L' anno della lepre

Arto Paasilinna

Traduttore: E. Boella
Editore: Iperborea
Edizione: 20
Anno edizione: 1994
Pagine: 204 p., Brossura
  • EAN: 9788870910407
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Descrizione
Le stravaganti e spesso esiliranti peripezie del giornalista Vatanen che, dopo avere investito una lepre, la cerca, la cura e decide di sparire con lei nei boschi della Finlandia. Questa sua divertente fuga dal passato diventa un viaggio iniziatico verso la libertà.

«Torna subito a casa.»
Vatanen rispose: «Veramente pensavo di non tornare mai più.»


Giornalista quarantenne a Helsinki, Vatanen ha raggiunto quel momento dell'esistenza in cui di colpo ci si chiede quel «ma perché» che si è cercato sempre di reprimere, nascondendo a se stessi e agli altri che quel grigiore a cui si è arrivati a furia di rinunciare ai sogni, di accettare compromessi, di rassegnarsi al logoramento delle amicizie, del lavoro, degli amori, quel qualcosa in cui siamo rimasti impigliati e in cui non ci riconosciamo, è in realtà la nostra vita. Una sera, tornando in macchina da un servizio fuori città con un amico fotografo, investe una lepre, che fugge ferita nella campagna. Vatanen scende dall'automobile, la trova, la cura e, sordo ai richiami dell'amico, sparisce con lei nei boschi intorno. Da quel momento inizia il racconto delle svariate, stravaganti, spesso esilaranti peripezie di Vatanen, trasformato in un vagabondo che parte all'avventura, on the road, un wanderer senza fretta e senza meta attraverso la società e la natura, in mezzo alle selvagge foreste del Nord e alle imprevedibili reti della burocrazia, sempre accompagnato dalla sua lepre come irrinunciabile talismano. E la sua divertente e paradossale fuga dal passato diventa un viaggio iniziatico verso la libertà, la scoperta che la vita può essere reinventata ogni momento e che, se la felicità è per natura anarchica e sovversiva, si può anche provare ad avere il coraggio di inseguirla. Un libro-culto nei paesi nordici che ha creato un genere nuovo: il romanzo umoristico-ecologico.

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Recensioni dei clienti

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    Antonino

    23/09/2018 11:56:35

    Sopravvivenza e natura. Carino questo breve romanzo che segue le avventure di questo giornalista stanco della sua vita privata e del suo lavoro. Egli infatti decide di lasciare tutto, e vive vagabondando per la Finlandia. Scrittura scorrevole e piacevole.

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    Gessica

    18/09/2018 10:14:08

    Un uomo stanco della propria vita apatica compie una svolta estrema nel momento in cui investe, con un suo collega, una povera lepre: deciderà infatti, da quel momento, di vivere con la lepre e di abbandonare lavoro, moglie ingombrante e civettuola e tutta la vita come l’aveva precedentemente vissuta. Questa la premessa da cui prende il via l’avventura del protagonista attraverso la natura finlandese, con le sue foreste, laghi, ghiacciai, e anche orsi pericolosi. Un inno alla gioia primordiale di vivere senza i doveri imposti dalla società, in compagnia di una piccola lepre e della natura, compagna fedele ma anche nemica brutale. Da leggere per l’ironia che pervade il racconto, che vi strapperà più di una risata, senza contare la riflessione sulla società con le sua gabbie da cui tutti almeno una volta abbiamo pensato di fuggire.

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    andrea

    28/07/2018 08:46:01

    Gradevole, paradossale, divertente inno alla libertà e alla natura.

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    Tower73

    19/03/2018 13:21:00

    Letto ormai 20 anni fa, ne ho ancora adesso un bellissimo ricordo. Dei suoi primi 3 romanzi pubblicati in Italia (oltre a questo il bosco delle volpi e il mugnaio urlante) rimane di gran lunga il mio preferito. Nonostante sia un'opera con diversi piani di lettura rimane,a mio parere, un libro adatto a tutti, sia per chi cerca un intrattenimento di qualità, sia per chi invece ama i libri scritti bene e per niente banali che fanno comunque pensare.

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    Paola

    08/09/2017 14:00:33

    Libro strano in quanto sviluppato su 2 filoni: il dolce sapore della libertà e il richiamo della natura come "nelle terre estreme" o "selvaggia", ma allo stesso tempo vi è anche la visione umana con il fenomeno dell'egoismo, delle incomprensioni e dell'egocentristo appartenenti ad alcuni dei personaggi. Libro ben scritto e molto carino. Lo consiglio.

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    Pietro

    06/05/2016 23:49:10

    Purtroppo sono davvero poche le tracce della Finlandia nella cultura europea rispetto a quello può offrire questo paese. I boschi, le nevi, le acque, gli animali selvaggi, il freddo: sono gli elementi con cui questo popolo ha avuto a che fare e in mezzo ai quali è cresciuto e si è formato. E non potevano che essere questi i luoghi in cui vaga il protagonista di questo racconto, e con i quali si confronta, dopo che un conflitto tipico dell'uomo moderno lo ha portato ad abbandonare la città. Paasilinna ci delizia con una scrittura leggera, vivace, intelligente, e con un personaggio attivo e vitale, ma sotto questa apparente leggerezza si nasconde qualcosa di più grande e antico.

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    Antonio Schimera

    08/06/2015 01:06:09

    Bellissima novella che lega le vicissitudini di un uomo in crisi ad una lepre selvatica. Maliconica la nota di fondo, ironiche e piene di paradossi le note di testa accompagnano un cuore dolce, muschioso, che rivela l'importanza del recupero delle nostre origini più profonde e lìincapacità di sottrarsi ad esse. Una favola in chiave nordica che non ha tutti gli ingredienti per essere quello che in fondo è già: un cult. Il meglio made in Paasilina.

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    tina

    03/06/2014 14:55:24

    Capisco che non sia facile capire Paasilinna, i suoi libri sono surreali, comici e molto molto improbabili. Io li leggo quando sento il bisogno disperato di evadere, quando vorrei proprio essere uno dei suoi personaggi, come questo che grazie all'incontro infausto con una lepre molla tutto e va a vivere la sua vita con un unico scopo, viverla insieme alla sua amatissima lepre.

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    nihil

    10/05/2014 17:04:06

    Piacevole e scorrevole, ma non all'altezza degli altri. Si ripropone il solito feeling tra un animale e l'uomo solitario. Sinceramente Aarto sfrutta troppo spesso questa trama. Rimane comunque un libro distensivo, a volte surreale, simpatico.

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    Simona

    23/02/2014 14:27:17

    Libro abbastanza scorrevole e divertente. Mi sono piaciute le riflessioni che fa scaturire. E poi fa venire una voglia incredibile di andare in Finlandia!

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    Manuel

    02/08/2013 10:00:21

    Quando leggi un librone gli dai 5 entusiasta, dai 4 ai libri belli. Questo libro non mi rimarrà nella memoria come altri, ma gli do 4, perché è stato scritto in questo modo per un motivo. Uno stile asciutto, assurdo, estremo, alla Big Fish forse. Non vuole essere un romanzo d'avventura, ma semplicemente un messaggio: fai le cose più estreme, sii sfacciato, non aver paura di inseguire l'istinto e la voglia di libertà. Evidentemente non è una storia vera o realistica, né l'autore ha la pretesa di volertela far passare come tale. Semplicemente leggero, spensierato, facile e... positivo.

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    stefaniag

    06/01/2013 16:48:47

    Il primo libro di paasilinna che ho letto e mi è' piaciuto, mi è' piaciuta l'idea. Gli altri no.

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    Massimo F.

    03/07/2012 13:50:07

    Fantastico. Fantastico. Erano più di 10 anni che non leggevo romanzi, solo autobiografie, divulgazioni scientifiche e libri di storia. Ora grazie all'Iperborea, a questo libro e a Naif.Super, ho ritrovato la voglia di leggere storie. In "L'anno della lepre" c'è una rara atmosfera serena, melanconica, una leggera tristezza (ma ci si sta bene), una prosa asciutta ed essenziale, una comicità velata che ti fa sorridere dei suoi paradossi. C'è una stupenda natura, uno stupendo paese. La lettura scorre rilassata, ma coinvolge. Il protagonista trascina il lettore in una dimensione onirica, dove ambedue possono evitare di dichiarare e riflettere sulle proprie scelte ma lasciarsi trasportare dalla propria libertà e dai propri istinti, per cercare di essere se stessi. Quasi una lezione di vita.

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    missfarfalla

    08/06/2012 14:45:19

    L'ho letto circa un anno fa, quindi non posso scrivere una recenzione precisa; ma qualcosa mi ricordo. Prima di tutto, che è stato una delusione. L'inizio promette bene, l'idea di mandare al diavolo lavoro, abitudini, aspettative che gli altri hanno su di noi per... seguire un leprotto ferito è affascinante. Piuttosto folle, anche; ma di quella follia illuminata, poetica e liberatoria che tutti vorremmo concederci almeno una volta nella vita. Ma nel seguito la narrazione prodede, come dire? per accumulazione anzichè per sviluppo. Diventa una successione di episodi, che il protagonista attraversa senza cambiare nè evolvere. Non solo: sembra lasciare che episodi e persone gli scivolino addosso, come acqua sulle pietre dei sentieri che percorre. Non formula nè giudizi morali o valutazioni personali nè, quasi, pensieri, al di fuori di quelli più elementari e concreti. Quando capita in mezzo ai fatti, all'azione, spesso partecipa (l'incendio, la relazione con la ragazza) ma come in sogno, in una specie di trance. E' strano: a volte il protagonista è come trasparente, Ci sono i fatti, ci sono le persone intorno; ma lui, lui è solo l'occhio che li osserva. Queste caratteristiche del libro mi hanno dato un tale senso di inconsistenza che, pur amando molto gli scrittori e la natura nordici, non ho finito di leggerlo. Non mi dava niente, non ci trovavo niente. A meno che il messaggio fosse proprio quello: lascia che la vita ti scorra addosso. Quando ti offre qualcosa, che sia un momento brutto o bello, coglilo comunque; ma non partecipare mai fino in fondo. E smettila di pensare, giudicare, analizzare ed analizzarti: perchè se per oggi hai un pasto da mangiare e un luogo coperto dove dormire, cos'altro ti serve? Il che avrebbe anche un suo fascino, ma mi sembra perlomeno semplicistico.

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    massimo

    09/02/2012 13:28:01

    Questo libro di Paasilinna mi è piaciuto. Molto interessante il personaggio principale, la sua voglia di libertà, la sua solitudine.

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    Bruno

    30/01/2011 04:35:34

    Penso che con gli amici entusiasti che me ne hanno cosigliato la lettura, d'ora in poi, sarà opportuno evitare l'argomento libri.Ho portato a termine la lettura del volumetto per inerzia, considerando che il numero delle pagine è contenuto e nella speranza e alla ricerca disperata di una pagina che mi consentisse di fugare l'idea di essere stato oggetto di un pesce d'aprile fuori stagione. Prima di quest'esperienza ero sicuro si essere un lettore normodotato.

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    giorgio65

    12/11/2010 21:47:26

    Si legge, ma le vicende sono troppo assurde.

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    Rubens

    26/04/2010 19:14:13

    Quando si leggono le prime pagine di questo originale Paasilinna, il primo pensiero che sovviene alla mente è che nella vita c'è sempre bisogno, di un segno/illuminazione per capire. Per comprendere effettivamente che piega sta prendendo la nostra intricata esistenza. Ed è proprio in quello che succederà al protagonista, Vatanen, giornalista depresso e rassegnato alla sua prevedibile realtà, che il lettore si immedesimerà di conseguenza alla comparsa di una lepre. Una semplice, meravigliosa creatura che riuscirà a risvegliare il lato imprevedibile della vita a tal punto da trasformare il protagonista in un romantico viaggiatore alla ricerca della propria essenza. Mille saranno le peripezie su e giù per la Finlandia, su e giù per sensazioni indescrivibili che apriranno le porte più blindate della natura umana a discapito di un sigillo sociale che opprime. L'anno della lepre è, forse, uno degli anni più importanti che ognuno di noi dovrebbe vivere per provare ad inseguire quel benefico senso di libertà che troppo a lungo si è tenuto nascosto, giorno dopo giorno, lontani dalla felicità.

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    llwellin

    06/03/2010 12:28:30

    L'insolito Paasilinna ha colpito ancora: ecco di fronte a un libro del 1974 capace di stupirsi con la sua attualità. Una lepre si intromette nella vita di Vatanen, giornalista quarantenne di Vatanen e da quel giorno la sua esistenza non sarà più la stessa. Sfogliando le pagine il lettore segue Vatanen nel suo picaresco viaggio e nella sua altrettanta metamorfosi interiore. Con lui una lepre che, al contrario, rimane pressoché immutabile. A fare da sfondo la natura della Finlandia più selvaggia. Un romanzo fugace ma denso, dolce ma amaro e... ricordatevi, “con Vatanen non si scherza.”

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    Fabio

    13/01/2010 13:07:34

    Favoloso è l'aggettivo che mi viene sponataneo. Questo libro fa sognare, viaggiare, eccitare e tanto altro. Un libro da leggere per chi è in cerca di riscatto, per chi ha bisogno di staccare e sognare ad occhi aperti, per chi vuole vivere una avventura in un mondo molto distante dal nostro. E per chi vuole proiettare in una storia favolosa la propria vita, soprattutto se dominata dal conformismo.

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