Categorie

Emilio Lussu

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 216 p.
  • EAN: 9788806173142

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giacomo Bellini

    01/01/2015 11.11.46

    Un vero capolavoro. Il romanzo che puo' essere considerato simbolo dell'inutilita' e della pazzia della Prima Guerra Mondiale. Se fosse possibile dare 6 stellette ad un romanzo questo sarebbe il caso.

  • User Icon

    mmarcuss

    14/07/2014 11.13.46

    Ironico, drammatico, goliardico e commovente al tempo stesso. Un affresco sulla follia della prima guerra vista da un grande narratore. Consgliatissimo

  • User Icon

    Leopoldo Roman

    22/12/2013 19.48.03

    Consigliatissimo. Assieme a "Le scarpe al sole" di Paolo Monelli è uno dei capolavori letterari sulla prima guerra mondiale. Mitiche le figure del generale Leone e del tenente Ottolenghi. Se qualcuno nutre ancora dubbi sul fatto che la grande guerra sia stata solo una "inutile strage", legga e rilegga questo libro.

  • User Icon

    pancho

    16/05/2013 17.21.35

    da leggere. io l'ho fatto con ritardo.

  • User Icon

    fix62

    01/03/2013 17.54.52

    L'autore testimonia e ripercorre, con l'umanita essenziale e cruda di chi può dire ''io c'ero'', la fornace insensata e terribile che distrusse la gioventù italiana ( ed europea ): la Grande Guerra. Nel libro traspare la solidarietà con gli stessi soldati austro ungarici, mandati a morire con uguale crudeltà dai loro governanti, per la gloria e la brama di potere dei generali. Da vedere anche il film che ne trasse Francesco Rosi , ''Uomini contro''. Da leggere assolutamente !!!!!!!!!!!!!

  • User Icon

    Federico

    17/12/2012 12.17.40

    un romanzo, quasi un diario di ricordi di guerra, la prima parte incalzante tenuta insieme dalla figura del Generale Leone, esempio negativo di comando militare; poi alcuni capitoli senza una particolare trama che non sia la grande guerra, quindi la narrazione si riprende e entra in una fase intimistica con una descrizione più attenta della psicologia dei vari protagonisti, i pochi sopravissuti alle crudeltà di una guerra feroce più negli errori dei comandi delle opposte fazioni che nell'azione delle truppe sul fronte. un libro che non si può non aver letto

  • User Icon

    Valerio

    04/12/2012 19.18.09

    Sono sincero, ho comprato questo libro, solo perchè nel corso di storia contemporanea mi è stato consigliato. Non conoscevo Emilio Lussu ma, dopo aver letto i primi capitoli, ho capito che avevo tra le mani un capolavoro. Lettura scorrevole, lo consiglio a chiunque, anche a chi di solito non legge questo genere.

  • User Icon

    Gianmarco

    04/01/2012 10.04.54

    Un ottima testimonianza sulla dura vita di trincea durante la Grande Guerra. Libro scritto in maniera estremamente scorrevole che lascia trasparire, oltre alla grande sofferenza patita per un conflitto assurdo foriero unicamente di morte, anche una visione alternativa (e probabilmente razionale) del nemico austriaco. Lussu, infatti, non lo dipinge come un demone da estirpare ad ogni costo, ma come una persona umana alla pari di tutte le altre (con moglie, figli, parenti, ecc.) che si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato, esattamente come i soldati italiani. Un testo assolutamente da leggere e, soprattutto, da far leggere nelle scuole.

  • User Icon

    Tieke

    29/09/2011 12.32.27

    Ottimo ed emozionante libro sulla Prima Guerra Mondiale degli italiani. Imperdibile per chi vive e ama le montagne del Veneto e del Trentino, per capirle. La narrazione rimane equidistante dal romanzo, dal documentario e dal diario, è semplice e scorrevole. Qualcuno si smarrirà tra nomi di luoghi e montagne sconosciuti e appena citati, tra i vari gradi delle gerarchie dell'esercito, ma continuando a leggere ne ridimensionerà l'importanza. Qualcuno potrà avere la sensazione di una forzosa onnipresenza del narratore durante gli episodi di trincea raccontati in maniera non lineare, quasi egli compaia appositamente in ogni scena che possa colpire il lettore, e la sua assenza (di dettaglio) durante le scene di assalto alla trincea nemica sempre giustificata dalle emozioni travolgenti di quei tragici momenti che gli impediscono di ricordare bene quanto accaduto e in quanto tempo. Questa sensazione tende a offuscare la certezza di genuinità con cui ogni lettore si predispone alla lettura di questi tipi di testo, ma se si sopprime questa sensazione, si ignora il narratore e ci si concentra sugli altri personaggi, allora ci si può davvero immedesimare nella vera assurdità, nel vero coraggio, nei veri sentimenti e nei veri meccanismi che portano l'essere umano ad agire in situazioni estreme e sempre molto vicine alla morte, nella situazione peggiore che possa esistere, quella in cui i nemici ti uccidono e gli amici sono altri nemici. Consiglio anche il romanzo autobiografico "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di Erich Maria Remarque, ambientato sul fronte franco-tedesco.

  • User Icon

    giuliog02

    05/03/2010 13.24.56

    Eccezionale. Un libro che consiglio a tutti. Che andrebbe letto e commentato a scuola. L'autore non é uno scrittore professionista, ma é un uomo colto, che ha saputo scrivere con grande semplicità e, al contempo penetrazione nell'animo di chi legge, la varietà dei sentimenti, delle sensazioni, dei moti dell'anima di chi vive la guerra in trincea, oltre, beninteso, i fatti nella loro tragica crudezza . Due miei zii hanno combattuto - come Alpini - nella prima e seconda guerra mondiale. Hanno sempre parlato poco, e solo se richiesti ,di fatti della seconda, ma spesso - spontaneamente - si dilungavano in racconti di ciò che avevano vissuto nella prima! Era sentita e vissuta combattendo per la propria terra: uno era originario della Valsugana e l'altro di Bassano del Grappa. Libro consigliato, indispensabile nella biblioteca di casa.

  • User Icon

    francesco

    16/07/2009 15.04.27

    Solo una cosa:è un libro da leggere

  • User Icon

    S.A.

    23/06/2009 08.37.03

    Uno dei libri più belli sulla Grande Guerra, lo consiglio a tutte le persone che vogliono sapere e che non vogliono dimenticare.

  • User Icon

    tower73

    24/04/2009 22.12.32

    Concordo con chi mi ha preceduto nella recensione di questo libro: Bello!!! Grazie allo stile asciutto si legge tutto d'un fiato, un libro che fa veramente riflettere. Consigliato! P.S. per gli amanti del genere io consiglio "il soldato dimenticato" di GuY Sajer; purtroppo è uscito molti anni fa e lo si trova solo sulle bancarelle dell'usato.

  • User Icon

    Marco Urraro

    25/01/2009 20.31.28

    Il più bel libro sulla Grande guerra italiana, e assolutamente da accompagnarne la lettura con il film "Uomini contro" di Francesco Rosi.

  • User Icon

    bandy

    01/12/2008 23.05.55

    ottimo il piu bel libro di guerra che io abbia letto scritto con un linguaggio semplice senza retorica e falsi patriottismi e sopratutto molto ironico nota bene non e un libro contro la guerra ma neanche a favore lussu ha scritto la nuda e semplice realta anche se tuttora a qualcuno puo storcere il naso

  • User Icon

    GB

    28/11/2008 18.41.22

    Grazie alla radio ho riscoperto questo bellissimo libro che molte volte avevo sfiorato e mai preso. E’ il drammatico, veridico, apodittico, tremendo racconto di quel che accadeva ai nostri soldati, ai fanti e agli ufficiali nelle trincee della prima guerra mondiale, in quella orrenda carneficina che si scatenò nel cuore della vecchia Europa nel 1914 e che poi come una malattia mortale contagiò il resto del mondo. La guerra In Europa fu una specie di ibrido tra le dottrine strategiche di stampo napoleonico e le nuove strategie nelle quali facevano capolino le tecnologie militare avanzate che nel corso della seconda guerra mondiale e sopra tutto poi, durante la guerra fredda, sarebbero state tremendamente affinate. Nata come guerra di movimento e poi diventata per un lungo tempo guerra di posizione, sulle trincee del Carso e su quelle della Marna persero la vita, nei tre anni e mezzo che durò, ben 11 milioni della migliore gioventù europea, per non contare gli innumerevoli feriti e il gran numero di mutilati, e tacere delle conseguenze (crisi economiche, cataclismi politici e sociali) che il conflitto lasciò non solo in Europa. Il raccontò è intriso di tanto doloroso realismo e di profonda pietà che, e desta meraviglia che il tenente prima e poi capitano Lussu, che pure interamente si spese in quegli anni e tin quelle trincee, abbia potuto scampare alla sorte di tanti suoi commilitoni (soldati o ufficiali di reparto si moriva lo stesso e con la stessa facilità). La narrazione ci impietosisce e ci addolora e il libro è forse lo strumento giusto per confutare quella bestiale bugia che pretende che debba essere bello e appagante morire per la patria. Una sola nota critica ad un libro per altro raccomandabilissimo. Emilio Lussu fu un soldato, un patriota e poi un politico. Non so quanti sarebbero riusciti a far quel che lui fece senza macchiarsi le mani e la coscienza. Era un uomo colto, ma non era uno scrittore, un letterato. E questo nella sua scrittura a parer mio un po' emerge.

  • User Icon

    giovanna

    22/10/2008 15.17.00

    Ascolto anch’io in questi giorni la lettura di Marco Paolini su Radio 3 di Un anno sull'altipiano. Ho letto almeno due volte il libro, oltre ai brani durante i periodi scolastici, ho visto il film 'Uomini contro' (per non parlare de La Grande Guerra, ma lì c'erano Sordi e Gassman a stemperare la tragedia)...ebbene non ho mai sofferto tanto come quando ascolto questa lettura radiofonica Porcamiseria! Mi viene un groppo sullo stomaco che devo spegnere la radio per un poco! Sarà la mia età ormai consapevole dei mali del mondo, ma proprio è un'angoscia ascoltare quelle pagine. Lo considero una preghiera questo mio sentire, un'orazione civile, per non dimenticare quei poveracci mandati qui su queste nostre montagne a morire PER NIENTE!!! Anch’io ho avuto un nonno soldato che ha combattuto con gli Austriaci, mentre l’altro nonno era già carabiniere sullo stesso confine con l’Impero AustroUngarico. Così va il mondo e da allora credo che solo le tecniche di guerra siano cambiate, ma non la sostanza. Beata ingenuità di chi considera questo libro ‘noioso’!!

  • User Icon

    Giovanna Antolini

    10/10/2008 00.31.19

    Lo sto "rileggendo" in questi giorni attraverso la voce di Marco Paolini, alle 14, su Radio3. Ricordo anche il film "Uomini contro", degli anni settanta. Di fronte a testi come questo, così duro, ma sobrio, si sente tutta l'assurdità di qualunque guerra. Consiglio anch'io, come un precedente "recensore" il testo "Tappe della disfatta", scritto da un militare austriaco. Piccola nota personale: mentre mio nonno materno durante quella guerra si occupava dell'addestramento dei cavalli da mandare sul fronte italiano, quello paterno era stato inviato in Galizia - trentino, era suddito austroungarico, e dunque dall'altra parte. Ma ci pensate? Se si fossero ritrovati in quelle assurde zone di postazione, uno di fronte all'altro, sparando colpi così, da normale pattuglia, e uno avesse colpito l'altro... Beh, io non ci sarei, e, sinceramente, mi dispiacerebbe molto! Adesso mi occupo di alfabetizzazione di studenti stranieri. Forse se si comunicasse di più...

  • User Icon

    K.

    28/09/2008 14.21.15

    Uno stupendo spaccato sulla cruda realtà della prima guerra mondiale. Un libro limpido, scorrevole, amaro e tremendamente reale scritto molto bene. Consigliato vivamente.

  • User Icon

    valter guglielmetti

    29/08/2008 10.47.28

    Un bellissimo libro, da raccomandare per la lettura nelle scuole medie. Sono pazzeschi (nel senso veramente da pazzi) i comportamenti di alcuni ufficiali del tempo, gente magari colta ma accecata dalla più bieca ignoranza in nome dell’onore di patria, del regolamento e dell’onore militare. Si capisce bene quale follia sia stata la prima guerra mondiale, autentica carneficina senza scampo, dove i morti si sono veramente sprecati, ed è la parola giusta. Alcune pagine, sembra incredibile, sono persino spiritose, in altre si viene a contatto con la realtà della guerra, con la povertà dei soldati, con la loro stanchezza e l’assurdità di molte giornate. E’ un libro che, nonostante racconti fatti di quasi cento anni fa, può insegnare molte cose ancora oggi.

Vedi tutte le 28 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione