Avevano spento anche la luna - Ruta Sepetys - copertina

Avevano spento anche la luna

Ruta Sepetys

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Traduttore: Roberta Scarabelli
Editore: Garzanti
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 298 p., Rilegato
  • EAN: 9788811686859
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Avevano spento anche la luna

Ruta Sepetys

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Gaia la libraia

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Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. E l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi.
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    MARA REGONASCHI

    01/04/2019 06:37:11

    Negli stessi anni in cui Hitler mette in moto il genocidio degli ebrei, i russi avviano una campagna di deportazioni dei popoli lituani, estoni e finlandesi verso la Siberia, nei campi di lavoro, in condizioni disumane e inimmaginabili. Il libro testimonia che l'atrocità e le barbarie non hanno colore, non hanno bandiera, non hanno connotazione politica. La testimonianza raccolta nel libro viene lasciata in alcune pagine depositate in un barattolo, sotterrato nella dura terra della tundra, nella speranza che qualcuno le trovi, che qualcuno, stimolato dalla più profonda compassione umana, racconti: solo in questo modo potremo essere sicuri che a questo genere di malvagità non sia più permesso di ripetersi.

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    virgilio

    28/03/2019 12:30:03

    4.5. A me è piaciuto moltissimo. Credevo si trattasse di un qualcosa riferito a Hitler e alla Germania, ritrovandomi poi “piacevolmente” sorpreso dal fatto che fosse esistita un’altra realtà parallela a quella nazista, quella di stalin all’interno i paesi dell’est. Quanto dolore, quanta sofferenza. Libro meraviglioso. Epilogo non di mio gradimento, finale non apprezzato, ma la storia, i personaggi, la scrittura, sono impeccabili. Crudo, realistico, avvincente.

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    Fiorenza

    11/03/2019 16:29:48

    14 giugno 1941: Lina e la sua famiglia vengono deportati dai sovietici. Perché? Lina non lo sa. Sa solo che la separano da suo padre e la caricano su un treno insieme ad altre centinaia di persone che come colpa hanno solo di essere lituani. È una storia che pochi conoscono quella di Lina: la ragazza protagonista di questo libro non è esistita veramente, tante altre persone come lei hanno vissuto quello che viene raccontato nel romanzo, ma i sovietici hanno fatto di tutto perché venisse dimenticata. E invece non bisogna dimenticare. È un libro duro, ma senza eccessi, un piccolo scorcio di una deportazione che ricorda fin troppo quelle dei Nazisti con gli ebrei. Un libro in cui la sopravvivenza falsa i concetti di giusto e sbagliato, da leggere per non dimenticare.

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    Sara@

    08/03/2019 19:48:01

    Questo romanzo racconta una storia unica e sconvolgente. Da leggere.

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    Arianna

    06/03/2019 06:11:40

    ...finisci di leggere il libro e per qualche secondo stai in silenzio...e ti chiedi ...perché succedeva tutto questo?...da leggere per capire quanto dolore , sofferenza può sopportare una persona...innocente!

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    Nikita

    04/02/2019 21:48:23

    Appena terminata questa memorabile lettura. Si è trattato di un libro che sin dalla sua pubblicazione avrei voluto leggere ma che nn mi è mai capitato fra le mani. Fino a qualche tempo fa.. In una bancarella..mi è saltato agli occhi e nn ho avuto dubbi. L ho comprato e ho cominciato a leggerlo. Un tema pesante. I campi di concentramento.. I gulag sovietici. L'impossibilità di comprendere ciò che è stato possibile. Mi sono continuamente chiesta se quello che leggevo fosse umanamente sopportabile. No non lo è. E non lo era anche allora. Una pagina di storia dimenticata. Non raccontata e che difficilmente viene ricordata poiché si manifestava all'ombra di una altra grande follia umana: il genocidio ad opera nazista. Due facce della medaglia di cui una più conosciuta l'altra meno ma terribile allo stesso tempo. Lo consiglio vivamente a tutti. Un libro scritto meravigliosamente... Dal punto di vista di Lina.

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    livia.camilla@hotmail.it

    23/09/2018 10:56:30

    Non una lettura facile, ma necessaria. Scrittura scorrevole anche nelle parti più strazianti e angoscianti da immaginare. La forza e la voglia di sopravVIVERE della protagonista sono una delle cose più potenti che io abbia mai letto. 4.5/5 stelle

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    grazia

    22/09/2018 12:39:29

    Uno dei migliori libri che abbia mai letto. Il romanzo riporta alla luce l'ennesima pagina di dolore e morte, di cui si è pubblicato quasi niente: la deportazione e la soppressione del popolo lituano per mano dei russi. La potenza narrativa ti introduce nel romanzo accompagnandoti ad ogni capitolo, rendendo il racconto fluido e scorrevole nonostante la drammaticità dei fatti. La storia viene raccontata attraverso gli occhi di una ragazzina di appena quindici anni, cresciuta troppo presto in così poco tempo, dovendo affrontare una dura prova, malattie, morti, la fame..... Descrive in maniera dettagliata i particolari di un viaggio terribile verso l'ignoto dove morte e violenza ne fanno da padroni. Mi è piaciuto anche il modo di scrivere dell'autrice, riuscire a includere momenti presenti di terrore e tristezza dei vari personaggi a momenti passati, in cui la famiglia stava bene ed era felice. Bella l'immagine di questa madre che adora i figli, cerca di dare loro ogni tipo di conforto, che spera fino all'ultimo di tornare a vivere e che ama tutti, persino i suoi nemici, dando un buon esempio ai suoi due figli. Mette in evidenzia angoscia, amarezza, tristezza e paura di ogni personaggio. Consiglio vivamente la lettura ad ogni età, ma soprattutto ai giovani , affinchè non si commettano nel futuro le brutalità e gli errori compiuti nel passato.

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    Alessia

    21/09/2018 16:03:41

    Ci sono autori che riescono a raccontare con vivida lucidità avvenimenti forti e toccanti. Ci sono autori che sanno regalare emozioni intense con un linguaggio semplice ed evocativo. Ci sono libri che ti portano fino all’orlo delle lacrime e ti fanno sperare di non finire mai. Ruta Sepetys e i suoi romanzi riescono a regalare tutte queste emozioni. Racconto di vite di migliaia di uomini, donne e bambini ingiustamente arrestati dalla polizia segreta staliniana, Avevano spento anche la luna (Garzanti, 2012, 290 pag., €12,00) è una storia forte, intensa, che cattura il lettore e lo lascia sconvolto. Narrato in prima persona da Lina, simbolo di giovani vite rubate, Avevano spento anche la luna si conferma però un racconto corale. Lina da voce e volto a personaggi diversi, tratteggiandoli con vivida lucidità e con imparzialità. I protagonisti sono tutti uomini e donne di cultura che si trovano a convivere in condizioni estreme imparando a fare affidamento sugli altri, sfidando l’esercito, rischiando di fidarsi delle persone sbagliate e, alla fine, riuscendo a trasformare l’iniziale senso di cameratismo in un sentimento di unione familiare. La narrazione è quella tipica della Sepetys. Il ritmo lento scandisce con precisione la vita nei campi, le storie personali, i ricordi di Lina sul suo passato e le speranze nel futuro. Il linguaggio semplice e i capitoli brevi riescono a esaltare meglio forze e debolezze dei personaggi. La stessa Lina dovrà fare i conti con un passato che non c’è più e con la consapevolezza che la vita di prima non tornerà ma non per questo rinunciando alla vita. Questa autrice si conferma a tutti gli effetti come una delle penne più intense del panorama internazionale contemporaneo. Le sue storie raccontano vicende storiche poco conosciute, lasciando al lettore non solo la forza delle sue parole ma anche un tassello in più nella conoscenza del passato.

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    Elisa

    20/09/2018 19:02:27

    Credo che tutti debbano leggerlo per conoscere meglio la Storia. Purtroppo delle deportazioni nei Gulag a scuola se ne parla poco, ma è stata una tragedia importante quasi come l'Olocausto.

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    elisa

    19/09/2018 14:37:33

    bellissimo libro, l'ambientazione storica mi ha molto colpito perchè di questi argomenti si parla ben poco ... a tratti crudo, ma delicato. Consigliatissimo

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    sebi

    30/08/2018 09:37:34

    Bello è dire poco. Storia emozionante anche se costruita a tavolino e non vera. L'autrice ha saputo però plasmare le figure femminili alla perfezione.

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    Luisa

    15/09/2017 16:28:55

    Da leggere assolutamente

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    roberta

    02/02/2017 10:46:11

    Per 2/3 di libro,leggendo, mi dicevo tra me e me quanto sia stato più coinvolgente e scritto meglio "Volevo solo averti accanto"... poi, improvvisamente nella terza parte della narrazione mi sono ritrovata scaricata al Polo Nord, al freddo gelido, senza niente per ripararmi e senza niente di niente! Da lì ho smesso di fare i confronti... mi sono trovata dentro la storia fino al collo... sensazione terribile... Siano maledetti per sempre tutti quelli che hanno compiuto e che compiono ancora queste malvagità su esseri umani...

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    Roberta

    29/12/2016 13:57:20

    Bello bello. Ben scritto, storia appassionante e coinvolgente, contiene storia, orrori, sentimento, personaggi ben delineati, lacrime, speranza. Ora inizio subito a leggere "ci proteggerà la neve" della stessa autrice.

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    Cri Dob

    02/12/2016 12:57:48

    Con un susseguirsi di episodi disumani e carichi di tensione, descrive una pagina velata della seconda guerra mondiale che riguarda la deportazione dei popoli baltici. Attraverso gli occhi della quindicenne Lina, che affronta insieme alla famiglia il lungo viaggio in treno verso i campi di lavoro forzato, si leggono le atroci sofferenze a cui sono state sottoposte intere popolazioni, la cui sola colpa era di esistere. Proprio a causa di tutto questo si nota come, in un abisso cosi infausto, la speranza faccia da padrona e segni il confine tra la vita e la morte. Il finale sospeso ed affrettato non delude, lasciando che la memoria del lettore si concentri sulla storia e i sentimenti dei personaggi e non su un classico lieto fine. --- Lovebooks01

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    Giamba

    01/12/2016 17:00:03

    Romanzo-testimonianza sulle deportazioni dai paesi baltici in Siberia durante il regime stalinista. Un po’ di luce su un pezzo di storia sconosciuto. Finale ricco di speranza.

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    silvia75

    16/06/2016 21:14:27

    davvero un bel libro,ben scritto,e poi mi ha fatto conoscere una storia che non conoscevo,la deportazione del popolo lituano.Si parla sempre della deportazione del popolo ebraico,ma durante la seconda guerra mondiale,anche altri popoli conoscono l'orrore della prigionia.consigliatissimo!

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    Gio

    14/12/2015 13:43:29

    bellissimo travolgente!!! leggetelo!

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    ginevra

    25/09/2015 17:32:09

    in una parola : bellissimo!

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