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Al Franken

Traduttore: M. Colombo
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2004
Pagine: XII-407 p. , Brossura
  • EAN: 9788804528678

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    AG

    16/06/2009 11.22.43

    Il libro è purtroppo datato, visto che tutto ciò che è avvenuto dal 2003 in poi. Anche il commento precedente del 2004 è clamorosamente datato (in Italia non succede...). Ciò nonostante, il libro è davvero esilarante. Magari avesse cosi successo un libro applicato alle innumerevoli balle italiane. C'è da dire che gli USA sono culturalmente molto attenti alle menzogne (anche se hanno permesso 8 anni di Bush, che comunque si spiegano con il trauma nazionale del 11/9). Dopo 8 anni di balle clamorose, per reazione hanno eletto un presidente giovane, abbronzato e di nome Obama... Ciò conferma la tesi del libro. In Italia invece le balle sono sacre. Il libro narra con notevole humour vicende degli anni 1999-2002. Per un lettore italiano culturalmente molto diverso molti nomi sono sconosciuti e probabilmente ci si capisce poco. Come se in USA leggessero le vicende dei TG italiani, di Costanzo, Santoro e Fede. Però il libro è parecchio divertente e comunque i metodi sono uguali dappertutto. Franken è terribile, una specie di Beppe Grillo molto meno urlante e sguaiato ma forse più efficace, infatti nel 2008 è stato eletto SENATORE con Obama. Gli argomenti sono in parte simili a quelli di Mike Moore o di Naomi Klein, diversi i metodi. Sicuramente non affonda troppo e non analizza le questioni storicamente. Sicuramente di materiale Bush ne ha offerto molto di più in seguito. Libro datato e culturalmente lontano dall'Italia, ma decisamente graffiante.

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    Antonio Piccolo

    17/06/2004 15.20.40

    Un libro dai più volti. Senz'altro scorrevole, la penna del comico che è autore del libro rende il saggio oltre che di facile lettura anche molto simpatico a tratti. Ma Al Franken simpatizza per i democratici, e pur criticando Raegan, Bush padre e figlio (in maniera spesso frivola, comunque) lo fa in maniera assolutamente faziosa, mettendoli in contrapposizione con i democratici. Descrivendo Al Gore come un sant'uomo e l'amministrazione Clinton come quella più illuminata non solo degli Stati Uniti, ma persino "del ventunesimo secolo". Emergono caratteristiche tipicamente nordamericane. Per primo, il danno che porta il sistema bipartitico (a cui tristemente e pericolosamente i paesi d'Europa si stanno dirigendo), due grossi blocchi per cui se non stai con uno stai necessariamente con l'altro, senza avere l'offerta di un'alternativa, almeno lieve. Seconda cosa, emerge tutta la frivolezza in molte critiche al presidente: cose che vanno nella sfera personali, fra amanti, amici...siamo stati testimoni del caso Clinton e dell'amica Monica, sappiamo di cosa sto parlando. Cosa che, per fortuna, in Italia non capiterebbe, sarà perchè abbiamo avuto Machiavelli. Spesso Franken s'appiglia ad ogni minima frase, a errori di logica. Emerge così il bigotto puritanesimo tipico degli Stati Uniti, che tocca anche l'autore di "Balle!" che è ebreo, e anzi spesso lievemente intollerante verso le altre religioni. Nella squallida esaltazione a Clinton, Franken indica la guerra in Kosovo la salvezza altruistica del paese (un po' come fa Bush con l'Iraq), fa pure il finto tonto raccontando di una restituita libertà al Sudamerica, adducendo come prova l'aver reinsediato al potere di Haiti nel 1994 Aristide, presidente democraticamente eletto, cacciato dall'amministrazione Bush (padre). Buona cosa, ma perchè finge di non sapere che durante Clinton gli assassinii alle popolazioni maya del Guatemala hanno avuto una sensibilissima crescita? Perchè fa finta di non sapere che Clinton ha felicemente appoggiato nel 2000 l'usurpazione della carica

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