L' anno della lepre

Arto Paasilinna

Traduttore: E. Boella
Editore: Iperborea
Edizione: 20
Anno edizione: 1994
Pagine: 204 p., Brossura
  • EAN: 9788870910407
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    Paola

    08/09/2017 14:00:33

    Libro strano in quanto sviluppato su 2 filoni: il dolce sapore della libertà e il richiamo della natura come "nelle terre estreme" o "selvaggia", ma allo stesso tempo vi è anche la visione umana con il fenomeno dell'egoismo, delle incomprensioni e dell'egocentristo appartenenti ad alcuni dei personaggi. Libro ben scritto e molto carino. Lo consiglio.

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    Pietro

    06/05/2016 23:49:10

    Purtroppo sono davvero poche le tracce della Finlandia nella cultura europea rispetto a quello può offrire questo paese. I boschi, le nevi, le acque, gli animali selvaggi, il freddo: sono gli elementi con cui questo popolo ha avuto a che fare e in mezzo ai quali è cresciuto e si è formato. E non potevano che essere questi i luoghi in cui vaga il protagonista di questo racconto, e con i quali si confronta, dopo che un conflitto tipico dell'uomo moderno lo ha portato ad abbandonare la città. Paasilinna ci delizia con una scrittura leggera, vivace, intelligente, e con un personaggio attivo e vitale, ma sotto questa apparente leggerezza si nasconde qualcosa di più grande e antico.

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    Antonio Schimera

    08/06/2015 01:06:09

    Bellissima novella che lega le vicissitudini di un uomo in crisi ad una lepre selvatica. Maliconica la nota di fondo, ironiche e piene di paradossi le note di testa accompagnano un cuore dolce, muschioso, che rivela l'importanza del recupero delle nostre origini più profonde e lìincapacità di sottrarsi ad esse. Una favola in chiave nordica che non ha tutti gli ingredienti per essere quello che in fondo è già: un cult. Il meglio made in Paasilina.

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    tina

    03/06/2014 14:55:24

    Capisco che non sia facile capire Paasilinna, i suoi libri sono surreali, comici e molto molto improbabili. Io li leggo quando sento il bisogno disperato di evadere, quando vorrei proprio essere uno dei suoi personaggi, come questo che grazie all'incontro infausto con una lepre molla tutto e va a vivere la sua vita con un unico scopo, viverla insieme alla sua amatissima lepre.

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    nihil

    10/05/2014 17:04:06

    Piacevole e scorrevole, ma non all'altezza degli altri. Si ripropone il solito feeling tra un animale e l'uomo solitario. Sinceramente Aarto sfrutta troppo spesso questa trama. Rimane comunque un libro distensivo, a volte surreale, simpatico.

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    Simona

    23/02/2014 14:27:17

    Libro abbastanza scorrevole e divertente. Mi sono piaciute le riflessioni che fa scaturire. E poi fa venire una voglia incredibile di andare in Finlandia!

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    Manuel

    02/08/2013 10:00:21

    Quando leggi un librone gli dai 5 entusiasta, dai 4 ai libri belli. Questo libro non mi rimarrà nella memoria come altri, ma gli do 4, perché è stato scritto in questo modo per un motivo. Uno stile asciutto, assurdo, estremo, alla Big Fish forse. Non vuole essere un romanzo d'avventura, ma semplicemente un messaggio: fai le cose più estreme, sii sfacciato, non aver paura di inseguire l'istinto e la voglia di libertà. Evidentemente non è una storia vera o realistica, né l'autore ha la pretesa di volertela far passare come tale. Semplicemente leggero, spensierato, facile e... positivo.

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    stefaniag

    06/01/2013 16:48:47

    Il primo libro di paasilinna che ho letto e mi è' piaciuto, mi è' piaciuta l'idea. Gli altri no.

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    Massimo F.

    03/07/2012 13:50:07

    Fantastico. Fantastico. Erano più di 10 anni che non leggevo romanzi, solo autobiografie, divulgazioni scientifiche e libri di storia. Ora grazie all'Iperborea, a questo libro e a Naif.Super, ho ritrovato la voglia di leggere storie. In "L'anno della lepre" c'è una rara atmosfera serena, melanconica, una leggera tristezza (ma ci si sta bene), una prosa asciutta ed essenziale, una comicità velata che ti fa sorridere dei suoi paradossi. C'è una stupenda natura, uno stupendo paese. La lettura scorre rilassata, ma coinvolge. Il protagonista trascina il lettore in una dimensione onirica, dove ambedue possono evitare di dichiarare e riflettere sulle proprie scelte ma lasciarsi trasportare dalla propria libertà e dai propri istinti, per cercare di essere se stessi. Quasi una lezione di vita.

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    missfarfalla

    08/06/2012 14:45:19

    L'ho letto circa un anno fa, quindi non posso scrivere una recenzione precisa; ma qualcosa mi ricordo. Prima di tutto, che è stato una delusione. L'inizio promette bene, l'idea di mandare al diavolo lavoro, abitudini, aspettative che gli altri hanno su di noi per... seguire un leprotto ferito è affascinante. Piuttosto folle, anche; ma di quella follia illuminata, poetica e liberatoria che tutti vorremmo concederci almeno una volta nella vita. Ma nel seguito la narrazione prodede, come dire? per accumulazione anzichè per sviluppo. Diventa una successione di episodi, che il protagonista attraversa senza cambiare nè evolvere. Non solo: sembra lasciare che episodi e persone gli scivolino addosso, come acqua sulle pietre dei sentieri che percorre. Non formula nè giudizi morali o valutazioni personali nè, quasi, pensieri, al di fuori di quelli più elementari e concreti. Quando capita in mezzo ai fatti, all'azione, spesso partecipa (l'incendio, la relazione con la ragazza) ma come in sogno, in una specie di trance. E' strano: a volte il protagonista è come trasparente, Ci sono i fatti, ci sono le persone intorno; ma lui, lui è solo l'occhio che li osserva. Queste caratteristiche del libro mi hanno dato un tale senso di inconsistenza che, pur amando molto gli scrittori e la natura nordici, non ho finito di leggerlo. Non mi dava niente, non ci trovavo niente. A meno che il messaggio fosse proprio quello: lascia che la vita ti scorra addosso. Quando ti offre qualcosa, che sia un momento brutto o bello, coglilo comunque; ma non partecipare mai fino in fondo. E smettila di pensare, giudicare, analizzare ed analizzarti: perchè se per oggi hai un pasto da mangiare e un luogo coperto dove dormire, cos'altro ti serve? Il che avrebbe anche un suo fascino, ma mi sembra perlomeno semplicistico.

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    massimo

    09/02/2012 13:28:01

    Questo libro di Paasilinna mi è piaciuto. Molto interessante il personaggio principale, la sua voglia di libertà, la sua solitudine.

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    Bruno

    30/01/2011 04:35:34

    Penso che con gli amici entusiasti che me ne hanno cosigliato la lettura, d'ora in poi, sarà opportuno evitare l'argomento libri.Ho portato a termine la lettura del volumetto per inerzia, considerando che il numero delle pagine è contenuto e nella speranza e alla ricerca disperata di una pagina che mi consentisse di fugare l'idea di essere stato oggetto di un pesce d'aprile fuori stagione. Prima di quest'esperienza ero sicuro si essere un lettore normodotato.

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    giorgio65

    12/11/2010 21:47:26

    Si legge, ma le vicende sono troppo assurde.

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    Rubens

    26/04/2010 19:14:13

    Quando si leggono le prime pagine di questo originale Paasilinna, il primo pensiero che sovviene alla mente è che nella vita c'è sempre bisogno, di un segno/illuminazione per capire. Per comprendere effettivamente che piega sta prendendo la nostra intricata esistenza. Ed è proprio in quello che succederà al protagonista, Vatanen, giornalista depresso e rassegnato alla sua prevedibile realtà, che il lettore si immedesimerà di conseguenza alla comparsa di una lepre. Una semplice, meravigliosa creatura che riuscirà a risvegliare il lato imprevedibile della vita a tal punto da trasformare il protagonista in un romantico viaggiatore alla ricerca della propria essenza. Mille saranno le peripezie su e giù per la Finlandia, su e giù per sensazioni indescrivibili che apriranno le porte più blindate della natura umana a discapito di un sigillo sociale che opprime. L'anno della lepre è, forse, uno degli anni più importanti che ognuno di noi dovrebbe vivere per provare ad inseguire quel benefico senso di libertà che troppo a lungo si è tenuto nascosto, giorno dopo giorno, lontani dalla felicità.

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    llwellin

    06/03/2010 12:28:30

    L'insolito Paasilinna ha colpito ancora: ecco di fronte a un libro del 1974 capace di stupirsi con la sua attualità. Una lepre si intromette nella vita di Vatanen, giornalista quarantenne di Vatanen e da quel giorno la sua esistenza non sarà più la stessa. Sfogliando le pagine il lettore segue Vatanen nel suo picaresco viaggio e nella sua altrettanta metamorfosi interiore. Con lui una lepre che, al contrario, rimane pressoché immutabile. A fare da sfondo la natura della Finlandia più selvaggia. Un romanzo fugace ma denso, dolce ma amaro e... ricordatevi, “con Vatanen non si scherza.”

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    Fabio

    13/01/2010 13:07:34

    Favoloso è l'aggettivo che mi viene sponataneo. Questo libro fa sognare, viaggiare, eccitare e tanto altro. Un libro da leggere per chi è in cerca di riscatto, per chi ha bisogno di staccare e sognare ad occhi aperti, per chi vuole vivere una avventura in un mondo molto distante dal nostro. E per chi vuole proiettare in una storia favolosa la propria vita, soprattutto se dominata dal conformismo.

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    Alfia

    14/06/2009 17:11:28

    Innanzitutto vorrei fare un appello all’editore: per cortesia, scelga un altro tipo di rilegatura, dover usare tutte e due le mani per tenere il libro aperto è una vera tortura. A parte questo appunto ad Iperborea, L’anno della Lepre è’ un romanzo che si legge in un batter d’occhio, una gustosa parabola sul senso della vita raccontata con ironia e gusto del paradosso. Superato il fastidio della scomoda rilegatura sono entrata nello zaino di Vatanen e a volte da sola, a volte in compagnia della sua lepre, ho assaporato la sua capacità funambolica di passare dal paradosso alla denuncia sociale, dalla suggestiva solitudine delle immense foreste al susseguirsi di avventure tanto esilaranti quanto inverosimili, dalla malinconia di una vita solitaria ai toni epici della conclusiva caccia all’orso, simbolo del lato oscuro e violento della personalità umana. Soprattutto ho assaporato il gusto del viaggio solitario in una natura selvaggia e sconfinata che tanto rappresenta una parte fondamentale del mio essere in questo mondo. Momenti più o meno lunghi di solitudine con solo la natura intorno che ti parla in un linguaggio universale, sia che ci si trovi sulle Alpi Orobie piuttosto che nelle savane africane, sono il più alto grado di libertà che un essere umano può assaporare. E per libertà intendo non solo quella dai legami umani che ci tengono ancorati in un determinato posto, dalla necessità di conformarci alle esigenze di una società strutturata, ma anche la lib

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    Dude

    12/06/2009 11:47:44

    Un libro stupendo, fatto di silenzi e di un viaggio che è un perdersi per ritrovarsi, di una caccia che è un braccare senza posa l'attentato alla propria parte pura. Forse il miglior libro di Paasilinna.

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    valeria

    28/01/2009 10:38:54

    Molto piacevole il racconto e la descrizione dei Paesi Nordici. Divertenti le avventure del protagonista e il suo rapporto con la lepre. Lettura molto distensiva e di pura evasione.

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    stefano

    11/01/2009 19:39:07

    stile essenziale e vagamente ironico. Romanzo picaresco e, in quanto tale, privo di una trama vera e propria. Noiosetto.

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