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Godfrey H. Hardy

Traduttore: L. Saraval
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 108 p. , Brossura
  • EAN: 9788811685272

12° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Biografie - Biografie e autobiografie - Scienziati, tecnologi, ingegneri

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A oltre dieci anni dalla prima edizione italiana, torna in libreria uno dei più affascinanti "atti d'amore" per la matematica, non a caso scritto verso la fine della sua vita da uno dei massimi matematici del Novecento ->Godfrey H. Hardy ->, quasi sicuramente sconosciuto al grande pubblico. Personaggio abbastanza strano (copriva gli specchi per non vedere la sua immagine), Hardy viene brillantemente presentato nella prefazione da Charles P. Snow - altra importante personalità scientifica della storia del Novecento (il suo Le due culture ha fatto epoca) ->, che ce lo descrive raccontando la loro lunga amicizia, nata grazie alla comune passione per il cricket. Per Hardy la matematica aveva un valore soprattutto estetico, e ha sicuramente ragione quando sostiene che il principale elemento di attrazione per questa disciplina è proprio quello estetico, la ricerca di una bellezza che si può ritrovare tanto nelle costruzioni elementari quanto in quelle più raffinate e complesse. Hardy sostiene anche che gli enti matematici e le loro proprietà hanno un'esistenza indipendente da chi li scopre, per cui il matematico non sarebbe altro che un navigatore, un esploratore (mentale) che scopre passaggi nuovi e traccia nuove mappe dell'universo matematico. "Credo che la realtà matematica sia fuori di noi, che il nostro compito sia di scoprirla o di osservarla, e che i teoremi che noi dimostriamo, qualificandoli pomposamente come nostre 'creazioni', siano semplicemente annotazioni delle nostre osservazioni". La matematica di cui parla Hardy non è la matematica "utile", la matematica che serve ai tecnici, agli ingegneri, agli statistici. È la matematica "inutile", la matematica "pura", fine a se stessa, la matematica "bella", la "sua" matematica. (Anche se poi, come osserva Edoardo Vesentini nella prefazione all'edizione italiana, è proprio la "legge di Hardy" che in genetica spiega la trasmissione dei caratteri mendeliani primari e secondari). Ma, allora, perché una persona decide di dedicarsi alla matematica? A questa domanda, alla fine della sua Apologia , così risponde Hardy. "La sola difesa della mia vita, o di chiunque sia stato matematico nello stesso mio senso, è dunque questa: ho aggiunto qualcosa al sapere e ho aiutato altri ad aumentarlo ancora; il valore dei miei contributi si differenzia soltanto in grado, e non in natura, dalle creazioni dei grandi matematici, o di tutti gli altri artisti, grandi e piccoli, che hanno lasciato qualche traccia dietro di loro". Sarebbe bello che le recenti esplosioni di entusiasmo per Infinities di Barrow-Ronconi o per il Nash-Crowe di A beatiful mind spingessero qualcuno a leggere questo libro. Lo aiuterebbe a capire che cos'è la matematica e che cosa significhi davvero essere un matematico (e magari perché val la pena di esserlo).

Emanuele Vinassa de Regny

Recensioni dei clienti

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    Ivano

    01/12/2016 19.27.02

    Non un capolavoro, ma comunque un saggio davvero molto interessante su cosa voglia dire essere dei matematici teorici. Utile anche per scoprire chi fu Hardy, matematico importante quanto sconosciuto. Sicuramente un ottimo regalo da fare ad un matematico. Peccato che non vi sia un'edizione rilegata, e per il prezzo relativamente elevato.

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    Giampiero Castriciano

    30/04/2007 11.36.16

    Libro al di sotto delle aspettative. Solo la prefazione occupa ben 48 pagine su 108. Pochissimi i riferimenti sul pensiero e l'opera dell'autore che talvolta sembra peccare di una certa autoreferenzialità. Molti invece i riferimenti a situazioni secondarie quali il gioco del cricket ed altro. Non condivisibile l'opinione dello stesso Hardy sulla neutralità della matematica, opinione questa poco confacente alla statura intellettuale dello studioso.

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    roberto

    02/09/2004 15.49.37

    trovo questo libro decisanente bello, e con una bella introduzione. un libro che, a parer mio, piacera sia a matematici che non.

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