Recensioni L' animale che mi porto dentro

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    23/06/2019 09:49:31

    Sinceramente, questo libro mi ha perplesso parecchio. Quanto l'utile e apprezzato 'La separazione del maschio' mi era arrivato chiaro, lucido, schietto, coerente e sincero, questo è un andirivieni fra reminiscenze scolastiche, rapporto/conflitto con i pari, col padre, digressioni su trame dettagliate di film e di libri che, sebbene significativi e formativi per il protagonista (l'esegesi de 'Le tigri di Mompracem'!!! 😱), inseriti con infruttuosa sovrabbondanza in quel contesto, fa sospettare un uso 'riempitivo' per arrivare a stento alle miserelle 240 pagine. Tecnicamente uno strazio dall'andamento disomogeneo, piuttosto caotico, ripetitivo e francamente noioso fra cazzotti, tiramenti, brufoli, frustrazioni, delusioni e innamoramenti; insomma le solite cose che nulla aggiungono al già noto. Forse mi aspettavo meno rimuginamenti sulla trasformazione fisico/ormonale del maschio in pre/adolescenza - anche se è interessante il discorso sulla virilità virtuosa e viziosa - e più chiarimenti sull'età matura: quello che succede all'animale che un uomo si porta dentro quando oltrepassa la soglia degli over; cosa è rimasto fissato, ossidato per sempre e cosa muta; come egli progredisce (o regredisce) nella gestione della propria sessualità, delle relazioni affettive e del rapporto con la società e soprattutto come ammortizza la vecchiaia che arriva. Quindi, piuttosto che all'uomo che si forma ero più interessata a quello che si 'sforma' per poi ridisegnarsi ruoli e funzioni, limiti e opportunità, e Piccolo, questa volta, qualche buona dritta, nelle ultime paginette, me l'ha anche data, ma è troppo poco e troppo tardi.

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    26/05/2019 09:39:43

    Quella che Francesco Piccolo racconta in questo libro, usando principalmente vicende di tutti i giorni, è la formazione di un maschio moderno e nello stesso tempo antico, specifico ma anche qualsiasi : il senso di appartenenza al gruppo, le regole ancestrali della virilità, la lotta tra tra l'uomo che si vorrebbe essere e l'animale che invece ci si porta dentro, l'incapacità di sfuggire alla legge di un branco presente anche quando è assente...è tutto ben descritto, documentato, chiarito a se stesso e a chiunque abbia voglia di ascoltare. La scrittura è fluente, l'analisi spassionata e vivissima, i parametri maschili per eccellenza - libri e film, fumetti e sesso, amore e matrimonio, desiderio e sentimentalismo - analizzati con rigore quasi saggistico ma mai senza una certa dose di ironia. Ne esce un quadro armonico anche se contraddittorio, basato su una tensione degli opposti necessaria e sufficiente per capire cosa significhi essere maschio e ricordare che, anche nell'uomo più "addomesticato", esiste "l'animale che ha cercato delle aperture nei punti deboli, ha costruito la sua voglia di esplodere approfittando di tutte le fragilità, insinuandosi, aizzando, ragionando per ottenere la possibilità autorizzata di scatenarsi." Leggere questo libro è stato un po' come spiare dal buco della serratura e vedere il Dott. Jekill trasformarsi in Hyde, in un miscuglio di paura e fascino che attrae anche quando sconvolge. Consigliatissimo.

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    08/04/2019 13:55:12

    Brutto libro. Non l'ho trovato nè un saggio nè un romanzo nè un qualcosa che catturi l'attenzione. Lasciato a 2 terzi, non ne potevo più. Pieno di banalità e stereotipi.

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    10/03/2019 16:07:57

    Il romanzo, scritto sotto forma di memoir, non ha una vera e propria trama. Risulta più che altro una confessione, un’ammissione di colpa, da parte di Piccolo, di essere fatto così e non poter farci niente. Attraverso citazioni di altre opere, usate quasi come dimostrazioni di una tesi, e aneddoti di vita vissuta, assistiamo ad eventi nei quali è davvero facile rispecchiarsi. E ciò avviene perché questo libro è vero. Piccolo spiega che l’uomo non nasce propriamente così, ma tende a diventarlo per ciò che la società impone agli uomini di essere. O meglio, per ciò che la società si aspetta che un uomo sia. Valori come la virilità, la promiscuità, la potenza fisica, sono da sempre stati attribuiti al sesso maschile e un uomo degno d’essere chiamato tale deve rispecchiarli. Se così non è, e spesso così non è, l’uomo spenderà la sua intera vita cercando di raggiungerli. Questo scorrevolissimo romanzo di 228 pagine, a mio avviso, rasenta la perfezione. Se mi è piaciuto tanto forse è perché sono un uomo, forse perché quando Piccolo parlava di sé rivedevo me stesso, e sarà che comprendo al 100% i suoi ragionamenti, le sue paure, le sue scuse che poi, altro non sono che un autoinganno.

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    09/03/2019 10:13:32

    Quella che Francesco Piccolo racconta è la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco - e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l'uomo che si vorrebbe essere e l'animale che ci si porta dentro. Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c'è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti piú impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?» In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare piú in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra - Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l'amore e il matrimonio, l'egoismo e la tenerezza - in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.

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    24/02/2019 13:38:14

    Francesco Piccolo è un autore che ci racconta sempre chi siamo

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    29/01/2019 17:18:59

    Un libro sincero e coraggioso, forse non originalissimo quanto a temi e riflessioni, ma certamente scritto col cuore. Un piccolo appunto medico :quando parla di sideremia , si riferisce evidentemente alla emoglobina.

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    24/01/2019 19:18:32

    Un libro che ho finito in un pomeriggio. Scritto a mio parere benissimo e con grande sincerità. Un punto di vista insolito sul mondo maschile che oscilla tra sensibilità e ferocia.

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    07/01/2019 08:31:16

    Condivido le opinioni precedenti. Ho ripensato a lungo, chiuso il libro, se ciò che mi infastidiva era la provocazione insita nel testo, la presentazione del maschio secondo tutti gli stereotipi contemporanei. Ma no, cio’ che non mi faceva progredire con piacere nella lettura era lo scarso interesse che mi suscitava, a tratti perfino noia.Peccato, I passati libri di Piccolo mi erano piaciuti parecchio ma questo mi ha delusa molto. Non ne consiglierei la lettura.

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    08/12/2018 09:17:50

    Insomma, io Piccolo l’ho sempre letto con piacere. Questo libro è per metà divertente, come è di solito Piccolo, per metà una delusione incredibile: pagine e pagine dedicate a riassumere altri libri, film, telefilm. Dopo aver letto il primo, gli altri li ho saltati. Delusa

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    05/12/2018 17:42:04

    Mah. Piccolo scrive un saggio che dovrebbe descrivere la razza maschio. A parte il fatto che in alcuni passi l autore risulta perfino sgradevole, io non mi ci sono ritrovato e non ho visto ritratti nemmeno la maggior parte dei maschi di mia conoscenza. Forse i riferimenti sono veramente legati alla cultura meridionale intellettuale più volte citata nel libro

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