecuzione antisemita.Siamo agli inizi degli anni trenta a Monaco in uno dei quartieri più famosi dell’epoca: il Bogenhausen. Un quartiere ricco , elegante dove si erge il Teatro d’arte drammatica simbolo della passione per l’arte di questa città. Due investigatori della Polizia locale devono indagare su un omicidio avvenuto in una via conosciuta da tutti a Monaco, quella in cui abita il leader del partito nazionalsocialista dei lavoratori, Adolf Hitler .Fin dall’inizio si percepisce quella che sarà la tensione emotiva che percorrerà l’intero libro di Fabiano Massimi: da una parte il popolo composto da gente comune pronto ad aiutare chi ne ha bisogno dall’altra la nuova milizia nazista che incarna l’ideologia della purezza della razza e che esaspera ai limiti dell’umano il senso di potere e di controllo nei confronti dei diversi e dei più deboli e la privazione dei diritti fondamentali dell’uomo prende il sopravvento.La storia, quella che non avremmo mai voluto “vedere” e conoscere si intreccia con la storia privata di Hitler che forse nasconde qualcosa di segreto e misterioso.Potremmo definire questo un romanzo storico che può e deve sensibilizzare le nuove generazioni perché solo attraverso il ricordo si può leggere il presente e progettare il futuro. - Simona T.

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    31/12/2019 08:52:07

    ‘Monaco ha i suoi anticorpi’, di quali anticorpi si tratti è presto detto: all’Oktoberfest di Monaco un povero disgraziato in fuga dalla SA trova rifugio e salvezza tra la folla degli astanti che, come le acque del Mar Rosso, si aprono per poi richiudersi al suo passaggio. Ma basta questa resistenza per ostacolare un cambiamento già in atto? Un cambiamento fatto di nuove divise sui corpi delle forze dell’ordine ma, soprattutto, di nuove categorie valoriali divisive nella mente delle persone: una giovane donna viene trovata priva di vita, è “di razza tedesca”, recita il referto. “Ma quando abbiamo cominciato a pensare così?”, si chiede il commissario Sauer, e improvvisamente egli si rende conto che i continui, impercettibili cambiamenti degli ultimi anni si sono sedimentati, che quel piccolo granello di sabbia entrato nell’orologio della Storia ora rischia di far inceppare il meccanismo, di modificare per sempre il corso del Tempo della Storia. Dovrà indagare sulla morte della ragazza, lo dovrà fare in fretta, lo dovrà fare per bene, e non sarà un compito facile poiché la Morte ha scelto di operare nella dimora del giovane Hitler, ed ha scelto una vittima sacrificale pericolosa, la nipote amatissima del padrone di casa. Cosa farà il commissario Sauer? Il romanzo si apre con l’agonia della giovane donna morente, i suoi occhi che cercano aiuto e piano piano si fanno vitrei e senza speranza, sembra la metafora della Germania degli anni ‘30 che, gelida e immobile, assiste all’ascesa dell’Uomo del Destino che la divorerà dilaniandone le carni. Cosa farà il commissario Sauer? Riuscirà a cercare e far emergere la verità, qualunque essa sia, o il Potere silenzierà la sua voce come via via ha spento le voci delle opposizioni, della stampa, del dissenso? - Grazia B.

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  • Fabiano Massimi Cover

    Fabiano Massimi è nato a Modena nel 1977. Laureato in Filosofia tra Bologna e Manchester, bibliotecario alla Biblioteca Delfini di Modena, da anni lavora come consulente per alcune tra le maggiori case editrici italiane. L’angelo di Monaco (Longanesi, 2020) è il suo romanzo d'esordio. Approfondisci
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