Traduttore: C. Fruttero
Editore: Einaudi
Edizione: 3
Anno edizione: 1970
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: 115 p.
  • EAN: 9788806062477

10° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Letteratura teatrale

pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 10,20

€ 12,00

Risparmi € 1,80 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Francesco

    01/11/2018 12:21:04

    Interessante

  • User Icon

    Scri

    23/09/2018 21:51:53

    Un testo eccezionale, simbolo anche di una generazione e che va affrontato con un certo pilio che non tutti sono in grado di avere. Lo consiglio a chi ha buona ironia e chi sa non prendere sul serio tutto, e in generale a chi è disilluso dalla vita e, forse perché no, anche dai romanzi. Alla fine le due cose sono collegate, credo. Aspettando Godot è un aspettare continuamente qualcuno che non sappiamo cosa sia, ed è proprio questo il bello del libro, un po' come Infinite Jest, penso! Consigliato a tutti però. Sicuramente è un caposaldo da leggere.

  • User Icon

    Rossana

    18/09/2018 20:46:22

    Ho dovuto leggere questo testo per un esame di letteratura inglese, e quando l'ho saputo ero un po' annoiato. Devo, però, fare delle premesse: è inutile leggere il testo se non si hanno delle basi da cui partire, semplicemente perchè risulterebbe noioso e, forse, incomprensibile. E questo non sarebbe giusto nei confronti di Beckett stesso. Detto questo, l'opera in realtà non ha bisogno di molte presentazioni. Le numerosissime interpretazioni sono già di sé indice della sua fama. Che sia Dio, che sia la morte, Godot non arriva, e questo lo si sa. E' l'attesa che dà un senso all'opera. Il "cosa facciamo" mentre viviamo, o, per lo meno, mentre cerchiamo di vivere. Perchè, come ha detto Beckett stesso, noi falliamo, ma "fail again, fail better". Semplicemente perchè non possiamo fare altro.

  • User Icon

    n.d.

    27/12/2017 09:05:19

    libro bellissimo. adoro Beckett e il suo teatro dell'assurdo

  • User Icon

    andrea

    07/08/2017 18:14:54

    E' un capolavoro, punto ! Non è una commedia dell 'assurdo per quanto tra queste vi siano indiscutibili capolavori, come "la cantatrice calva" di Ionesco. Troppo spesso vengono definite commedie dell'assunto quelle che fuoriescono dai canoni classici della commedia. Aspettando Godot fuoriesce eccome da tali canoni, né però può essere inserito in altri: come ogni vero capolavoro è unico.

  • User Icon

    angelo

    30/11/2014 18:20:48

    Ingredienti: due personaggi in cerca di un terzo, un'attesa come vuoto presente da riempire, un paesaggio immobile e senza tempo, un dialogo in sospeso tra ricordi reali e fantasie bugiarde. Consigliato: a chi cerca un testo aperto ad ogni interpretazione, a chi aspetta e spera ciò che non ha o non è.

  • User Icon

    Cristiano Cant

    26/05/2014 19:50:06

    Chi sia Godot e chi davvero aspettino i due sperduti malinconici protagonisti in scena apparterrà forse all'eterno mistero che solo il grande teatro sa incarnare. Quando una vicenda senza apparenti sfondi tragici lievita nel suo scorrere fino a incantare coi suoi silenzi, i suoi stupori sospesi, le sue lunghe attese a non capire in realtà perché si attende, e soprattutto chi, allora l'ampiezza delle domande, del fascino intatto e aperto ad ogni sponda possibile, di un tempo fisico rarefatto e sognante, di questi due omini candidi dalla infinita pazienza, tutto dunque diviene un se stessi, un noi stessi e la nostra libertà di dare voce e risposta(tutte plausibili)ai mille misteri che ci avvolgono. Assoluto capolavoro.

  • User Icon

    Laron

    13/02/2012 16:26:47

    Straordinaria opera che ti trascina dentro in un modo inesorabile, non ho molte parole per commentarla ma non posso far altro che sottolineare il fascino di questo capolavoro.

  • User Icon

    zombie49

    27/06/2011 03:39:33

    Due vagabondi si incontrano in un luogo desolato x la promessa di lavoro del fantomatico e invisibile signorotto Godot. Ogni sera un messo annuncia loro che Godot oggi non è disponibile ma verrà domani. Non succede assolutamente nulla. Noia mortale e considerazioni banali e pessimistiche sulla condizione umana. Un centinaio di pagine di peso inversamente proporzionale allo spessore del libro. Commedia dell'assurdo nel trionfo del non senso, premiata dalla critica intellettualoide.

  • User Icon

    Albert

    08/03/2009 12:01:31

    Testo eccezionale. In esso ho ritrovato, in maniera più o meno evidente, temi di grandi pensatori quali Proust, Nietzsche, Hegel...

  • User Icon

    angela

    10/10/2008 10:43:18

    vi prego.. ho letto il libro... vi chiedo una cortesia...che significato hanno gli oggetti: il cappello e le scarpe che gli attori si scambiano sempre??? io l'ho interpretato come una forma di disagio...

  • User Icon

    amalia

    01/05/2008 12:12:07

    Devo dire che questo testo teatrale è troppo surreale, una cosa dell'altro mondo. Non so si chi sia questo Godot e non cerco neppure di capirlo. Quello che mi ha spaventato di più sono le figure che ruotano attorno a Estragone e Vladimiro. Da leggere, soprattutto rileggere per cercarne di trovarne (o carpirne) un senso. Buona Lettura!

  • User Icon

    Maura

    14/04/2008 18:57:14

    Secondo me non è una commedia dell'assurdo come ha scritto qualcuno. Penso invece che Godot sia dentro di noi e che il testo sproni all'azione, al fare, a camminare lungo il percorso della vita.

  • User Icon

    margherita

    13/04/2008 21:00:09

    Sono appena uscita da teatro dove ho assistito ad un'ottima rappresentazione di "Aspettando Godot" (Teatro Dante, Campi Bisenzio, Firenze). L'avevo vista a 15 anni, ora ne ho 47; oggi come allora un profondo ringraziamento a Samuel per la sua geniale e sempre attuale rappresentazione dell'attesa.

  • User Icon

    Claudio

    01/04/2008 21:21:09

    Capolavoro di Beckett e di quello che viene definito "teatro dell'assurdo". Inutile affannarsi nel ricercare il senso, la piece non vuole narrare una storia bensì essere una sorta di manifesto dell'esistenza, e quest'ultima, secondo l'autore, un senso non ce l'ha. Godot è un fine, stabilere che sia Dio o la morte o qualsiasi altra cosa ha poca importanza, è un qualcosa che attribuisce senso all'attesa, e quindi alle azioni dei protagonisti; è per questo motivo che non arriverà mai. Sicuramente una grande opera, non posso dare un voto negativo ma ci tengo a prendere le distanze da questo pessimismo estremo.

  • User Icon

    Francesco

    28/11/2007 13:08:49

    L'attesa di ciò che dovrebbe accadere e non accade. Le aspettative che si attendono, non arrivano, ma nelle quali si continua a credere, forse per desiderio che accadano, forse perchè senza non si riesce a fare a meno. E l'assurdo che ci circonda fluisce durante l'attesa... e forse tanto assurdo non è, perchè lo osserviamo e ne veniamo colpiti. Accidia? Illusione? Fede in qualcosa? Per me è un'opera d'arte. Racchiude le sensate insensatezze della nostra vita. Chi più, chi meno.

  • User Icon

    pasquale romeo

    04/11/2007 06:38:03

    il teatro dell'assurdo. E' veramente assurdo leggere invano e non trovare niente? o quel niente rappresenta invece tutto?questo e altro rappresenta la stessa commedia che è il frutto diun sapiente lavoro alla ricerca del non senso della vita. Il non senso è il vero senso di tutto ciò che c'è intonro a noi. il nochilismo contemporaneo è il vero cardine dle problema e ci lascia attoniti e stupefatti porprio perchè è così pregante e presente intorno a anoi.

  • User Icon

    Estelgard

    23/01/2007 12:42:57

    Non riesco a dare il massimo dei voti a quest'opera, nonostante rappresenti uno dei più importanti testi teatrali del novecento. Forse perchè, nonostante i tanti simboli che si possono riconoscere, gli alti concetti da interpretare tra le righe, le metafore di ideali rappresentate da azioni e personaggi, la sensazione di ripetitività e troppo opprimente e lascia il lettore affaticato per lo sforzo di dover trovare un senso a tutto ciò che è scritto. Il problema è che non credo ci sia una precisa chiave di lettura del testo, per cui le variabili si moltiplicano e si crea maggior confusione. Penso che Beckett si sia rifiutato di spiegare i significati dell'opera con l'intento di lasciarci leggermente insoddisfatti, con la sensazione che manchi qualcosa, ben sapendo che questa è la caratteristica più importante di Aspettando Godot. Si astenga dalla lettura chi ricerca azione e chiarezza nella narrazione, da leggere per chi ama i testi criptici e ricchi di simboli.

  • User Icon

    angelo

    25/12/2006 21:26:01

    la vita raccontata, a mio parere è quella di tanti di noi, che invece di agire ,pur avendone le capacità preferiscono attendere,attendere che le illusioni si trasformino miracolosamente in realta.il" vecchio samuel"insomma ci dice, godot sei tu!siete voi! svegliatevi!non esiste nessun che giunge.

  • User Icon

    Valentina

    06/06/2006 22:15:59

    Un libro da leggere non in maniera superficiale, ma da inserire anke nel nostro contesto storico."Aspettando Godot". E' inutile chiedersi chi in realtà egli sia,perchè si lascia tutto alle libere e personali interpretazioni...Godot può essere un Messia che può venire a liberarci? può essere la Speranza in persona che sarebbe in grado di cambiare l'esistenza del mondo ponendo fine ai lutti causati dalle guerre di ieri e (purtroppo) anche di oggi?...Godot può essere questo ed altro ancora, come può rappresentare nulla di preciso: un Nulla inventato su cui porre le proprie speranze, dato che la vita di noi tutti è incerta, un pò come quella di Estragon e Vladimir, i due personaggi centrali. Essi sono due inetti, che non sanno vivere, che vagabondano tra l'incomunicabilità sociale che li circonda. Godot: una speranza, una sicurezza, un'enigma, una soluzione, una svolta positiva o un Nulla su cui si ripone l'ultimo filo di speranza,che non arriverà mai e che sempre lascerà nel dubbio e nell'incertezza. E'come se noi tutti fossimo dei vagabondi, incapaci di dare una svolta decisiva al mondo intero!

Vedi tutte le 36 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione