Aspettando Godot - Samuel Beckett - copertina

Aspettando Godot

Samuel Beckett

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Traduttore: C. Fruttero
Editore: Einaudi
Edizione: 3
Anno edizione: 1970
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: 115 p.
  • EAN: 9788806062477
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    Carla

    02/08/2020 15:49:37

    In realtà va letto punto. Perché è un must. Ma io l’ho dovuto leggere e rileggere per poterlo assaporare sul serio.

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    Domenico

    25/06/2020 07:27:10

    Dramma dell’assurdo, scritto verso la fine degli anni ’40, ritenuta l’opera più celebre di S. Beckett. Testo fondamentale del teatro del ‘900 che cita, nel titolo, qualcuno che non arriverà mai in scena, Godot, il personaggio principale appunto; già da questa trovata si intuisce la novità e la genialità dell’autore. I veri protagonisti, Vladimiro ed Estragone attendono Godot in una strada di campagna e lì, fanno la conoscenza di altri due soggetti: Pozzo e Lucky. I monologhi sono inseriti all’interno di una commedia dove l’illogico e il surreale si contendono la scena. Una pietra miliare del teatro mondiale.

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    Alessandra

    17/05/2020 17:00:40

    La coscienza allucinante della morte e del dolore, forse è questo ciò che si può carpire da questo capolavoro della letteratura. L'insensatezza dell'attesa come condizione esistenziale dell'uomo, l'inconsapevolezza dell'oblio misericordioso.

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    Mary

    17/05/2020 09:25:53

    Non stiamo forse tutti aspettando Godot? Aspettando Godot si caratterizza per l'assenza quasi totale di elementi scenici, a parte la luna, un albero spoglio e un cumulo di terra. I personaggi faticano a comunicare tra loro e spesso non si intendono proprio, ognuno è solo. Aspettando Godot è un'opera teatrale universale, che merita di essere letta e riletta.

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    Diego

    16/05/2020 17:25:23

    Un libro scorrevole e apparentemente semplice e leggero, ma ad un occhio più attento dietro ai discorsi nonsense dei protagonisti ed alla trama pressoché assente si celano mille interrogativi sull'esistenza umana, che proprio grazie alla struttura del testo diventano per il lettore estremamente personali e vividi; non ultimo quello più evidente e allo stesso tempo a cui è più difficile trovare risposta: chi è Godot? Da leggere assolutamente.

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    lb

    14/05/2020 19:22:09

    Credo sia una delle poche opere teatrali che ho amato davvero. Non sense, tantissime domande, eppure che fanno riflettere su tutto. Chi è Godot? Perché è importante aspettarlo? È una persona, Dio, un cambiamento nella vita? Può essere compreso in diversi modi ed è questa la cosa bella, perché ognuno può leggere qualcosa di diverso nella stessa opera.

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    Riccardo

    13/05/2020 13:15:39

    Non si può non leggere Beckett e non si può non leggere "Aspettando Godot", mi chiedo come io sia riuscito a farne a meno fino ad oggi.

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    mario

    12/05/2020 20:35:06

    Per i libri aperti provo al tempo stesso odio e amore. Resto con quel senso d'incompiutezza che m'infastidisce, ma al tempo stesso mi sento completamente coinvolta, mi sento realmente parte attiva di un atto che sembra esclusivamente passivo. A Godot possiamo assegnare tanti ruoli. Quando 7 anni fa scelsi questo libro come punto di partenza per la tesi dell'esame di stato, per me Godot rappresentava la morte. Cos'è, in fin dei conti, la nostra esistenza se non un'attesa più o meno lunga della morte? La cosa più bella, però, è che la mia interpretazione non era definitiva. Se lo rileggessi adesso, potrei vederci qualcosa di diverso e sarebbe elettrizzante come lo è stato la prima volta.

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    barby395

    11/05/2020 21:39:03

    È un libro facile da leggere, che ti lascia pensare...

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    s.

    16/04/2020 14:53:26

    Bello

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    Fabio

    26/10/2019 14:48:48

    Se è vera la frase proustiana che "Ogni lettore legge sé stesso", qui essa trova pane per i suoi denti. Tutto si può leggere in quest'opera e ognuno la interpreterà in base al suo vissuto ed al suo io interiore. Chi è Godot? O meglio, chi è PER TE Godot?

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    cn

    22/09/2019 20:34:50

    Aspettando Godot è uno dei pilastri del teatro dell'assurdo. Una storia che pare non avere nessuna logica, due protagonisti che si annoiano mentre aspettando Godot. Chi è Godot però? E perché lo devono aspettare così tanto? E' forse DIo? O il cambiamento della società che tutti aspettano in qualche modo? E quando verrà? Sono le domande che spuntano fuori durante la lettura e che fanno riflettere sulla condizione dell'uomo e sulla realtà che lo circonda. In modo ironico viene presentata l'umanità che non trova più niente di interessante, che si annoia e trova passatempi fuori dalla logica e dal reale, che si comportano in modo assurdo solo perché non hanno altro nella loro vita.

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    Nico

    14/04/2019 21:36:20

    Uno dei maggiori drammi del secondo Novecento e il capolavoro più noto di Beckett. Andrebbe letto in inglese, dato che l'uso che il drammaturgo irlandese fa dei suoni, con passi rimati e allitterazioni, suona nella sua lingua lirico. È un dramma che va colto nella sua immediata comicità grottesca, senza la quale non vale la pena cercare "significati" reconditi (che ci sono naturalmente). L'originale fu scritto da Beckett in francese, poi da lui stesso tradotto in inglese e in tedesco. Un capolavoro della drammaturgia europea.

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    n.d.

    01/04/2019 09:23:18

    Un capolavoro assoluto del Novecento......

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    hofmann95

    10/03/2019 18:03:15

    Il genere che più preferisco, con dialoghi esilaranti (ma nemmeno troppo, a tratti fanno riflettere) e divertenti (in alcuni punti è percepibile la tristezza delle parole). Due personaggi con un rapporto talmente intimo da sembrare amanti, che aspettano un terzo, che non arriverà mai; i personaggi di Pozzo e Lucky veramente sconcertanti, ancora così vividi e vicini alla nostra realtà. Godot grande assente ma assai presente: il suo ruolo è aperto ad ogni possibile interpretazione. Mi piace pensare che rappresenti il destino, una meta da raggiungere, magari la stessa felicità che non arriva ma che ci continua a dare appuntamento fisso alla volta successiva, e noi, imperterriti continuiamo a presentarci con la speranza, prima o poi, che rispetti l'appuntamento. Davvero un ottimo libro.

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    ali

    07/03/2019 21:03:31

    Aspettando Godot è uno dei pilastri del teatro dell'assurdo. Una storia che pare non avere nessuna logica, due protagonisti che si annoiano mentre aspettando Godot. Chi è Godot però? E perché lo devono aspettare così tanto? E' forse DIo? O il cambiamento della società che tutti aspettano in qualche modo? E quando verrà? Sono le domande che spuntano fuori durante la lettura e che fanno riflettere sulla condizione dell'uomo e sulla realtà che lo circonda. In modo ironico viene presentata l'umanità che non trova più niente di interessante, che si annoia e trova passatempi fuori dalla logica e dal reale, che si comportano in modo assurdo solo perché non hanno altro nella loro vita.

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    Lelopelo

    02/03/2019 02:04:17

    Quest'opera è la versione letteraria dei tagli sulla tela di Fontana. Chiunque può scrivere un testo come aspettando godot in 5 minuti, oppure tagliare una tela. Ma, si dirà, solo a loro è venuto in mente. Certo, ed è il valore dell'avanguardia. Un valore storico, per storici della letteratura. Non per normali uomini e lettori. Tra due secoli nessuno leggerà più aspettando godot di Beckett. È un testo inutile. La situazione è potente, certo, paradigmatica, paralizzante. Ma sono sicuro che tra qualche secolo chi vorrà leggere qualcosa sul nonsenso dell'esistenza leggerà Camus, Kafka, Celine, Buzzati, Gadda, Manganelli ecc, la Letteratura vera, insomma. Quella che non smette mai di dire quel che ha da dire. Beckett ci ha solo detto che ha provato a dirci qualcosa e non ci è riuscito. Come la pagina bianca di mallarme' o il grande vetro di duchamp. Quindi grande valore storico dell'opera, come avanguardia, ma niente di più.

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    AdrianaT.

    13/02/2019 08:28:12

    Madrelingua inglese, Beckett lo scrisse direttamente in francese adducendo che per lui era più facile scrivere 'senza stile'. Partendo da qua, si capisce bene il ruolo di quello che io chiamo 'scudo linguistico' di cui molti si sono serviti e si servono esprimendosi letterariamente in una lingua che non è la loro lingua madre. È uno meccanismo interessante, efficace, protettivo e liberatorio insieme. Non so come meglio spiegarlo, ma l'ho riscontrato spesso (Conrad, Àgota Kristóf, Némirovsky...), anche nell'uso che personalmente ne ho fatto. È come una specie di luogo dell'essenzialità dell'espressione da cui uno riesce a trasmettere - con meno filtri, pudori e inibizioni - contenuti forse più difficilmente esprimibili con i limiti e l'interferenza amniotica che la lingua madre pone; una distanza di sicurezza che viene interposta fra chi scrive e ciò che scrive. Quindi bisognerebbe leggere Aspettando Godot sia in francese sia nella traduzione che Beckett stesso ne fece nella sua lingua, e vedere se magari a qualche livello, conscio o subliminale, succede qualcosa di diverso e che fine fa l'assenza di stile. È notorio che nel centinaio di pagine di cui quest'opera è composta, non accada un bel niente e che Gogo e Didi cazzeggino alla grande in attesa di non sanno nemmeno loro cosa; ma non siamo un po' tutti in questa situazione? Nell'attesa però, letto con una certa deferenza, qualche sorriso me l'ha pure strappato. Con tutte le riserve, ma anche per le suggestioni che questo 'néant' può indurre, è almeno da provare.

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    Francesco

    01/11/2018 12:21:04

    Interessante

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    Scri

    23/09/2018 21:51:53

    Un testo eccezionale, simbolo anche di una generazione e che va affrontato con un certo pilio che non tutti sono in grado di avere. Lo consiglio a chi ha buona ironia e chi sa non prendere sul serio tutto, e in generale a chi è disilluso dalla vita e, forse perché no, anche dai romanzi. Alla fine le due cose sono collegate, credo. Aspettando Godot è un aspettare continuamente qualcuno che non sappiamo cosa sia, ed è proprio questo il bello del libro, un po' come Infinite Jest, penso! Consigliato a tutti però. Sicuramente è un caposaldo da leggere.

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  • Samuel Beckett Cover

    Scrittore e drammaturgo irlandese. Nato in una famiglia anglo-irlandese, studiò al Trinity College di Dublino. Dopo essersi diplomato, viaggiò a lungo per l’Europa (1928-30). A Parigi conobbe James Joyce, con il quale instaurò una profonda e duratura amicizia. Tornato in patria, tentò la carriera accademica, ma l’abbandonò ben presto per incompatibilità con l’ambiente, dedicandosi infine unicamente all’attività di scrittore. Le sue prime opere furono redatte in inglese: tra esse spicca il romanzo Murphy, scritto nel ’35 ma pubblicato solo tre anni più tardi. Nel 1938 si trasferì definitivamente a Parigi, e dal ’45 adottò il francese come lingua d’elezione. Tra i primi testi redatti... Approfondisci
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