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Vittorio Lanternari

Editore: Dedalo
Anno edizione: 1997
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788822061911
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scheda di Filoramo, G., L'Indice 1998, n. 9

Il libro di Lanternari è composto da una serie di saggi, quasi tutti già editi, per lo più di carattere storiografico, tra cui spicca il primo, inedito, in cui lo studioso tenta un bilancio di questo tipo di studi in Italia a partire dall'opera di Pettazzoni, alla luce di un'idea di antropologia religiosa che tenta di coniugare, sullo sfondo di un imprescindibile comparativismo di tipo funzionalistico, storia e antropologia. Mentre alcuni degli altri saggi, già editi, costituiscono capitoli preparatori di questa interessante sintesi o, come i due saggi su Eliade, ripresentano i termini di una nota polemica contro Eliade e il suo antisemitismo, un terzo gruppo, dedicato ai temi della festa o dei rapporti tra religione, malattia e guarigione, costituiscono esempi concreti di quell'antropologia religiosa dinamicista che Lanternari ha cercato di costruire in quarant'anni di feconda attività scientifica. Il libro di Alessandra Ciattini costituisce, in questo senso, anche alla luce dell'attività didattica dell'autrice (che insegna antropologia religiosa all'Università "La Sapienza" di Roma) e in linea con gli scopi didattici della collana in cui esce, un interessante tentativo di introdurre in modo sistematico il lettore e lo studente a questa disciplina. Esso coniuga in modo intelligente consapevolezza storiografica dei modi in cui si è venuta costruendo nella nostra tradizione culturale, in un'ottica inevitabilmente etnocentrica, una prospettiva antropologica di lettura e interpretazione dei fenomeni religiosi dei "primitivi" (termine che per l'autrice indica "una specifica forma di complessità caratterizzata dalla polifunzionalità delle diverse istanze sociali") con una presentazione sistematica, aggiornata e criticamente avvertita dei due poli (credenze e pratiche) in cui si articola la problematica religiosa di queste popolazioni. Precede queste due parti, che costituiscono il cuore del libro, un'equilibrata presentazione, metodologicamente avvertita, del rompicapo della definizione della religione e una sintetica esposizione delle più o meno lontane radici culturali e filosofiche dell'antropologia religiosa. A conclusione, due brevi ma azzeccati capitoli sulle religioni tradizionali nel processo acculturativo che espongono gli aspetti essenziali dei movimenti e culti sincretistici e dei vari millenarismi e profetismi. Il libro è scritto chiaramente, e in genere affronta in modo equilibrato e convincente difficili nodi interpretativi come quelli del relativismo o dell'etnocentrismo critico e, in generale, offre una solida introduzione a una problematica affascinante che, nonostante i contributi portati dalla tradizione interpretativa evocata e rappresentata da Lanternari, riserva ancora molte possibilità di analisi e sintesi.