Recensioni Arturopoli

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    25/02/2016 15:41:23

    È una sorta di cunto di cunti come Le mille e una notte o il Decameron. Il suo epicentro è una Camporeale favolosa sorta di Macondo siciliana, eppure non è meno realistico che magico e non è una fuga in altri contesti geografici narrativi ma esprime proprio l'anima della Sicilia. Per questo è anche pura antropologia. E' un libro pieno di ironia che ci fa ridere in ogni pagina, a volte completamente fino alle lacrime; intimo e collettivo. Esprime il grado zero di vanità dello scrittore che non figura affatto, anzi scompare, eppure non è che una sua autobiografia.La scrittura è felice in ogni pagina, in ogni rigo e ci sono cose che leggendole non puoi fare a meno di fermarti per rileggere e ammirare. E' un libro semplice che si fa divorare sebbene è allo stesso tempo completamente sperimentale. Si produce da solo come un sogno per lasse di proposizioni e fatterelli che si attivano in se stessi riversandosi in altri con una naturalezza necessaria e surreale cullandoti nel benessere della lettura come le onde del mare si riversano su se stesse e ci cullano nel mare dei nostri pensieri. E' leggero e intelligente quasi un libro di Calvino. Non parla che di centri desolati di una povera provincia della sicilia occidentale eppure dilata quegli spazi che potrebbero inghiottirsi come un nulla gli spazi di On the road di kerouac. C'è infatti l'ansia dell'oceano, dell'America, la solitudine e la fuga mentale e geografica nei suoi protagonisti che nemmeno nel febbrile e avanzo di sanatori di Dean Moriarty. C'è Verga. C'è un'eco della musica della Leggenda del pianista sull'oceano di Tornatore. E anche I Vitelloni di Fellini. C'è l'amore per la propria terra ma non un filo di retorica. C'è la tradizione popolare mediterranea delle storie di Giufà in ogni raccontino che si aggiunge a un altro in un gioco di matrioske che non finiscono mai tanto da assomigliare a quel libro infinito circolare di cui ci raccontò Borges. Il lessico è pulito ma completamente libero da moralismi.

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    20/02/2016 21:06:13

    Ecco un libro che ho letto volentieri e che mi ha coinvolta dalla prima all'ultima pagina. Arturopoli è la rappresentazione corale della vita di un paese siciliano negli anni di quel boom economico che qui si risolse in un grande movimento emigratorio e in un graduale, ma lento,cambiamento dei costumi che saranno stravolti dal terremoto del 1968.Il registro non è drammatico, anzi è gioioso, comico e, per certi versi, si richiama alle antiche novelle e alle cronache, ai "cunti" che, intrisi di canzonatura e beffa, si raccontavano alla sera intorno al braciere o al circolo, luogo maschile per eccellenza. Scherzo, ritmo sostenuto, dialoghi immediati che ci restituiscono intatto un mondo che è stato e che non è più nel quale tutti assurgevano, almeno per un giorno o una notte, a primi attori e che lasciano a noi che in qualche modo quel mondo abbiamo vissuto, un senso di malinconica perdita.

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    20/07/2015 13:02:49

    Una scrittura che traduce gli sguardi che l'autore rivolge intorno a se e che ferma ciò che, l'occhio vivace della mente ha colto; accadimenti che diventano storie al limite di un conosciuto e riconosciuto. Ciò che è scritto è stato, prima di tutto, parte di chi scrive fino a confondersi con gli attori. Il passato con i suoi più e meno, diventa racconto. Il dialetto utilizzato come musica che si insinua tra le parole per cesellarne le frasi, secondo i "brividi" della mente che scuotono le radici. Parla a se stesso del tempo che fu e si ascolta, affinché l'oscurità non copra tutto. Lanterna cinematografica per una narrazione dai toni allegri e dolci-amari.

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    10/06/2014 15:48:00

    "Dopo aver letto e riletto alcuni passi, questo libro, per me, è un gioiello. I personaggi, i loro difetti, le loro qualità, le loro reazioni: il tutto descritto con una tale precisione. L'autore sa giocare con le parole. Da lì passano anche i suoi sentimenti: la nostalgia del tempo passato mescolata a questo humor sempre presente che nasconde così bene la sua malinconia. Grazie di questo dono perché leggere questo libro è una vera felicità".

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    13/05/2014 20:30:33

    Conoscere la Sicilia di un tempo,neppure lontano,attraverso i racconti diVincenzo Rizzuto,rappresenta un'opportunità formidabile e seducente.L'autore di Arturopoli è capace di rendere viva e vibrante , quasi storica, la rappresentazione dei caratteri antropologici siciliani.Sfilano le esistenze più o meno movimentate dei vari personaggi tra allegria, crisi, saggezza , drammi individuali e collettivi.L'opera scavalca i confini della terra di Sicilia, proposta in un dire,a volte dialettale, che richiama il Verga,fotografia con piglio sicuro e grande maestria l'animo umano,unico e sempre uguale, al di là del tempo,delle mode e delle circostanze.

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    05/05/2014 20:50:33

    Arturopoli, di Vincenzo Rizzuto. Camporeale e paesi limitrofi anni '50, questa l'ambientazione geografica del romanzo di Vincenzo. Arturopoli racconta la vita spensierata e scanzonata di un gruppo di giovani, che alternano la vita tranquilla e sempre uguale della provincia a quella più dinamica e mondana del capoluogo palermitano. I primi amori, i corteggiamenti serrati, i regali acquistati da Hugony per fare colpo sull'amata. I tentativi di abbordaggio delle francesi, figlie di compaesani emigrati, le "calate" nei primi villaggi turistici per conoscere le straniere e consumare amori, si fa per dire, facili. La figura dei notabili del paese o di quelli che per la propria attività sapevano sempre tutto di tutti. Spiccano inoltre le interviste fatte da Pasolini in persona sulla sessualità dei giovani che ora ci fa o sorridere o inorridire visto come si ci si è evoluti sull'argomento. Uno spaccato di vita, un documento importante, una memoria storica da non sottovalutare per non dimenticare un passato ancora vicino ma già così lontano da sembrare preistorico. Racconti che pulsano di vita, di verità, tanto lontani dallo stile dei giovani di oggi. Racconti che l'autore ci fa usando spesso la lingua siciliana, per descrivere meglio fatti e situazioni. I personaggi sono descritti bene, sia fisicamente che nelle loro caratteristiche più peculiari, già presenti nella "ncuria" di ognuno di loro. Si coglie un'ingenuità che fa tenerezza, che riempie di curiosità e fa pensare che forse a quei tempi, per certi aspetti, si viveva meglio. Arturopoli è un bel romanzo la cui lettura coniglio a tutti. Passate parola.

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    29/04/2014 19:16:08

    Letto il libro: aspettative rispettate in pieno. Sensazione di un riaffiorare ai luoghi della memoria.. Di un paese da cui, assorbito l'imprinting, hai preso spunto e da cui, insospettato ed acuto osservatore, hai saputo cogliere le sfumature dei vari personaggi. Collage di immagini, aneddoti, che si intersecano con digressioni narrative, tutti con la caratteristica di imporsi protagonisti come in un film di Tornatore. Ironico, arguto, scorrevole ma non per questo superficiale, poiché tra le righe s'intravede la tua finezza intellettuale. Hai reso vivi. I dialoghi accostandoti al "camillerese", rendendolo tuo. Un libro d'impronta antropologica che fa conoscere il modo di vivere e di pensare della "meglio gioventù" degli anni "60 e 70. Concludo citando una frase di P.Sweeney: Capisci di avere letto un buon libro quando giri l'ultima pagina e ti senti come se avessi perso un amico.

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    29/04/2014 18:45:48

    Anna Caravello Gaspare Tarantola 19 ottobre 2013 E' difficile commentare un romanzo di un amico,che descrive personaggi,storie e sensazioni di un periodo della vita in un paese sensa tempo .Ho vissuto anch'io quell'epoca.I" personaggi" descritti fanno parte anche del mio trascorso.Con Vincenzo partecipavamo all"immutabilita'" delle cose e degli eventi,ora condividendo ora dissentendo.Leggendo Arturopoli ho capito quanto osservatore attentissimo fosse l'autore della realta' che stava intorno.Nel suo distacco apparente ha rivelato una sensibilita' non comune, che ha dato lustro ad un microcosmo di povera gente che aspettava e forse ancora aspetta la fatalita' del cambiamento.

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    03/02/2014 18:09:48

    Nunzio, Ciccio, Sasà, Baffuni???..una miriade di personaggi ,che rivelano se stessi attraverso ambizioni, sconfitte, furbizie e delusioni , affolla le pagine di Arturopoli. Sono tutti personaggi - protagonisti in perfetta autonomia, anche se ogni storia scaturisce da un'altra come se si trattasse di scatole cinesi, di quadri posti in sequenze, che fanno pensare a un romanzo a piu' voci, un romanzo polifonico, per dirla con Bachtin,in cui si legge la capacita' dell'autore , di comporre il molteplice nell'uno. Pregio quest'ultimo che si rileva anche sotto il registro della struttura narrativa, della lingua e dello stile che rimangono unitari pur nella varieta' delle situazioni..E' una tecnica narrativa dialogata,l'io narrante rimane occulto, lascia parlare i suoi personaggi ,ne riporta le parole, i discorsi,come una voce fuori campo.Ne' l'autore si attarda in descrizioni psicologiche,sono gli stessi protagonisti che, attraverso le loro imprese,i loro motteggi,le loro debolezze, si descrivono. Arturopoli e' una rilassante lettura che si potrebbe collocare nel filone del romanzo di costume,perche' in sostanza il suo pregio risiede nel recupero di una mentalita',di un mondo ,di modi di dire e di pensare che sono propri di una classe sociale e di un momento storico che vale la pena ricordare.

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    05/08/2013 20:52:47

    Arturo non è più solo. Vincenzo Rizzuto ha voluto condividere un altro pezzo del "favoloso mondo" di Arturo. L'anarcoide raccolta di "caratteri "che ruotano attorno ad Arturo in un delizioso mondo di ricordi di giovani vissuti negli anni '60-'70 in quella provincia siciliana solo apparentemente monotona . Inconsapevoli di diventare un giorno ricordo perenne di una spensieratezza allora non apprezzata e di una voglia di cambiamento non pienamente riconosciuta dai protagonisti. Vincenzo Rizzuto ha un pregio. Sa ricordare senza nostalgia, con il giusto distacco, pezzi di vita collettiva. I suoi ricordi sono anche i nostri, sono quelli di una generazione che ha cambiato il mondo in cui viveva e lo ha fatto senza accorgersene. Ce ne accorgiamo solo ora quanto grande e positivo sia stato il cambiamento, ora che questo cambiamento comincia a scricchiolare e messo in forse per inseguire un altro modello di vita che forse non ci appartiene. Chi leggerà questo romanzo, felice seguito di "Arturo e dintorni" e scritto con lo stesso stile , anch'esso in punta di penna, arguto, sottilmente ironico e mai volgare certamente vi ritroverà una parte dei suoi ricordi se è stato giovane negli anni '60 e '70 e chi è giovane oggi potrà , con curiosità, rivivere le emozioni e avventure di chi oggi gli appare un posato e tranquillo genitore un tantino petulante. Oggi molti scrivono ma non tutti sono scrittori. Vincenzo Rizzuto lo è, riuscendo a fondere abilmente registri colti e popolari, lingua italiana e dialetto, musica popolare e musica d'autore in un caleidoscopico potpourri di "caratteri" che popolano il "favoloso mondo di Arturo" : Arturopoli. di: Fara Misuraca

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    08/07/2013 14:15:15

    Personaggi e storie di vita comune che si intrecciano in un tourbillon di fatti realmente accaduti che sfociano, a volte, nel paradossale. Il tutto condito in salsa ironica. Il set è quello del paese di Camporeale, in provincia di Palermo, in un tempo definito attorno agli anni '60. Ma potrebbe essere lo scenario di qualsiasi altro luogo della nostra Sicilia il cui substrato socio-culturale è stato ed è, per certi versi, piuttosto simile in ogni angolo di questa terra.

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