Il pacifismo comprende dottrine, movimenti e pratiche che contestano la guerra come strumento di soluzione dei conflitti. Dall’Ottocento si sviluppa tra associazionismo, nonviolenza, diritto internazionale, antimilitarismo e campagne per il disarmo.
I libri sul pacifismo permettono di ricostruirne origini, correnti teoriche e trasformazioni politiche, dalle prime associazioni anglosassoni dell’Ottocento ai movimenti pacifisti del secondo Novecento. Alcuni titoli approfondiscono la nonviolenza e il rapporto tra mezzi pacifici, disobbedienza civile e azione collettiva. Una parte dei volumi esamina invece organizzazioni, campagne e reti transnazionali. Sono presenti studi dedicati alla dimensione istituzionale della pace, dal diritto internazionale al ruolo delle Nazioni Unite nella sicurezza collettiva e nel disarmo. Altri saggi analizzano antimilitarismo, obiezione di coscienza e opposizione alle guerre contemporanee. Il percorso interessa a chi vuole comprendere il pacifismo come tradizione intellettuale, movimento sociale e insieme di pratiche organizzate.
Storia contemporanea, filosofia politica, sociologia dei movimenti e relazioni internazionali offrono prospettive differenti sul pacifismo. Il pacifismo cristiano, quello laico, l’antimilitarismo e l’internazionalismo hanno costituito tradizioni storiche distinte e spesso comunicanti. Nel secondo dopoguerra il disarmo nucleare divenne uno dei principali campi della mobilitazione pacifista. Bertrand Russell partecipò alle campagne contro gli armamenti nucleari e fu tra le figure legate alla nascita della Campaign for Nuclear Disarmament nel 1958. Molti contributi indagano alcune personalità pubbliche in prima linea nella difesa della pace, come Albert Einstein e Tiziano Terzani.