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Margaret Doody

Curatore: B. Benvenuto
Traduttore: R. Coci
Collana: La memoria
Edizione: 7
Anno edizione: 1999
Pagine: 449 p.

24 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Gialli - Gialli storici

  • EAN: 9788838915222


Doody, Margaret, Aristotele e il giavellotto fatale, Sellerio , 2000
Doody, Margaret, Aristotele detective, Sellerio , 1999
scheda di De Federicis, L. L'Indice del 2000, n. 12

In una pagina dedicata a scienza e filosofia, e all'interno di una riflessione sul ritorno all'antico e su certi stereotipi e vecchie maniere, Francesco Adorno sul "Sole - 24 Ore" (domenicale del 23 luglio) recensiva l'Aristotele detective parlandone invece assai bene, come di una monografia "solo ora tradotta in italiano dalla Sellerio", anzi "un'operazione consapevole sulla logica di Aristotele" sebbene in forma di (con virgolette) "romanzo giallo". Si tratta in verità di un giallo autentico, già schedato sull'"Indice" di febbraio da Giulia Visintin: un vecchio Giallo Mondadori, il numero 1652, attestato dal catalogo storico fra lo sconosciuto Nathan Gottlieb e un Ed McBain. Alla prima uscita, nel 1980, si presentava alla buona, con i tagli che lo adattavano alla praticità del (rimpianto) periodico. Nessun'eco allora, nessuna notorietà. Passando dalla veste economica della stampa settimanale agli ornamenti dell'editoria sofisticata, il restaurato Aristotele s'è arricchito di due presentazioni, di Beppe Benvenuto ed Emanuele Ronchetti, che hanno raccolto le scarse notizie disponibili sull'autrice: canadese di nascita e accademica di mestiere in varie sedi, fino alla Vanderbilt University (dove ha avuto un suo posto nel sito) e all' ateneo di Notre-Dame nell'Indiana dove attualmente lavora. Poche aggiunte vengono ora dal breve racconto Aristotele e il giavellotto fatale, tradotto in italiano davvero per la prima volta (a quanto se ne sa) con premessa di Benvenuto e nota conclusiva di Luciano Canfora. Si tratterebbe di un'inchiesta basata sulla Fisica del filosofo, mentre la prima era dedicata alla Metafisica e la terza, in corso di pubblicazione, lo è alla Poetica. Così annuncia la quarta di copertina. Ma il lettore arguto non si lascerà intimidire, sapendo che i gialletti di Margaret Doody restano amabili e possono dare, a chi lo apprezza, il lento piacere del ragionamento indiziario.

(L.D.F.)


Doody, Margaret, Aristotele detective, Sellerio , 1999
scheda di Visintin, G. L'Indice del 2000, n. 02


Ancora una volta l'editrice siciliana riprende un titolo dai Gialli Mondadori. Questo era apparso nel 1980 col numero 1652 della serie: introvabile da anni, aveva però saputo guadagnarsi un suo gruppo di lettori, estimatori - come si può già capire dal titolo - della curiosa trasposizione nell'Atene classica degli ancor più classici schemi del romanzo d'investigazione. L'autrice infatti porta a muoversi fra case patrizie e Pireo l'ennesima versione della coppia Holmes-Watson, investendo del ruolo di sapiente/saccente addirittura lo Stagirita, al quale si rivolge il giovane Stefanos, già suo allievo e ora coinvolto in un intrigo di famiglia apparentemente inesplicabile. Nella sua coscienziosa esercitazione - interludio all'insegnamento di inglese e letterature comparate che Doody impartisce presso la Vanderbilt University - l'autrice non ha trascurato nessuno degli ingredienti canonici, insaporendoli con oggetti, usi, termini della vita quotidiana e coi tocchi di colore attribuiti al personaggio di Aristotele, reso conciliante dal recente matrimonio e dal gusto per il vino sorseggiato durante le conversazioni col giovane Stefanos. Quest'ultimo, da parte sua, incarna con convinzione la parte dell'ingenuo seguace. Assistendo a una conferenza di Aristotele sulla commedia Stefanos rinuncia candidamente a prendere appunti e a riferirne nella sua narrazione, tanto le parole del filosofo erano state tutte trascritte e conservate per i posteri: come avrebbe potuto il poverino prevedere Jorge da Burgos e il rogo finale del Nome della rosa?

Giulia Visintin

Recensioni dei clienti

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    morena

    25/08/2014 16.09.34

    Non conoscevo questa scrittrice e sono rimasta sorpresa da questo libro. Molto piacevole la lettura, i personaggi sono simpatici, l'ambientazione storica molto accurata. Consigliato.

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    morena

    24/07/2014 08.32.11

    Bel libro. Mi è piaciuto. L'ambientazione è molto accurata, il libro è scorrevole, Aristotele è simpatico. Consigliato

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    Chiara

    12/02/2014 20.47.44

    Complimenti alla Doody e ovviamente a Sellerio per aver riportato alla luce la serie di gialli storici con protagonista la coppia Aristotele - Stefanos. Il libro scorre tutto di un fiato, la vicenda è avvincente e il lettore non rischia di annoiarsi. Le stesse descrizioni con le quali l'autrice ricrea fedelmente l'Atene del III sec.a.C. sono gobibilissime. Non capisco chi parla di noia e di stile prolisso. Certo, chi è alla ricerca di suspence e di succedersi di colpi di scena rimarrà deluso. Io leggerò presto gli altri titoli della serie!

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    mauro

    08/12/2013 22.04.55

    Bel libro. Semplice, ma intelligente.

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    Baratz

    03/09/2011 14.52.48

    Buon giallo, diverso da tutti gli altri ovviamente per la sua ambientazione storica. E il personaggio di Aristotele è interessante e divertente. L'unico neo sta nella sua eccessiva lunghezza che molte volte diventa prolissità, molte parti infatti andrebbero accorciate. Per il resto rimane comunque una lettura godibile consigliata a chiunque cerchi un giallo diverso dal solito.

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    corrado

    09/12/2009 22.49.16

    Di Sellerio compro quasi a scatola chiusa, ma in questo caso mi sono pentito della fiducia concessa in anticipo. Lo sto finendo di leggere a fatica. E' banalmente noioso e prevedibile. Purtroppo insieme a questo ne acquistai un altro della stessa "serie" di Aristotele...sperèm..

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    alessandra

    03/02/2009 10.58.01

    senza la frenesia dei gialli moderni, senza assurdi colpi di scena, queste le armi vincenti che ne fanno il giallo alla portata di tutti.

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    Riccardo

    22/11/2008 20.24.26

    primo libro letto della doddy, e non sarà l'unico!!! ho scoperto per caso questo autrice e leggerò altri suoi libri!! immancabile per chi ama i gialli storici per la sua precisione, per la descrizione (in questo caso la Grecia antica), per la bellezza del personaggio di Aristotele novello Nero Wolfe che non si muove di casa e riesce con delle notizie a scoprire il colpevole. mai noioso e sempre affascinante, questo libro è riuscito a colpirmi ed a farmi andara a letto tardi la notte. iper consigliato!

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    federico

    03/07/2008 13.48.46

    Margaret Doody è stata una piacevole scoperta; l'attinenza descrittiva della vita quotidiana dell'Atene del IV secolo a.C. è di altissimo livello, così come le conoscenze giuridiche e politiche. La vicenda principale può non coinvolgere chi cerca azione, inseguimenti e colpi di scena mozzafiato; è un libro per chi cerca un'indagine composta, data dall'accumulamento di prova e indizi, verità e segreti svelati. Un'indagine classica insomma, di altissimo rigore e precisione contestuale.

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    lhl

    29/08/2007 12.50.28

    interessanti risultano essere l'ambientazione, l'arguzia del filosofo e l'applicazione dei suoi metodi all'analisi investigativa. un po' meno la storia nel suo contesto, la definizione dei personaggi, che restano troppo vaghi e superficiali, nonché confusa la parte finale di avvicinamento alla scoperta del colpevole.

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    geo

    05/06/2007 14.23.51

    Mi aspettavo di più: di divertirmi di più, di appassionarmi di più, di affezionarmi di più. Insomma, carino e leggibile ma non credo che proseguirò nella lettura della serie.

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    checco

    16/10/2006 11.42.34

    Sono un appassionato lettore di Doody, metto sempre il naso nei suoi libri, e l'ultimo mi ha colpito particolarmente. Mi rispecchio nel protagonista, Stefanos, perchè mi sento oppresso dalla società e mi sono trovato spesso a indagare su omicidi avvenuti nel mio palazzo, a sfondo passionale. Amo una donna che non è alla mia portata, si chiama Rossana, e vorrei dedicarle questo libro meraviglioso, che coronerà la nostra storia d'amore. Grazie Aristotele per avermi illuminato e per avermi risvegliato dal sonno dell'ignoranza in cui navigavo da anni. In questo momento sono disoccupato quindi spero che dopo aver letto questo libro trovi lavoro come investigatore privato. Ne approfitto per aggiungere che Margaret Doody, pur avendo 55 anni, mi attrae in modo indescrivibile e non riesco a fare a meno di baciare le sue opere e di accarezzarle col "naso".

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    Alessandro Berra

    15/09/2006 14.47.21

    L’idea di fare del grande filosofo Aristotele il deus ex machina della storia è allettante, provocatoria; l’ambientazione è curata, il racconto non facile a seguirsi, ma appassionante; c’é cura nei particolari. Non so a quali livelli si ponga l’esattezza. L’autrice, canadese, professore di inglese e letteratura comparata, si è documentata; ma torna alla mente Prezzolini quando raccontava che i suoi allievi di storia antica di non ricordo quale Università americana, nell’intento di penetrare più agevolmente nello spirito dell’antica Roma, gli proponevano di frequentare le lezioni indossando una toga. Una scenografia accurata non basta per ricostruire un mondo. Une buona idea, scritta bene. Come “giallo” avrei qualche riserva. Dice la seconda di copertina “.. tra colpi di scena, travestimenti, testimonianza reperite avventurosamente ..”, il protagonista, con l’aiuto determinante di Aristotele, scioglie l’enigma e smaschera l’assassino. Appunto: i colpi di scena arrivano quando ci si domanda che piega prenderà la storia, le testimonianze arrivano dalle persone impensate ed in circostanze poco credibili; un “giallo” così, privato del fascino di quel proscenio, sarebbe poco credibile.

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    roberta

    10/09/2006 14.06.38

    libro molto bello per gli appassionati di gialli; suspance e molti ragionamenti fatti dal notevole Aristotele...voto9per la narrazione veloce e comprensibile..molto bello!!

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    stepy

    01/09/2006 12.15.09

    forse poichè da poco ho studiato aristotele mi aspettavo più partecipazione di questi all'interno del libro,invece compare pc e la sua figura non è mai presentata in modo oggettivo ma è sempre sottoposta al giudizio di stefanos,il reale protagonista del giallo.in compenso c'è da dire che in quelle poche volte che compare i suoi discorsi si attengono al suo modo di filosofare,o almeno a ciò che crediamo sia stato il suo modo,il linguaggio è chiaro e la narrazione fluida e coerente.è soprattutto per qst che attribuisco a qst romanzo la sufficienza.

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    Vittorio

    16/06/2006 16.41.01

    Il grande filosofo Aristotele e Stefanos, appartenente a una famiglia dell'aristocrazia ateniese che aveva conosciuto giorni migliori, sono coinvolti in un omicidio che risulta molto intricato. La vicenda si svolge ad Atene e la Doody è riuscita meravigliosamente a descrivere, senza annoiare, poichè sempre accompagnandola a qualche elemento che generava suspence, la vita quotidiana di un Atene che vedeva in Alessandro un eroe. Libro bellissimo, coinvolgente e, per alcuni aspetti della figura di Aristotele, divertente.

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    Eliana

    23/04/2006 23.10.27

    L'idea di trasformare Aristotele in un detective non è male... sebbene il risultato sia di una noia mortale! Se volete leggere un bel giallo di ambiantazione storica, provate con i Publio Aurelio della Comastri Montanari (ambientati nella Roma imperiale)...

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    Jack91-Galfer di Torino-

    27/03/2006 21.46.43

    Io son venuto a conoscenza di questo romanzo tramite la scuola; infatti la mia prof.ssa di lettere, ce lo ha fatto leggere, soprattutto perchè è attinente con il programma di storia che stiamo svolgendo. Sinceramente, una volta letto, sono rimasto abbastanza soddisfatto e sto prendendo in considerazione l'ipotesi di leggere anche gli altri romanzi della Doody con Aristotele come protagonista... Un saluto da Giacomo della 1c del Galfer...

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    Nicola

    19/11/2005 19.35.28

    La scrittrice dimostra una grande conoscenza del mondo classico nel quale il libro trova ambientazione. Il risultato è un'opera estremamente avvicente e consigliabile a tutti, anche coloro che verso il mondo antico nutrono scarso interesse

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    frankie

    15/09/2005 12.18.08

    devo ammettere che anche se non è il mio genere l'ho letto con molto entusiasmo. alcune parti erano un pò noiose ma erano subito seguite da avvenimenti cinvolgentiche cambiavano il ritmo della lettura. quindi non saprei dare un voto chiaro e omogeneo per tutte le parti del libro. comunque non mancano i colpi di scena essenziali per la riuscita di un libro.ho trovato molto simpatica la figura di aristotele cui evidentemente piace fare l'enigmatico ottenendo magari di essere visto dagli altri personaggi come un'importante figura a volte con idee un pò pazze. forse però la doody poteva scegliere un assassino diverso. quasi in tutti gli omicidi infatti questa figura è un parente stretto della vittima. causa: eredità.

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