Babij Jar - Anatolij Kuznecov,Emanuela Guercetti - ebook

Babij Jar

Anatolij Kuznecov

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Traduttore: Emanuela Guercetti
Editore: Adelphi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,31 MB
Pagine della versione a stampa: 454 p.
  • EAN: 9788845980671
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Gaia la libraia

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«Dio sia lodato, è finito questo regime di pezzenti» dice nonno Semerik, che il potere sovietico lo odiava con tutta l'anima, quando i tedeschi occupano Kiev nel settembre del 1941. «Ora si comincia a vivere». Tolik ha solo dodici anni, ma non gli ci vorrà molto per capire che le speranze del nonno sono vane. Ben presto Babij Jar, il burrone nei pressi di Kiev, diventerà la tomba della popolazione ebraica, e poi di zingari, di attivisti sovietici, di nazionalisti ucraini, dei calciatori della Dinamo che si sono rifiutati di farsi battere dalla squadra delle Forze Armate tedesche, di chiunque abbia rubato del pane. E mentre da Babij Jar giunge senza tregua il crepitio delle mitragliatrici, mentre gli attentati organizzati dagli agenti dell’NKVD devastano la via principale e persino la venerata cittadella-monastero, mentre cominciano le deportazioni verso la Germania, Kiev si trasforma in una città di mendicanti a caccia di cibo. Per Tolik, che aveva conosciuto la terribile fame staliniana, non potrebbe essere più chiaro: tedeschi e sovietici si stanno scontrando «come il martello e l'incudine», e in mezzo ci sono i «poveri diavoli» – e lui, in preda a un «mare di disperata angoscia animale». L'unica via d'uscita è assecondare la furibonda vitalità che lo pervade, ricorrere a ogni espediente per sopravvivere in barba a tutto, crescere. Crescere per odiare chi trasforma il mondo in una prigione, in un «frantoio per pietre», per denunciare violenze e menzogne. Anche le ultime, atroci: dopo la liberazione di Kiev, Tolik e sua madre, in quanto persone «vissute sotto l'occupazione», verranno marchiati come «merce di terza scelta» – e il massacro di Babij Jar cancellato.
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    goldrake

    29/07/2019 09:05:33

    Il racconto dell'occupazione tedesca dell'Ucraina. Un romanzo-documento (la definizione è dell'autore) che ci ricorda ancora una volta, con un linguaggio piano e brutale, cosa è stato. Le domande di questo ragazzino che, nonostante tutto e tutti, vive e cresce in mezzo a quel delirio sono, o meglio dovrebbero essere le domande di tutti, salvo poi il triste ripetersi di certe vicende e l'assoluta continuità fra potere bolscevico e potere nazista, con poche irrilevanti variabili. Il racconto dell'eccidio degli ebrei a Baij Jar e del successivo tentativo di occultamento al momento della ritirata sono, nella loro brutalità, agghiaccianti, ma ancor più agghiacciante è l'ultima destinazione riservata a quel luogo dal potere sovietico.

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