Aristotele e i misteri di Eleusi

Margaret Doody

Traduttore: R. Coci
Collana: La memoria
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 23 febbraio 2006
Pagine: 659 p., Brossura
  • EAN: 9788838920936
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Descrizione
"I misteri di Eleusi" è il quinto romanzo di Aristotele nei panni di uno Sherlock Holmes del IV secolo a.C. E se ogni storia poliziesca si ispira a un'opera dello Stagirita, quest'ultima sembra rimandare forse alla Politica. Ma il ricalco non è solo con la filosofia del grande filosofo, è la vita stessa di Atene e del mondo greco classico in età alessandrina a rivivere nella pagina: il funzionamento pratico della vita pubblica, le procedure ufficiali e i costumi privati, i modi di divertirsi e il mondo degli affari. E soprattutto quel senso sottile di smarrimento generale che dovette aver preso l'uomo greco nell'epoca di svolta in cui Aristotele si trovava a vivere.

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Recensioni dei clienti

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    Anna

    09/07/2010 15:03:20

    Ardito tentativo letterario, prima di essere un giallo, "I misteri di Eleusi" è un tuffo scrupolosamente pensato nella cultura classica. Forse le oltre 600 pagine di descrizione di riti, usi e costumi possono risultare eccessive e penalizzanti rispetto alla suspence ma non sono mai banali o superficiali e la lettura è comunque piacevole.

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    giovanni

    30/01/2009 22:24:02

    Lettura scorrevole.L'intreccio tuttavia si trascina stancamente per oltre seicento pagine:troppe! Si procede infatti più per forza di inerzia, che seguendo un proprio filo narrativo prestabilito. A tratti il libro è davvero noioso.Unica nota interessante: la descrizione degli aspetti quotidiani della Grecia antica.

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    Aldo Pastorino

    30/08/2008 20:35:51

    Il romanzo, nella linea degli altri, mi è piaciuto, anche se ormai la trama è un po' ripetitiva. Quello che mi ha colpito è un grossolano errore probabilmente nella traduzione; ad un certo punto si parla di una raffigurazione di Demetra che tiene in mano una spiga di granturco, quando è risaputo che il granturco arrivò in Europa dopo la scoperta dell'america. C'è qualcuno che se ne è accorto? Comunque l'errore nulla toglie alla piacevolezza della lettura che, comunque sia, resta gradevole.

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    Naicols

    05/01/2008 20:18:53

    Nonostante alcuni giudizi negativi riguardo l'opera della doody anche questo libro mi è davvero piaciuto. Certo la Doody ha avuto alti e bassi anche negli altri libri, ma descrivere l'opera come una parabola discendente o dire che il protagonista è un idiota mi sembra pittosto esagerato. Forse questo sarà l'ultimo libro della Doody...è frose per questo che puà sembrare più noioso e troppo descrittivo,perchè somiglia ad una specie di finale (ma non ne sono così sicuro). è molto scorrevole, come tutte le opere della doody P.S. evitate di leggere i libri su aristotele in ordine cronologico, sono molto più piacevoli!

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    paola pirri

    01/06/2007 18:55:59

    Mi ha colpito trovare giudizi così bassi. Io ho trovato questo uno dei libri più interessanti della Doody. Certo meno basato su una "trama" e molto più orientato a far conoscere a fondo quel periodo storico, in termini di abitudini, vita quotidiana, curiosità. Ma proprio per questo considero il libro non solo godibile ma anche costruttivo e affascinante. Qui la Doody ci tratta come lettori sempre più "colti", in evoluzione con lei e la sua produzione, capaci di andare al di là della trama e curiosi esploratori del tempo.

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    Squalo

    05/09/2006 10:29:04

    Ho letto tutti i romanzi della Doody e devo confessare che, almeno in parte, concordo con il giudizio di Oscura. Sembra proprio che la scrittrice non abbia piu' idee interessanti da proporre al suo pubblico: il romanzo si trascina stancamente per circa 650 pagine senza mai arrivare al "dunque" e solo nelle ultime pagine spuntano dei colpevoli completamente avulsi da qualsiasi contesto logico. Resta il fatto che la descrizione storica dell'Atene del IV secolo A.C. è, come al solito, molto ben fatta: sembra addirittura di sentire gli odori della città e della campagna ateniese di quei tempi. P.S. per Oscura:ti basterà approfondire la conoscenza della storia, della filosofia, dell'arte e della letteratura greca. per renderti subito conto che, ahimè!, nella Grecia classica, la culla della civiltà occidentale, la donna era considerata poco piu' di un oggetto o di un animale.

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    Dante

    30/07/2006 20:22:24

    Ottima la descrizione quotidiana della vita nell'antica Atene. Descreta la descrizione dei personoaggi. Intrigante la descrizione dell'aspetto di Aristotele "detective"

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    mary

    19/07/2006 17:36:46

    non ho letto gli altri libri, che forse sono migliori. Questo descrive la vita quotidiana dell' antica Grecia, ma per il resto è una noia mortale. Adattissimo per coloro che soffrono di un' insonnia ostinata: con questo risolveranno il loro problema! A parte gli scherzi, il libro è molto scorrevole e questo è un gran pregio.

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    Ernesto Bianchi

    05/07/2006 21:55:50

    Il quinto romanzo della serie Aristotele detective ruota intorno ad una serie di misteriosi furti, che vedono coinvolto il suo “aiutante”. il perbene e perbenista Stefanos figlio di Nichiarco di Cidatene, proprio nel periodo in cui deve svolgersi il suo matrimonio, annunciato già due romanzi prima. Ricca di un’umanità varia in cui la maschera della rispettabilità spesso nasconde le peggiori nefandezze, la vicenda, che si svolge per lo più nelle zone esterne alla città (il Pireo, il Falero, l’’Imetto, Eleusi), è l’occasione per l’autrice di raccontarci le pratiche religiose legate al culto delle Due Dee, Demetra e Persefone, cui gli stessi Aristotele e Stefanos partecipano come iniziati. Se ogni romanzo di Doody si ispira ad un’opera Aristotelica probabilmente in questo caso si tratta della Politica e delle Etiche, poiché si tratta qui del riflesso che le singole azioni malvage hanno sul bene e sulla salute della comunità, correlazione che nella religione è rappresentata dai rituali di purificazione, continuamente evocati nel racconto. Esiste poi una certa corrispondenza tra la descrizione del rito iniziatico e la struttura del racconto giallo, che infatti si manifesta per quasi l’intero romanzo come un percorso di riti e misteri senza che se ne dia una possibile interpretazione, senza cioè che vengano formulate ipotesi investigative, ma che solo nel finale assume un senso chiarificatore. Da questo punto di vista la filosofia e l’insegnamento, sembra dirci la Doody, sono un percorso iniziatico (o un rebus investigativo) cui ci si può approcciare solo per fiducia, e paradossalmente, in modo irrazionale. Solo una volta entrati nel tempio, dopo che un maestro ha visto in noi ciò che nessuno, noi compresi, riesce a vedere, la visione si fa più chiara e il mondo assume un senso differente e più ricco.

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    Oscura

    23/04/2006 22:08:47

    Purtroppo quando si scrivono di bei libri si dovrebbe avere il senso della misura ed il buon gusto di smettere quando non si hanno più idee interessanti. Ho letto tutte le opere della Doody su Aristotele e devo dire che esse ben rappresentano una parabola discendente. All'inizio si trattava di gialli divertenti ed avvincenti in cui c'era anche un'attenzione accurata e storicamente documentata sugli usi ed i costumi dell'epoca storica in cui i fatti si svolgevano, con dovizia e precisione dei particolari. Questo libro è invece un trattato della vita quotidiana ateniese (ma sarà davvero così, possibile che un mondo che ha partorito per la prima volta il pensiero filosofico, considerasse le donne poco più che animali?), in cui, incidentalmente, nelle ultime pagine si tirano fuori una serie di colpevoli senza alcuna logica deduttiva da parte del presunto detective Aristotele. I personaggi stanno poi diventando davvero noiosi, soprattutto il protagonista Stefanos, un idiota al limite della patologia, con le sue azioni, prive di un qualsiasi barlume di logica o intelligenza, alle prese con i soliti problemi (sono almeno tre libri che si va avanti col suocero rozzo ed il matrimonio sempre sull'orlo di fallire nella sua realizzazione). Ho paura che questo sia l'ultimo che comprerò...

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    Guido Baronio

    02/04/2006 16:05:40

    ho letto tutti i libri precedenti, questo mi sembra molto più descrittivo degli altri con riferimento alla vita greca dell'epoca,Aristotele è meno detective dei precedenti libri, comunque la lettura è sempre piacevole e interessante.

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Margaret Doody, autrice di una fortunata serie di gialli storici ambientati nell'antica Grecia, ci propone una nuova storia di suspense e mistero con il protagonista di sempre: Aristotele. Nei romanzi della scrittrice canadese il grande filosofo, intelligente, ironico, curioso, assume i panni di un detective ante litteram: raccoglie indizi, trae ipotesi e in una catena di deduzioni giunge alla spiegazione del delitto e all'arresto del colpevole.
Dopo la metafisica, la fisica e la poetica, ispiratrici delle trame dei libri precedenti, in questa nuova avventura "giallo-filosofica" l'autrice fa ampi riferimenti all'etica aristotelica. Un orrendo omicidio è stato compiuto a casa dell'ateniese Gerone: Ippobate, suo cognato, viene trovato a terra con la testa fracassata. L'arma del delitto non si trova, ma Aristotele, subito chiamato sul posto, sospetta che si tratti di un oggetto di marmo rotondo. Le cose si complicano perché nelle case di chi potrebbe essere coinvolto nel delitto avvengono strani furti di gioielli, mentre fervono i preparativi per il matrimonio di Stephanos, il discepolo prediletto di Aristotele, con Filomela, una ragazza di Eleusi. L'indagine condurrà il filosofo e il suo fido seguace proprio in questa città, che ospita il famoso santuario di Demetra e Kore, dee del ciclo fertile di morte e rinascita: sullo sfondo dei riti di iniziazione all'antichissimo culto, a cui possono partecipare anche gli schiavi, i due seguiranno le tracce di un oscuro intrigo, ma solo durante la processione, momento culminante degli arcani riti, Aristotele giungerà alla verità svelando il mistero.
Ancora una volta l'autrice canadese, docente di letteratura comparata alla Notre-Dame University ci trasporta nel mondo dell'antichità, ricostruito in maniera filologicamente corretta e ci rende partecipi delle consuetudini quotidiane e dei riti della Grecia classica, regalandoci al contempo una detective story appassionante, che seduce grazie alla brillante sottigliezza del ragionamento deduttivo.