Antologia di Spoon River. Testo inglese a fronte

Edgar Lee Masters

Curatore: F. Pivano
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 2
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: XLVI-507 p., Brossura
  • EAN: 9788806199920
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    Maria B.

    03/11/2013 15:08:14

    Inchino davanti a questo capolavoro. Semplicemente... geniale!

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    DonnieSF

    07/10/2012 20:51:37

    Il libro stupisce per la sua capacità di tessere, costruire e distruggere storie di vite intere attraverso una serie di epitaffi, sentenze folgoranti, lanciate dai numerosi protagonisti. E qui il vero protagonista è il paese di Spoon River che rivive nella non rassegnazione dei suoi abitanti a cui il paese stesso ha assegnato una vita che non riconoscono come loro. Immaginiamo di essere un viandante, di salire passo dopo passo in cima a un colle, di venire accolti dal grande cancello di un vecchio campo santo di provincia, tra il fresco degli alberi e il bisbigliare del vento caldo, a nei nomi incisi nel marmo le storie di vite sepolte sulla collina di Spoon River. Quei nomi resuscitano momentaneamente come zombie, sotto forma di poesie per quel paziente e curioso viandante. Si rivelano a turno, senza litigare su chi debba sfogarsi per primo, come solo la morte consente di fare. In ogni pagina si incontra una vita, un frammento di storia che riecheggia dalle parole scritte su un epitaffio, ma soprattutto dalle voci dei protagonisti che ripudiano il posto che la morte gli ha assegnato. Le loro voci a volte calme a volte implacabili chiedono al viandante un'ultima occasione per spiegare i motivi delle loro scelte e delle loro esistenze. Nei racconti si intrecciano più storie e più esistenze. Un intrecciarsi di vite, di ognuna scopriamo gradualmente delle verità, svelate da diversi protagonisti, fino al punto di imbatterci su lapidi di qualcuno che ci sembra di conoscere già fin troppo bene; per poi accorgerci che per ogni azione c'è una ragione e nessuno potrà mai dare un giudizio finale. Ogni testimonianza si compone e scompone camminando qua e là, lasciandoci spesso frastornati e con la certezza che nessuna sarà mai, per noi, completa e conclusa.

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    Renzo Montagnoli

    04/05/2012 07:05:25

    Masters, di professione avvocato, nel tempo libero era assillato dal desiderio di scrivere qualche cosa del suo villaggio, una storia che racchiudesse in sé personaggi che riflettessero le principali caratteristiche umane, vale a dire i (molti) difetti e i (pochi) pregi. A seguito anche della lettura di Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray nacque così l'idea di una raccolta poetica alquanto originale essendo costituita da epitaffi, come se fossero stati presi pari pari dalle lapidi di un camposanto di un immaginario piccolo paese della provincia americana. Furono pubblicati uno ad uno sulle pagine del Mirror di St. Louis, incontrando subito uno straordinario successo, perché in queste 244 epigrafi, nel riportare le vicende del piccolo microcosmo di Spoon River, in una serie di quadri di grande effetto, Masters descrive in pratica la vita dell'uomo, con un'abilità, unita a un'ironia sottile e mai impertinente, che avvince il lettore, sorpreso da certi possibili raffronti con personaggi anche attuali. Ma è anche un libro che parla con passione e senza enfasi di pace, che segue altresì un percorso da un'agnostica pace a un convinto antimilitarismo, da un'idea di socialità a una razionale convinzione che il capitalismo è una stortura; il tutto è espresso in modo garbato, piacevole e soprattutto chiaro. Se ancor oggi, a quasi un secolo dalla pubblicazione, l'Antologia di Spoon River continua a riscuotere consensi è proprio per la sua attualità: l'uomo non è sostanzialmente cambiato e la storia lo dimostra. Su quelle lapidi mai sarebbero apparsi gli epitaffi di Masters, perché è solo passeggiando per i viali di un cimitero che viene spontaneo chiedersi, leggendo le tante epigrafi che parlano di marito esemplare, di uomo pio e onesto, di persona amata da tutti, come mai l'umanità buona sia propria solo dei defunti. E il grande merito di quest'opera è che attraverso la morte ci insegna la vita.

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