L' apprendistato di Duddy Kravitz

Mordecai Richler

Traduttore: M. Birattari
Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Edizione: 2
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 20 settembre 2006
Pagine: 350 p., Brossura
  • EAN: 9788845921001
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Descrizione
All'inizio di questo romanzo Duddy Kravitz ha 15 anni, ma si rade due volte al giorno nella speranza di farsi crescere il più in fretta possibile la barba. La sua vita non è facile, nel ghetto ebraico di Montreal, e la profezia del nonno ("un uomo senza terra non è nulla") incombe sul suo futuro come una condanna. O un invito a non arretrare di fronte a nulla pur di raggiungere lo scopo. Ed è in questo senso che Duddy la interpreta, costruendosi passo dopo passo una carriera di cialtrone, bugiardo, baro, libertino - in altre parole di sognatore professionista, visto che il suo ultimo approdo, che gli garantirà denaro e gloria, sarà il cinema.

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    gianni

    06/08/2012 16:26:38

    Mordecai inizia a renderci antipatici i suoi personaggi, davvero sgradevoli, poi ce li fa adorare e poi, in quest'ultimo libro, alla fine, ci fa capire che sin dall'inizio avevamo ragione. Manca l'irresistibile ironia di Barney, ma è un buon libro, con un non so che di fiaba moderna.

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    vieni_127

    24/05/2010 20:26:55

    Mordecai Richler a 28 anni fa capire di essere il migliore: conosciuto e amato per un'opera scritta da sessantenne (La Versione di Barney), in realtà "questo" Duddy Kravitz sarebbe potuto diventare il suo capolavoro, se non avesse deciso di oscurarlo con Salomon Gursky e Barney Panoksfky. Ma perché fare confronti? Immaginiamo di avere solo questo tra le mani, cronologicamente il primo: è una bomba, perdinci! Dialoghi che "saltano fuori dalle pagine" tanto sono reali, appassionante e coinvolgente, Mordy ha la dannata abilità di farti innamorare dei suoi personaggi. Duddy è un grandissimo, scaltro, ebreo, filantropo, buono, crudelissimo. E i co protagonisti sono favolosi: Lennie e Max, ma anche Dingleman o Yvette o Virgie, bestiali! Nel '59 la prima stella della sera, la prima davvero luminosa: la costellazione letteraria messa su da Richler non poteva prescindere da questa pietra preziosa e abbagliante. E ora vado a fare due passi, "ho bisogno di ozono"!

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    rico74

    07/10/2008 21:42:53

    molto pesante da leggere, ma sicuramente ti fa riflettere sulle persone che ci circondano e sui valori che ogniuno di noi ha nella vita

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    SanoDimMente

    14/01/2008 10:42:01

    Inizio con l'entusiasmo di chi ha amato la versione di Barney, proseguo nella convinzione che prima o poi il testo decollerà e finisco il libro con un po' di delusione... la prosa è sempre quella lucida e trasgressiva di richler ma il cinismo, la sagacia e il senso dell'humor non sono certo quelli del vecchio barney

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    Tony Clifton

    14/05/2007 15:44:23

    Non direi "una mezza delusione". 1)Non è giusto aspettarsi da un autore che si ripeta in modo da far rivivere i suoi cavalli di battaglia; non è giusto aspettarsi da Riechler un altro Barney Panofsky;nonostante io sia un ammiratore del buon vecchio Barney, non desidererei mai e poi mai ritrovarlo in un altro romanzo di Richler. 2)L'apprendistato di Duddy Kravitz,partendo da questi presupposti, mi sembra comunque un gran bel romanzo,ricco di idee,divertente,curioso,irriverente,sagace,cattivo,solido,politicamente scorretto,sincero. 3)A prescindere dal valore e dalla qualità letteraria del romanzo (a mio parere ben al di sopra della media), anch'io ritengo che il prezzo sia esagerato, lo sarebbe per qualunque romanzo, o quasi... Come sempre questo ispiratissimo scrittore riesce ad inventare situazioni che rompono i canoni e gli schemi che siamo soliti ritrovare nella maggior parte dei romanzi, ci sorprende, ci incuriosisce, ci cattura grazie alla sua originalità. Il protagonista del libro racchiude in sè una miriade di personaggi che si inseguono e emergono avvicendandosi sulla scena allestita con grande intelligenza e furbizia dall'autore; i co-protagonisti rappresentano un punto di forza del romanzo, con le loro manie, le loro debolezze, le loro convinzioni. I dialoghi rasentano la perfezione, spassosi, acidi, corrosivi, cinici, a tratti surreali. In definitiva credo si possa definire molto buono questo romanzo, che zoppica forse un po' nel finale frettoloso, che forse avrebbe dovuto concentrarsi maggiormente su alcuni eventi, approfondendoli, ma che riesce comunque ad risultare costantemente divertente, intrigante, piacevole.

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    Mimmo

    04/05/2007 12:48:03

    Pienamente d'accordo con il precedente commento.Barney ti prende e ti squote,è complesso:gioventù,vecchiaia,ricchezza,povertà, amore e morte, ti fa ridere e piangere ti resta dentro,per sempre.Duddy no, è più lineare meno cerebrale,meno divertente insomma.Buona la parte centrale del libro ma,in buona sostanza, e considerando anche il prezzo, una mezza delusione.

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    Gaetano75

    01/05/2007 21:22:46

    Duddy non è Barney, oibò. Le analogie tra i due romanzi sono numerose, e non mi pare il caso di starle qui ad enumerare. Il fatto, però, è che Duddy è semplicemente un discreto romanzo, peraltro molto al di sopra della media dei romanzi che si pubblicano oggi, ma - come dicevo - pur sempre un discreto romanzo, e nulla più. Barney è invece un capolavoro, uno di quei libri che segnano un'epoca. Anche Dante, del resto, ha scritto solo una Commedia.

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    GIOVANNI

    16/12/2006 22:05:57

    questo libro è un capolavoro,era tanto che non leggevo dialoghi così divertenti e autentici(...esattamente da l'ultima volta che ho letto questo autore)di richler ho letto quasi tutto (mi manca quello sul biliardo...)ma sia "quest'anno a gerusalemme" "barney" "duddy kravitz" ma sopratutto l'eccelso "solomon gursky è stato qui" questo è un autore che crea personaggi indimenticabili. siete capaci di citare un personaggio letterario italiano, recente o meno, "indimenticabile"? buona lettura a tutti.

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    MARCO DA VR

    02/11/2006 13:30:22

    PERSONAGGIO DAVVERO BIZZARRO,FORSE ANCHE' UN PO' IRREALE,QUESTO DUDDY KRAVITZ. IL LIBRO E' MOLTO BELLO,SCRITTO IN TIPICO STILE MORDECAI,L'UNICO DIFETTO SECONDO ME E' IL FINALE CHE MI HA LASCIATO UN PO' PERPLESSO. DA MANUALE LA PARTE IN CUI DUDDY VA A RECUPERARE IL FRATELLO LENNIE A TORONTO.NON VEDO L'ORA DI LEGGERE ALTRO DI QUESTO AUTORE!

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    anna

    26/10/2006 15:05:09

    Dopo aver amato così tanto Barney, era impossibile tenersi alla larga da Duddy, anche se l'incontro non è stato all'altezza delle aspettative. Peccato.

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    sateen

    30/09/2006 11:32:33

    il libro è scorrevole e finalmente è stato pubblicato da adelphi. dopo aver letto il masterpiece di richler, ossia "la versione di barney" non aspettavo altro che leggere questo romanzo che seppur bello non è all'altezza dell'altro. comunque apprezzo moltissimo il suo stile di scrittura un pò controverso e non sempre "politically correct". il personaggio di duddy kravitz ricorda per molti aspetti barney e a volte si ha la sensazione che questi due personaggi siano in realtà la stessa persona, troppe descrizioni combaciano, il ghetto e il successo nel mondo dello spettacolo ad esempio, una vita non sempre facile e scandita dagli eccessi.

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