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L' atroce delitto di via Lurcini. Commedia nera n. 3 - Francesco Recami - copertina

L' atroce delitto di via Lurcini. Commedia nera n. 3

Francesco Recami

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Collana: La memoria
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 13 giugno 2019
Pagine: 196 p., Brossura
  • EAN: 9788838939518
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L' atroce delitto di via Lurcini. Commedia nera n. 3

Francesco Recami

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Gaia la libraia

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Con questa terza «Commedia nera», Recami riconferma la sua satira dei costumi sociali in chiave di umorismo nero, una comicità basata sul paradosso, sul contrario, sul grottesco, nella quale riesce benissimo.

Una palazzina in disarmo vicino la stazione ferroviaria di Santa Maria Novella è diventato il rifugio di disperati e senza tetto. Affollato di carabattole, abitato da una comunità variegata, vecchie coppie, balcanici, una famiglia di indiani, giovani in viaggio, ex prostitute, preti spretati, un paio di punkabbestia. Le regole del ricovero sono dettate dal decano dei clochard, Franzes, che lo amministra come un albergo, distribuisce i posti, riscuote l’affitto, seda le liti, espelle gli indesiderati. E quando c’è aria di rissa impugna un decespugliatore e impone il silenzio. È un imprenditore caduto in disgrazia Franzes, caratteraccio e vizio del bere, ma sa parlare bene e imporsi. Una mattina si sveglia tutto sporco di sangue, fra le mani un coltellaccio, sotto le coperte una parrucca rossa e tacchi a spillo. Non ricorda assolutamente nulla di quel che è accaduto la sera prima, complice una poderosa sbornia. Leggendo sul giornale che in via Lurcini è stata uccisa a coltellate una donna, completamente calva, si domanda se non sia lui l’assassino… C’è poi una novità, che potrebbe per lui dimostrarsi assai remunerativa. Un famosissimo coreografo vuole produrre uno spettacolo dal titolo Gli ultimi che sarà rappresentato in anteprima proprio nello stanzone dei senzatetto: questi saranno gli attori, parteciperanno alle coreografie restando quello che sono: gli ultimi, i diseredati. L’evento sarà seguito dai media di tutto il mondo. Il locale viene completamente modificato, gli homeless coinvolti nei preparativi e nelle prove, ferve l’attesa. Mentre Franzes continua nella sua ricerca della verità, si sviluppa una serie di reazioni a catena. Commedia «canaglia» dove i poveracci sono più cattivi degli altri, peraltro infingardi, ipocriti e pronti a vampirizzare il disagio (altrui). Un Brutti, sporchi e cattivi che guarda sarcasticamente soprattutto al mondo dell’arte e a quello di chi si fa paladino, a debita distanza, della causa degli «ultimi».
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    alvin

    26/01/2021 11:08:47

    Anche questa commedia nera numero 3, ben scritta, coinvolgente e di facile lettura, nasconde una serie di problematiche che inducono a pensare. I fatti, un po’ grotteschi e surreali, sono ben narrati e a volte fanno sorridere, ma dietro c’è il risvolto amaro della vita delle persone e delle loro personalità, c’è la ricerca interiore dei personaggi e delle decisioni e dei pensieri che li spingono ad agire. Ed infine c’è una ben studiata presa in giro di un certo mondo e del suo vanesio modo di vivere. A me è piaciuto e quindi lo consiglio.

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    Hamelyn

    21/11/2020 17:45:28

    A differenza delle commedie nere precedenti questa l'ho trovata ancora più complessa e sicuramente più dinamica, amara e divertente allo stesso tempo.

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    t.

    16/05/2020 16:59:16

    Una successione di eventi che sembrano normali nella loro brutalità. Notabili e intellettuali ritratti con assoluta veridicità. Peccato il finale. Dopo uno svolgersi così attento e incalzante il finale frettoloso lascia l’amaro in bocca.

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    Hamelyn

    15/05/2020 07:57:45

    L'ho trovato un racconto particolare, dinamico e coinvolgente, senza quella pesanteza che talvolta presentano i protagonisti dei libri di Recami. Anche qui il grosso degli eventi gira attorno ad equivoci e paranoie a cui è sottoposto il protagonista, ma il racconto è scorrevole ed intrigante.

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    Laura

    22/03/2020 11:27:18

    Un libro bizzarro. La scrittura mi è piaciuta molto, così come il disegno dei personaggi e della loro vita, delle loro relazioni, dei giochi di potere reciproci. Ma anche l’opposto mondo dell’arte e della cultura. Si avverte lo sghignazzare dell’autore. Il giallo tutto sommato è l’elemento meno importante nel racconto della vita di questa comunità. e resta comunque insoluto. Mi ha lasciata perplessa.

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    Ilenia

    19/02/2020 20:29:18

    L'autore ci racconta di alcuni homeless, una realtà tangibile in molte città. Le vicende del protagonista portano il lettore a voler scoprire cosa sia successo davvero. La comicità della storia e le numerose citazioni trovate all'interno del testo rendono la lettura scorrevole, il finale è davvero esilarante , consiglio per chi vuole una lettura piacevole senza troppi grovigli da sciogliere.

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    Giacomo

    01/12/2019 17:52:27

    non riconosco più Recami. Irreale, spazialmente non collocabile, grottesco.

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    Claudio

    23/09/2019 07:55:15

    Il romanzo, come sempre quelli di Recami, si fa leggere. Un noir cinico e umoristico ambientato questa volta a Firenze, con molti strali lanciati contro certa arte contemporanea.

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    Simo

    20/09/2019 07:58:14

    Un libro forte, una commedia nera che mi ha avvinto fin dalla prima pagina. Con la vicenda di Franzes e l’ambientazione a Firenze. Estremamente attuale e moderno, ben fatto. Con momenti da scoprire come quando il protagonista si sveglia tutto sporco di sangue ed i dubbi che l’assalgono. Mi ha fatto palpitare il cuore fino alla fine. Lo consiglio.

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    Un noir ironico.

    16/08/2019 13:44:09

    Ritratto della società in cui viviamo, ha un delitto solo come pretesto di narrazione. La "simpatia" del protagonista farà da filo conduttore in questo noir tra gli emarginati di santa Maria Novella. Non conoscevo Recami, devo dire che mi è piaciuto e l'ho trovato una autore capace e molto migliore di tanti "famosi" giallisti del momento.

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    giorgio g

    15/07/2019 01:57:42

    Recami ci porta in un ambiente inusuale: nella stazione di Santa Maria Novella di Firenze c’è un ampio stanzone dove è ricavato un rifugio per i senza tetto e ci intrattiene con la storia di Franzes, coinvolto, suo malgrado, nell’atroce delitto di via Lurcini. In più, lo stanzone ospita uno spettacolo teatrale di estremo modernismo. Di qui un’affermazione che non possiamo non condividere: “giravano dei bei soldi attorno a delle immonde troiate”. Comunque un bel romanzo che si legge con piacere.

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    ANTONELLA

    05/07/2019 09:59:40

    Francesco Recami non mi delude mai,anche stavolta fa centro con la sua commedia nera che ,oltre a divertire,fa tanto riflettere su cosa è diventata questa societa'.Pero' mi manca tanto la Casa di ringhiera ..........

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    Yuki

    13/06/2019 07:36:03

    Amo Recami, il suo modo di scrivere, l'umorismo intelligente delle sue storie. Leggendo la trama di questo libro non posso non acquistarlo all'istante e lasciare sin da subito un parere positivo "sulla fiducia"!

Vedi tutte le 13 recensioni cliente

Firenze. Autunno 2016. Il veneto Francesco Franzes Molesin, cesta filacciosa di capelli bianchi sporchi, ex imprenditore poi colpevole di bancarotta fraudolenta, è l’ubriacone capo assoluto di un rifugio di senzatetto, numero variabile dalla trentina alla cinquantina; singoli, coppie o famiglie nello stanzone, ammonticchiati all’interno della fatiscente ex cabina di controllo della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella. Le rispettive aree di spettanza, riquadri di circa tre metri per tre colmi di funzionali oggetti usati ed effetti personali propri di ciascuno degli occupanti, sono diligentemente segnalate e separate dai nastri bianchi e rossi che si usano per i cantieri o per gli appartamenti messi sotto sequestro. Sopra una più grande pedana di legno rialzata all’estremità nord è inchiodata e montata una tenda da campeggio (a casetta) con dentro un vero materasso, un baule ampio, una vecchia poltrona, bacinella e specchio, i fornelli e alcune scatole, cavalletto da pittore con tele dipinte o da dipingere e quadretti paesaggistici da vendere per strada. Lì vive e amministra Franzes, con pugno di ferro. Pagamento giornaliero e anticipato: un euro per il posto, 50 centesimi per i “servizi”. Lui dorme sotto strati di coperte militari e russa forte.

Quel giorno si sveglia e ha le mani lorde di sangue semirappreso. Turbe, il vecchietto che gli fa da guardia fuori dalla tenda non sa spiegargli cosa può essere accaduto e lo porta in giro, ma Franzes si preoccupa, tanto più che in una tasca si trova inaspettatamente tre carte da 50 euro. Turbe gli legge un articolo sul giornale, c’è stato un terribile delitto in via Lurcini, una abbiente turista circa 35enne di origini ucraine trovata seminuda con la gola tagliata, calva per la chemioterapia in corso, essendo scomparsa pure la parrucca. La polizia brancola nel buio, ma Franzes trova la parrucca. Non sarà l’unico omicidio su cui indagare nella vicenda grottesca che ne consegue.

Il meticoloso divertente scrittore toscano Francesco Recami (Firenze, 1956), noto soprattutto per romanzi e racconti dedicati ai condomini di una casa di ringhiera a Milano, continua la nuova serie toscana di favole (incubi) noir, in terza quasi fissa sul pessimo elemento maschio. Il delitto è sullo sfondo, interessa poco. Il titolo L’atroce delitto di via Lurcini. Commedia nera n. 3 (189 pagine, 13 euro), come sempre edito da Sellerio, inventa e traduce in fiorentino la via di una commedia francese del 1857, spunto d’ispirazione. In primo piano c’è la colorata paradossale situazione residenziale, legami e competizioni, conflitti e crimini, convivenze e mescolanze. Da sempre marginalità e povertà sono a una discutibile pubblica attenzione. In pochi giorni arrivano nel rifugio non solo di continuo nuovi richiedenti, pure giornalisti e operatori sociali, bensì anche e soprattutto i responsabili e i tecnici di un progetto culturale megagalattico di cui tutta la città già parla, realizzare in quello spazio un’installazione e uno spettacolo di teatro-danza sulla condizione dei diseredati, Gli Ultimi, di fatto e imprecisamente i «meticci de merda».

Mentre Franzes cerca di nascondere i suoi guai e di guadagnarci pure, due Maestri, il grande coreografo Corrado Netzer e il grande artista Urs Freulerich, hanno deciso di collaborare per sensibilizzare il pubblico sulla vita degli homeless, dopo aver già prodotto spettacoli di notevole rilievo internazionale sui disabili, sui non vedenti, sui Down, sul deficit cognitivo, sull’autismo e persino sui ludopatici. Gli ospiti dello stanzone saranno parte integrante dell’evento: «Brecht vs Hemingway, cioè fare finta facendo finta di fare finta contro fare finta facendo finta di non fare finta». Sopravvivere stanca. Il romanzo racconta con cinica verosimiglianza la preparazione e lo svolgimento di una serata davvero unica, musiche e danze, orchestra e pubblico; imprevisti, equivoci e crimini compresi. C’è pure una scintillante locomotiva a vapore in movimento, sembra Guccini (rivestita d’oro pur tuttavia). I vini sono tutti di risulta.

Recensione di Valerio Calzolaio

 
  • Francesco Recami Cover

    Scrittore fiorentino, Francesco Recami pubblica due titoli con Mondadori Education: Assassinio nel Paleolitico e Trappola nella neve (2000). Con Bianca Sferrazzo nel 1998 scrive per Giunti Celti e Vichinghi. Ma la sua popolarità arriva con l'editore Sellerio, e particolarmente con il ciclo di romanzi dedicati al pensionato Amedeo Consonni: L'errore di Platini (2006), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso (2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva Maigret (2009, con il quale vince il Premio Scrittore Toscano), Prenditi cura di me (2010), La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell'armadio (2012), Il segreto di Angela (2013), Il caso Kakoiannis-Sforza (2014), L'uomo con la valigia (2015), Morte di un ex tappezziere (2016), Sei... Approfondisci
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