Il Brasile è uno Stato federale dell’America meridionale, con capitale Brasília. Indipendente dal Portogallo dal 1822, è una repubblica dal 1889. Nei testi dedicati alla sua storia si ricostruiscono oltre cinque secoli di trasformazioni politiche, economiche e sociali, approfondendo la colonizzazione portoghese, l’indipendenza del 1822, il passaggio dall’Impero alla Repubblica, fino alla dittatura militare del 1964-1985 e alla successiva democratizzazione.
Da colonia a repubblica
Alcuni titoli approfondiscono il periodo coloniale, segnato dall’espansione portoghese, dalle piantagioni, dall’estrazione mineraria e dalla schiavitù africana, mentre altri testi si soffermano sulle figure centrali dell’Impero, come Pedro I e Pedro II. Altri saggi analizzano la Prima Repubblica, la crisi dell’ordine oligarchico e l’ascesa di Getúlio Vargas nel 1930. Industrializzazione, urbanizzazione e centralizzazione dello Stato accompagnarono una nuova fase della storia brasiliana. Il Novecento trova ulteriore spazio negli studi sul colpo di Stato del 1964 e sulla dittatura militare, terminata nel 1985. Il ritorno al governo civile e la Costituzione del 1988 aprirono la fase democratica contemporanee.
Società, economia e identità
Alcuni studi si concentrano sull’economia brasiliana, sull’industrializzazione, sulle disuguaglianze territoriali, sulle risorse naturali e sul ruolo dell’Amazzonia. Si affrontano società, identità, popolazioni indigene, schiavitù e patrimonio afro-brasiliano, offrendo chiavi di lettura culturali e antropologiche.
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