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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806177089
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    Gabriele - Urbino

    12/05/2010 11.45.27

    "Arte e architettura in Italia", la cui ultima revisione risale a più di quarant'anni fa, poco prima della morte del suo autore, resta un'opera inattaccabile al passare del tempo, che per fortuna Einaudi continua a ristampare. E' la migliore sintesi del periodo barocco-rococò dell'arte italiana, con straordinari singoli capitoli densi ma ottimamente leggibili su Bernini (Wittkower ne è considerato tuttora il massimo studioso del '900), Borromini, Pietro da Cortona, disquisizioni più sintetiche (ma approfondite nelle note!) degli altri artisti e una visione eccellente della multiculturalità del barocco italiano (dal Trentino alla Sicilia, per intendersi). L'autore fu un grande protagonista di quella riscoperta del Barocco italiano che, tra gli strali degli alfieri del Rinascimento come Berenson, ebbe alfieri i grandi studiosi del mondo germanico emigrati in Inghilterra e in America per le persecuzioni razziali (Wittkower stesso, Otto Kurz, Ernst Gombrich...) e soprattutto lo straordinario Warburg Institute, trapiantato a Londra dalla natia Amburgo negli anni '30 per lo stesso motivo. Fu nei paesi anglosassoni che questi semi fecondi germinarono e portarono alla formazione di eccellenze come Denis Mahon (lo 'scopritore' del Guercino, oggi centenario ma ancora in attività!) e il discusso Anthony Blunt, studioso di Nicolas Poussin (pittore non a caso appena citato dal libro di Wittkower, il quale sapeva che l'amico stava finendo la sua monumentale monografia sul pittore classicista francese uscita nel 1966 e mai tradotta in italiano).

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    La lettura di questo testo è fondamentale per avere una visione complessiva del panorama artistico italiano tra il 1600 e il 1750 oltre che per conoscere il pensiero di uno dei più grandi interpreti dell'arte secentesca in generale e del Bernini in particolare. Le vicende artistiche si svolgono su uno sfondo storico sintetico ma ben argomentato e grande importanza è data alla geografia, dunque alle differenze stilistiche e contenutistiche tra le varie regioni. Tuttavia il maggior rilievo è riservato alla scultura e all'architettura e, anche se la pittura non è ridotta a un ruolo secondario, ad artisti come Rubens o Poussin non viene data l'attenzione che meriterebbero. Un limite del saggio è forse il troppo facile uso del termine “barocco” che, pur sapendo Wittkower perfettamente cogliere le differenze tra gli stili dei singoli artisti, potrebbe creare confusione al lettore non completamente padrone degli argomenti trattati. Bisogna inoltre tener presente che il testo, nonostante abbia avuto successive edizioni, è stato scritto nel 1957 e quindi in certi punti, come ad esempio nelle datazioni, potrebbe essere non del tutto corretto; ma i concetti espressi sono per gran parte ancora validi. Di grande utilità per la comprensione del saggio è comunque la prefazione di Liliana Barroero scritta in occasione della ristampa del 1993. Non si può dire di conoscere la storia dell'arte se non si conosce “Arte e architettura in Italia”!

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